La vita è fatta di immagini, di sensazioni legate ad alcuni momenti, di odori, sapori, suoni, gesti…
Vi voglio raccontare di una forte emozione vissuta qualche giorno fa, grazie ad un gesto semplice: una carezza. Sono convinto che vi passerò una percentuale bassa di sensazione rispetto al vissuto, tuttavia vi faccio partecipi di un attimo fuggente…
Ero a scuola, nel Liceo che frequenta mia figlia, in corridoio dove si aspettano i prof per i colloqui, seduto in compagnia di tanti genitori. Alcuni erano in piedi davanti a me… In quel momento deve essere suonata la ricreazione perché il corridoio si è riempito di ragazzi. E’ sempre un emozione forte essere ospite di una scuola e rivedersi in scene che tornano dal passato. All’improvviso davanti a me noto che, ad una signora che non conoscevo si avvicinano due ragazze e un ragazzo. Guardo il trio: il giovanotto con la barba è al centro tra le due ragazze che sembrano più giovani di lui; la ragazza di destra sorride alla signora, dimostra complicità deve essere sua figlia; la terza ragazza è una presenza silenziosa. Ho i visi dei tre giovani sorridenti quando la donna lentamente parte con una carezza alla ragazza che ho pensato possa essere la figlia. E poi con la stessa dolcezza la signora che ho ancora di spalle fa una carezza alla ragazza di sinistra e una al giovane a voler salutare. Un brivido mi ha attraversato la schiena, ero emozionato, avevo di fronte i sorrisi compiaciuti, nutriti di questi tre fortunati angeli e pensavo che questa donna che volutamente non ho guardato in viso (perchè il gesto fosse ancora più indefinito), avesse regalato a me a lei ai ragazzi e a tutti i presenti un momento unico, fuggente, un attimo di intensità cosmica di quelli che lasciano senza parole per rarità, profondità, genuinità e bellezza… A voi il mio brivido, la mia emozione, un attimo relazionale capace di guarire chiunque… Bellissima la carezza di questa donna, bellissima la disponibilità di questi tre angeli a farsi amare incondizionatamente contro ogni regola dettata dal sistema, dall’età …
Che bella cosa che hai scritto, la condivido e piace anche a me partecipare a questi emozionanti ed ormai rari momenti di tenerezza, gesti che dimostrano affetto, amore, amicizia. Non sono mai stata molto brava nell'esternare i miei sentimenti, solo le persone che mi conoscono bene capiscono cosa provo, ma sto migliorando anche grazie all'aiuto di Irma (mia figlia) e devo dire che questa cosa mi fa stare bene!
Che bello sentire una mamma che apprende da una figlia… i bambini e i ragazzi sono i migliori insegnanti di emozione, spontaneità e tanto altro … una vera risorsa per gli adulti… avere orecchio e dare spazio è il segreto di ogni relazione. Grazie per la partecipazione
Bellissimo Pasquale, anche se sicuramente in misura minore rispetto a te che l'hai vissuto in prima persona, sei riuscito a trasmettere una bellissima emozione anche a chi legge!
A me è capitato di provare un'emozione fortissima vedendo piccoli gesti tra i bimbi, ad esempio con gli amichetti di Giulio all'asilo, sono i primi contatti che loro hanno con "gli altri" ed è stupendo osservare la loro spontanea propensione all'affetto. Alcuni si prendono per mano ed entrano insieme all'asilo, altri si danno una carezza. E il cuore ti si apre!
I piccoli sono una miniera di emozioni… beato chi riesce a coglierle. Grazie Alice e un bacio a Giulio
Anche io… molto di rado però… osservo queste cose… il tutto, comunque, ha una notevole coincidenza, in quanto non molte settimane fa vidi un film, il cui titolo è: crash, contatto fisico, la trama è ininfluente ma c'è una frase che apre tutto: a volte, pur di sentire il contatto, la gente è disposta anche a scontrarsi… fino a farsi male, in un mondo in cui tutto s'ignora… scontrarsi è l'unico modo per toccare qualcuno. Questo, al contrario, è un buon modo per avere un contatto…una carezza.
Ciao Fabio… grazie per il tuo apporto… guarda venivo in studio per le sedute del pomeriggio e pensavo spero che ci sia un uomo che commenti, così avrò la possibilità di complimentarmi per i suoi occhi, capaci di vedere il bello che la propria anima trasmette e il fatto che il primo uomo a commentare fossi stato tu mi ha in un primo momento preso in contropiede, come potevo dire al cognato queste cose e fargli un complimento, insomma si giocava in famiglia, ma poi mi sono detto perché no, serendipity, voleva dire che avrei dovuto ribadirti che sei proprio una bella persona, un uomo come pochi, caro fratello ehm cognato
Nonostante non abbia visto la scena, un pizzico di emozione mi è arrivata.. mi sono immaginata la scena e, lavorando a scuola, mi vengono in mente i sorrisi di alcuni ragazzi.. sorrisi che spuntano dal nulla alle 9 di mattina e ti lasciano senza parole.. così semplici ma così intensi!! Che emozioni..
Grazie per aver voluto condividere questo momento, e per la sua sensibilità!!
