Qualche giorno fa, una mia amica mi ha parlato di un film sulla Rai che trattava di relazioni omosessuali.
In questi giorni, gli psicologi dell’Emilia Romagna si trovano a Bologna per un convegno dal titolo: “Diversi da chi? Riflessioni psicologiche e sociali sulla omosessualità e le identità di genere.”
Erano mesi che pensavo che in un blog psicologico e sessuologico, ci dovesse essere qualche articolo sulla omosessualità.
Parto con alcune riflessioni, libere associazioni, rispetto al tema.
1. In un paese civile ogni individuo è libero di scegliere come agire la propria sessualità. Il rispetto degli altri, la condivisione delle scelte e il vivere sereni la propria intimità sono premesse indiscutibili.
2. Viviamo, parlo del mio Paese Italia, in cui ancora raccogliamo nei nostri studi la sofferenza di ragazzi costretti a nascondersi per la difficoltà di essere accettati socialmente.
3. Il fatto di essere un paese con una forte influenza e presenza ecclesiastica, non permette di viaggiare in linea con i tempi, ma abbiamo una scissione dovuta ad un discutibile ritardo epistemologico della Chiesa di Roma.
4. L’interesse modiale per i matrimoni tra persone dello stesso sesso, diventa stridente con una cultura ancora diffusa di non accetazione (omofobia).
Mi fermo qui per avere vostri feedback, riflessioni e altro che volentieri porteremo al convegno del 23 giugno.
Ho la fortuna di essere stato a San Francisco e aver girato per le strade di una città avanti anni luce. Grazie anche ad eroi come MILK.
Queste riflessioni sono molte interessanti Pasquale!
Riguardo alla prima, credo che la società non induca alla libertà di espressione di quello che è davvero il nostro essere più profondo… una persona è libero di fare la scalata sociale più rapida del mondo, calpestando persone ed ideali.. ed è riconosciuto come una grande uomo (donna non è detto!)… ma se una persona vive un amore omossessuale con la voglia di voler costruire una famiglia con le persone che ama… è una persona oltremodo discutibile.
Ecco questo ce la dice lunga sulla nostra società.
Anche San Francisco è un'isola felice in un paese puritano e bigotto dove la pena di morte è più o meno accettata ma i matrimoni gay sono ancora argomento di lunghe discussioni!!!
Sembra per forza la società della sofferenza e del dolore. Sembra che eesere felici sia un "peccato"!!!!
Bell'argomento!
Riguardo la libertà penso sia un'utopia inquanto le influenze ed il giudizio dell'altro tendono a restringere il seoggetto. E forse la sofferenza di cui parli ne è proprio la conseguenza.
Riguardo l'influenza della Chiesa, in Italia, penso sia una scusa… Nessuno ha chiesto matrimoni gay-religiosi, ma matrimoni civili! Quindi regolati da altri schemi.
Riguardo l'omofobia non so davvero che pensare… Ho anche litigato con una collega che mi ha "gentilmente", cioè indirettamente, dato dell'imbecille perchè ero favorevole ai matrimoni gay e pure all'adozione all'interno di matrimoni gay. Non capisco l'omofobia, per me è inconcepibile perchè l'amore è amore. Punto. Il bisogno di affiliazione anche. Impedire ad alcune persone di vivere ciò è discriminazione pura. Credo che se fossi gay sarei già emigrata…
Grazie per l'interessante articolo Pasquale e grazie per avermi dato l'occasione di dire la mia senza essere offesa, ne sono certa!
P.S. Consiglio a tutti di vedere MILK, fatto benissimo, ottima interpretazione di Penn!