Un pensiero estivo alla clinica di coppia. 

Sono in vacanza, siete in vacanza e sinceramente avrei evitato nel rispetto del relax e della disintossicazione da telefonino, di scrivere in questo periodo.
Tuttavia si finisce spesso sui social a scorrere reel o post. Da buon agé utilizzo essenzialmente due Social: Facebook e Instagram.
Ed è stato proprio su Fecebook che ho guardato le foto di un mio ex paziente di coppia. Accetto le richieste di amicizia di pazienti da sempre. Poi ultimamente devo aver aperto il profilo a tutti che possono vedere e leggere. Torniamo alle foto del paziente seguito in coppia in collaborazione con la collega di studio dott.ssa Daniela De Vito, diversi anni fa credo circa 15. Bene in queste foto ho visto una bella famiglia sorridente che (non lo ammetteranno facilmente) devono a quel periodo di lavoro su se stessi in quanto coppia, questa e altre foto di famiglia ritrovata. No che io sia così ingenuo da pensare che questa sia diventata la famiglia del mulino bianco, la famiglia perfetta, ma credo che queste due persone abbiano lavorato e co-costruito con noi e per loro, la scelta psicologicamente più utile al benessere individuale e di coppia.

Passo ora a esaminare un’altra foto di una paziente di coppia. In questo caso ci sono lei e le due figlie adolescenti sorridenti al mare. Anche in questo caso, se pur in una coppia separata leggo quello stato di benessere. Recentemente la signora era venuta a raccontarmi che con il suo ex marito grazie al lavoro di accettazione e mediazione, vivono da separati con un modello di rispetto in cui è emersa l’affettività trascurata durante il periodo di burrasca, che ha portato al mondo due figlie meravigliose e serene.

Con questi due spaccati ho voluto, senza correzioni di AI, ma mantenendo un dialogo spontaneo, trasmettere a cosa dovrebbe servire la psicoterapia di coppia: fare emergere cosa si vuole fare della relazione, esaminare il momento di coppia e le diverse possibilità e dopo un numero di incontri capire se continuare o no. Essere coppia e famiglia sono due grandissime modalità per raggiungere una vita serena, ma bisogna essere convinti e lavorarci in due. A volte capitano coppie in cui uno dei membri ha già deciso e già uscito e si chiede aiuto per avere talvolta un’ attestazione che allevi il senso di colpa, talvolta per essere aiutati nella gestione del “lasciato” che potrebbe crollare o dare in escandescenza.

Il nostro studio segue il modello sistemico integrato a studi e tecniche di diverse altre scuole ove necessari.

In questi anni abbiamo utilizzate tecniche di tipo analogico e narrativo. Il modello di riferimento DAN Digitale Analogico e Narrativo proposto dal direttore Iscra (Scuola di Formazione Sistemica) Prof. Dr. Mauro Mariotti in collaborazione con il suo amico co-direttore Prof. Dr. Fabio Bassoli, è praticamente è quello maggiormente da noi utilizzato, in maniera coerente con il momento di seduta.

In breve la coppia oltre al portare i contenuti della quotidianità e il balletto che li ha allontanati o li sta facendo perdere, sono portati attraverso tecniche in cui si utilizza il corpo a far emergere narrazioni di storie individuali, familiari o di traumi vissuti. Sentire narrare e Ri narrare insieme favorisce una nuova modalità di dialogo e collaborazione.

Come dico sempre la psicoterapia di coppia è una possibilità, una mano allungata ai due, una strada o più strade da poter percorrere e sicuramente tanto altro: ma il grande lavoro lo devono fare i due membri della coppia.

Un’ ultima precisazione. Ho parlato di coppie non necessariamente eterosessuali. Sempre più coppie gay o lesbiche si rivolgono a noi per superare momenti critici.

Buone vacanze a tutti e chiedo una cortesia a chi leggerà fino qui: un feedback con scritto ho letto tramite e-mail info@psises.it o al 3381700961 whatsapp con un messaggio “letto” oppure un gradito commento.

Bibliografia

Art. su DAN Digitale, Analogico e Narrativo nella  psicoterapia sistemica breve Mariotti Mauro e Fabio Bassoli Direttori di ISCRA

Una guida clinica per organizzare, rappresentare e  trasformare l’esperienza relazionale e condurre  psicoterapie sistemiche brevi di successo