Il lavoro con i giovani è sempre stimolante. Alle volte penso che dovremmo pagarli noi per quanto ci trasmettono. Il bello di quello che lei dice Manuela sta nel fatto che se riconosce negli altri un bel sorriso vorrà dire che il suo non è da meno. In realtà la parte giovane che è in noi può attivarsi a qualsiasi età e nel ripescare regredendo il ragazzo che siamo stati possiamo alleviare all'adulto le quotidianità complesse dei nostri tempi… L'importante è non perdersi, ma saper dosare le regressioni… Grazie Manuela e … tanti sorrisi per lei
Bella emozione trasmessa! Grazie pasquale per i tuoi "occhi" che colgono tutto ciò!
Vorrei accodarmi ai genitori che apprendono dai figli! Mia figlia è una sorgente di emozioni che nascono dal cuore ed espresse in corporeità! Carezze, baci, abbracci, coccole! Anche io sto imparando da lei! E tutte le sciocchezze di una giornata di lavoro si affievoliscono…
Poi mi piace molto lo spunto di Fabio: in effetti questa tesi del film è realistica… spesso la gente investe energie per "scontri" negativi forse per mancanza di "scontri" che arricchiscono e che fanno bene al cuore…
Essere genitori è una esperienza speciale… direi curativa e di apprendimento. Un bacio alla piccola Virginia, maestra di emozione.
Caro Pasquale, bello è il momento che ci hai regalato ma un velo di tristezza ha pervaso la mia mente: quotidianamente capitano momenti come quello, che hai descritto ma ahimè difficilmente mi faccio colpire ed emozionare. Concordo con quello che dice Fabio… è un mondo di diffusa indifferenza, superficialità ma contemporaneamente di diffuso bisogno di essere amati e di ricevere affetto, spesso insoddisfatti. Mi chiedo se nel leggere il tuo "post" mi emozioni di più il gesto che hai descritto o come l'hai descritto e la condivisione delle TUE emozioni… grazie per aprire una breccia…
Ros tutti abbiamo tutto… dipende da noi quello che decidiamo di usare. Mano mano che tiriamo fuori le parti meno conosciute, ci sembrano più familiari e a quel punto magicamente cambiamo…
Pasquale … mi stai facendo "perdere" tutto il mio sabato libero che avevo programmato diversamente … non certo per leggere articoli di psicologia o di emozionanti esperienze personali, ma devo dire che raramente sono stato così contento di cambiare i miei programmi.
Sono felicissimo di averti ri-trovato, ti seguirò con molta attenzione vista la tua grande sensibilità e professionalità che hai nel toccare temi molto importanti comne quello dell'educazione dei ns figli.
Grazie.
Grazie Massimo… mi hai fatto intimidire per cui più che le parole ci vorrebbe vicinanza per un abbraccio… Spero di leggerti ancora e di vederti al più presto.
Che bell'articolo, mi hai emozionato, bella questa danza di sorrisi!
Grazie per aver condiviso quest'immagine, di aver risvegliato quella voglia di una carezza!
Lavorando in una scuola dell'infanzia ho occasione di vedere quotidianamente gli abbracci, i baci, la voglia di ritrovarsi ogni mattina, dei bambini della mia sezione! E osservare: che spesso siamo noi adulti ad avere difficoltà nell'avere un contatto con l'altro, e spesso gli stessi genitori (non tutti) non riescono a salutare il proprio figlio con un abbraccio, con un bacio, e allora vedi il silenzio, e il turbamento che ha creato un abbraccio negato! Invece sono proprio i "piccoli" che necessitano di una corporeità, e a donano! E a fine giornata di lavoro, se è stata "frettolosa", sento che è mancato qualcosa, forse di non aver coccolato, o abbracciato uno dei miei bambini!
Bellissima riflessione… i bambini hanno un enorme bisogno di corporeità e vicinanza… a voi insegnanti il compito di trasmettere ai genitori le informazioni relative al benessere dei bambini per poter fare emergere dal genitore la memoria del bambino che è in lui, il modo migliore di avvicinarsi ad un figlio
Penso che solo persone sensibili e con un occhio attento possano scorgere questi attimi. Grazie per l'emozione che ha voluto condividere.
L'occhio attento collegato alla sensibilità… qualcosa che abbiamo tutti, una grande potenzialità, poco utilizzata e soprattutto poco condivisibile. Grazie Fabrizio per aver regalato al blog un tuo attimo… di sensibilità
Quando si è piccoli,( lo sto rivivendo con mio figlio che ha 18 mesi) si richiede costantemente e ininterrottamente il contatto fisico coi i propri cari, fino ad esasperarli. Col tempo però si prendono le distanze e gesti cosi semplici e delicati quali es. una carezza diventano impossibili da compiere, estranei a noi fino a che ti rendi conto che le persone più vicine quali ad es. la propria mamma sono anch'esse diventate estranee; e quelle carezze che sempre chidevi e volevi quando eri piccolo, diventano soltanto un'imbarazzo….
Non è difficile, basterebbe allungare una mano e ci renderemmo conto che siamo pieni di "affetti" e che siamo ancora capaci di darne….
Sicuramente non abbiamo provato la stessa emozione, ma la tua descrizione rende molto.
Una carezza e tanti baci al piccolo da parte mia… intanto che faccia scorta in questi anni poi capirà che gli adulti sono imbruttiti dalle quotidianità ma a quel punto spero abbia il pieno fatto oggi a dargli forza e a fargli da modello…