“LA SFIDA DEL GECO” è la terza raccolta di poesie di Alberto Tarantini. Questo libro pubblicato con la Casa Editrice SECOP è stato il primo acquisto durante la Fiera Del Libro di Torino. Dopo aver letto i “Postumi del Disincanto nel 2015 e “Così il tempo” nel 2016 non potevo perdermi le poesie di una persona colta e creativa come Alberto Tarantini (per maggiori informazioni ). Ho subito pensato quale metafora nasconde il titolo la Sfida al Geco, animale con le zampe capaci di aderire a una grande varietà di superfici e in grado di cambiare per mimetizzarsi con l’ambiente che lo circonda e sfuggire ai predatori!
Non conosceremo la risposta perché ognuno conoscerà la propria che varierà per ognuno di voi, con il procedere della lettura delle poesie.
Durante la lettura mi ha colpito a pagina 36/37 il finale della poesia “Che tocca sentire!”(ne riporto un breve frammento):
Qui a condurre le danze è un freddo cronista dei sentimenti,
un correttore di bozze lucido e distaccato…
Una volta per tutte… si spense nell’84 il poeta.
Non potevo lasciar perdere, dovevo sapere, ero curioso.
Ho contattato il poeta o meglio il freddo cronista dei sentimenti che mi ha detto: “Al 1984 risalgono le ultime composizioni giovanili… (solo otto recuperate nella prima raccolta)… poi l’ispirazione sparì di colpo… per la fine del disincanto adolescenziale. Da cui Postumi del disincanto”.
Questa notizia mi ha emozionato, ho cercato di immaginare cosa potesse significare a soli 17 anni (età calcolata sui dati dello scrittore) la fine del disincanto adolescenziale, quale evento possa aver turbato il nostro Geco.
E qui mi sono apparsi i mille disincanti adolescenziali dei racconti professionali.
E la farfalla mi chiederete voi? Ed è ancora una volta il cronista dei sentimenti a aprire a una nuova metafora:
“Tengo molto alla poesia Il tuo orto sezione dedicata a mia madre… dove l’orto abbandonato simboleggia la deriva della vita quando viene meno la cura dell’amore. Visione cupa del mondo dove il male prende il sopravvento se lasciato agire indisturbato…! Quel Eugenio… è riferito a Montale che riteneva che il volo spezzettato delle farfalle, per chi avesse la facoltà di interpretarlo, indicasse la via di fuga. Io comprendo invece la fuga del disincantato ramarro, capace di riconoscere il male e tenerlo alla lontana. Quella fuga non riuscita a mia madre venuta a mancare lo scorso anno dopo una lunga malattia.
Vi riporto infine alcuni versi tratti da Le sorgenti del Verso
Se ho la mente offuscata non proferisco parola, se ho un cruccio nel cuore un bavaglio mi vince…
Vi siate voi identificati con Geco o Farfalla o altro animale troverete nei versi di Alberto Tarantini una “vostra, personale e per questo unica interpretazione al Mistero della Vita”. Buona lettura.