Auguri MAMME del blog.

Comincerei questo articolo di augurio dalla parola GIUSTA. La giusta distanza mamma figlio/a in linea pratica non esiste. Per i fatti psicologici, per i fatti di relazione, non esiste giudizio, così è giusto, così è sbagliato, avrei potuto fare, forse dovrei essere. Non sentitevi mai giudicati, da chicchessia… siete voi con il vostro essere che agite e se voi agite proprio in quel modo, allora vuol dire che era una delle possibilità che esiste, figlio della vostra ragione. Una volta un mio amico di FB aveva commentato in inglese un mio articolo del BLOG  in maniera anonima su un post, dicendo più o meno: “gli psicologi e quelli che si occupano della mente, hanno la presunzione di sapere come le persone debbano comportarsi.” Peccato per il tuo minimo coraggio, avessi commentato sul sito questa tua idea, avrei potuto dirti che la condivido a pieno, in quanto anche quando scriviamo qualcosa sul blog non abbiamo mai la presunzione che la nostra idea sia unica, ma pensiamo semplicemente di dare una possibilità, una fra le tante possibili in ottica psicologica. Quindi GIUSTA va intesa come distanza che in ogni momento della vita relazionale, permetta alle due persone di vivere un benessere, per cui, per il fatto che tutti (per fortuna) siamo diversi e che anche i nostri genitori o figli sono diversi (e si è diversi in ogni momento della propria vita)…  pensate un po’ alla giusta distanza e vi verrà da sorridere.

Allora non mi rimarrebbe niente da dirvi in questo augurio. Invece credo che riflettere su alcune immagini possibili di modalità relazionali, possa servire ad accomodare (o almeno a provarci), la relazione tra voi e i vostri figli (e in maniera circolare tra i vostri figli e voi), ricalibrando per una migliore qualità relazionale.

Prendiamo una prima immagine tra le possibili modalità relazionali nel periodo del ciclo vitale: quando si ha un figlio piccolo. “… Mio figlio dorme con me nel lettone e mio marito è andato di là, dorme sul divano in soggiorno… sa lui lavora” vi sembra una “giusta distanza?” Eppure può esserlo in alcuni periodi, in certi momenti, per alcune situazioni… In ottica psicologica apre ad una serie di domande che possono essere fatte alla madre (e al padre) per far riflettere sulle possibilità alternative. Il fatto di dormire con il figlio non è giusto o sbagliato in assoluto, il problema (ammesso che non si possa leggere in questo una possibilità) è nel fatto che la mamma abbia necessità di parlarne con un tecnico (psicoterapeuta, pediatra, psicologo infantile, neuropsichiatra…).

Prendiamo un’altra immagine dello stesso periodo del ciclo vitale. “… le chiedevo se faccio bene a lasciare mio figlio nel suo letto anche se piange, tanto lo fa per un po’ poi si addormenta… potrebbe secondo lei avere paura del buio?… faccio bene?”. Vi ho spiazzato? In questo caso ci saranno quelli tra voi che penseranno: “io ho fatto così con mio figlio e non è mai successo niente” ed altri “ da piccolo quando mia madre mi lasciava a piangere al buio, avevo una paura esagerata, piangevo disperato…” Giusto? Sbagliato? Che ne dice lei dottore, mi dia un giudizio su faccio bene o faccio male, in modo che possa sentirmi salva, giusta nella mia modalità…

Quello che fa più paura di una persona è la rigidità, la convinzione di essere giusti. “Io faccio così, perché è giusto che sia così… faccio così anche se piove, nevica, siamo a casa, siamo in albergo, anche se mio figlio piange per due ore, anche se il giorno dopo le maestre mi dicono che lo vedono chiuso, triste in un angolo… è giusto che sia così.”

Una relazione è circolare, MAMMA (1 persona) FIGLIO/A (un’altra persona), comunica la MAMMA e comunica il FIGLIO, si crea un flusso di informazioni che hanno tutte uguale diritto anche quando il FIGLIO è piccolo, comunica come può, in modalità diverse, ma la sua comunicazione deve avere la giusta dignità, essere considerata …

Altra immagine, siamo più in là nel ciclo vitale: l’ADOLESCENZA. “Mamma, Mamma, MAMMA” quante volte i vostri figli vi chiamano, avvicinandovi, avendo bisogno di qualcosa. E poi immediatamente dopo: “mamma stammi lontana, va via, mi stai troppo addosso, non mi capisci…” “oddio dottore mi aiuti lei, non capisco, come mi devo comportare…” Capite come possa essere difficile  parlare di giusta distanza, ma come possa essere più facile doversi adattare (come un barbapapà) alle diverse richieste del figlio, alle sue contraddizioni, ai suoi momenti e come i nostri figli debbano cercare di seguire le indicazioni figlie delle nostre incoerenze, delle nostre tensioni, delle nostre ansie (nella famiglia dei Barbapapà), ma anche della nostra esperienza di vita… La giusta distanza? Potrebbe essere nella capacità di non mettere mai in discussione l’amore che una madre ha per un figlio ed un figlio per la madre, anche quando le situazioni di quotidianità ci portano al conflitto, anche quando ci sembra che questo o quell’avvenimento abbiano rotto per sempre questo amore? Il papà ha un importante compito di mediazione, di presenza, di allegerimento di tensione, sempre che sia presente, sempre che ne abbia voglia.

Altro momento del ciclo vitale, per una nuova immagine. “… sono impegnata con il lavoro, non riesco a gestire i figli, mi madre non mi aiuta…” oppure “…mia madre mi sta sempre addosso, mi chiama dieci volte al giorno, ha bisogno di parlare con me e se la domenica non passo a salutarla o se non vado a pranzo dai miei, apriti cielo…” oppure “mia madre dottore non la vedo mai, sono ancora in casa ma ci vado solo per dormire, certo mi fa trovare la roba lavata e stirata, mi svuota la borsa della palestra… o mi rompe trovare la cena anche quando torno alle due di notte e ho già mangiato con gli amici… mi rompe che si alza per riscaldarmi… ” La giusta distanza dicevamo, la ricetta dello star bene in relazione.

Ci ho preso gusto, una nuova immagine … ” mia figlia non viene mai a trovarmi, da quando si è sposata io non esisto più, pensa solo ai figli…” dopo tutto quello che ho fatto per lei, esce con il marito e i figli…”o ” mia madre ha bisogno, prima di tornare a casa da lavoro, passo dai miei, sto lì un’ora aggiusto un po’ la casa, ascolto i problemi … certo mio marito si lamenta del fatto che torno stanca, ma sa dottore dopo una giornata di lavoro non si ha voglia di parlare… adesso figli sarebbe impossibile pensarci…”

Mamme, un forte abbraccio, i miei complimenti per aver fatto una cosa importante nella vostra vita, di avere avuto la giusta dose di incoscienza per dare alla luce un figlio. Siete fortunate, quel figlio vi ha regalato tanta possibilità, tanta motivazione, tanto significato. Spero che, oggi,  i vostri figli e i vostri mariti/compagni vi abbiano festeggiato, vi abbiano dato un fiore (un simbolo) o detto un grazie, spero che la vostra psichicità possa aiutarvi ad essere madri fluide, poco rigide, capaci di contenere ma anche di essere contenute nel gioco relazionale da figli e mariti e di mantenere sempre un occhio alla qualità della relazione con i vostri figli… un occhio per tendere alla giusta distanza… e se avete voglia e forza regalate al blog vostre immagini, sia che siate mamme, figli o padri…