In febbraio il Centro di Psicoterapia e Sessuologia Clinica in collaborazione con Accademia della Narrazione ha organizzato un seminario sui distrurbi dell’apprendimento, che ha avuto un grande successo. La dott.ssa Linda Tancini ha emozionato il pubblico. Per questo motivo le ho chiesto di scrivere un articolo che potesse essere un piccolo riassunto dei contenuti dell’incontro.Ringrazio Linda per il suo tempestivo invio. Ho diviso il materiale in parti per rendere l’articolo più friubile.

“L’apprendimento è come un attaccapanni:

Se non si trova il gancio a cui appendere il cappotto,

questo cade a terra …”

Joreme Bruner

 

L’incontro che ho tenuto sabato 18 febbraio 2012, presso il Centro di Psicoterapia e Sessuologia Clinica di Correggio (RE),  mi ha fatto  capire che tante persone non sono ancora a conoscenza di questo argomento.

Quante delle persone che dicono di “sapere” cosa sono i DSA lo sanno realmente? Quante di loro conoscono il significato reale dell’essere dislessico, discalculimico, disortografico … il significato più intimo e completo di questa condizione?  Credo che siano veramente poche, lo potranno spiegare soltanto le persone che lo vivono quotidianamente sulla propria pelle, genitori, famiglie, che condividono questo disagio tutti i giorni.

In questo breve articolo, forse le mie parole non potranno spiegare “veramente” che cosa è un Disturbo di Apprendimento, ma almeno spero di sensibilizzare  te lettore!

Voglio partire da questi tre articoli per poi inoltrarmi sull’argomento:

Articolo 13: Ogni bambino ha il diritto di imparare ad esprimersi per mezzo delle parole, della scrittura e dell’arte.

Articolo 28: Ha il diritto di ricevere un’istruzione.

Articolo 29: Lo scopo dell’istruzione è di sviluppare al meglio la sua personalità, i suoi talenti e le sue capacità mentali e fisiche.  Analizzare questi articoli  dei diritti dei bambini non è mai superfluo.  Ogni giorno, senza doversi allontanare dalle scuole di ogni ordine e grado delle nostre città, ci accorgiamo della loro attualità.  Non si finirà mai di  sottolineare l’importanza di un istruzione, che  sia garante  di una crescita serena ed armoniosa: che sia il punto di partenza fondamentale per un individuo completo, una persona capace di accrescere nella personalità, sviluppando appieno le proprie potenzialità per il bene proprio e degli altri.

Ma il nostro concetto di istruzione, di educazione si amplia e si modifica di giorno in giorno e altro non può essere che un bene; perché è l’apprendimento che guida il nostro diventare adulti,  il nostro formarci come individui.

Sappiamo che alla base dei DSA esiste una complessa realtà genetica che determina il manifestarsi del disturbo. Ma non si tratta di un singolo gene, ma un insieme di piccole modificazioni: padroneggiare il codice scritto è una abilità complessa e in cui innumerevoli aree cerebrali sono coinvolte.

L’elaborazione della lingua scritta ed orale, il suo utilizzo avviene per mezzo di un vero e proprio “recupero” di abilità che devono essere fatte cooperare contemporaneamente e velocissimamente per apprendere.  E’ la complessità della dislessia che ci mostra la complessità del mondo dell’apprendimento. Come facciamo a sottovalutare l’impatto che ha per questi ragazzi il disturbo sulla loro vita quotidiana ?

L’educazione non è preparazione alla vita ma la vita stessa”, diceva John Dewey.  Come possiamo non desiderare di comprendere nel profondo cosa vive il bambino, il ragazzo, l’adulto  con un disturbo di apprendimento di fronte a questa affermazione?  Dewey sosteneva:  imparare non è raccogliere informazioni e nozionismi, ma creare giorno dopo giorno la persona che si è.

I bambini, i ragazzi, passano sui banchi di scuola e davanti ai libri di scuola più del 50 % delle loro giornate, e il rimanente nelle attività sportive, ludiche: cosa significa vivere, sempre ed incessantemente, questa situazione con un enorme  sforzo, fatica, difficoltà?

I disturbi di apprendimento non possono e non devono essere sminuiti: non esiste niente di poco importante quando si ha a che fare con i bambini o ragazzi:  tutti abbiamo la responsabilità di guardare sempre più negli occhi questi ragazzi, riconoscere le loro difficoltà e garantire loro i propri diritti.  La diagnosi naturalmente può essere fatta solo da specialisti (psicologi, neuropsichiatri, logopedisti, ortottisti …) attraverso test specifici, ma vi sono diversi indizi, come ad esempio certi errori caratteristici, che possono essere focalizzati per tentare di vedere più a fondo nel problema. E’ fondamentale che gli insegnanti si accorgano di questi segnali e che vengano fatti al più presto i test di accertamento: prima si interviene con la logopedia e con attività didattiche appropriate e meglio è! L’autostima di questi bambini è duramente minacciata dagli insuccessi e dalla consapevolezza che NONOSTANTE i loro sforzi, non riescono a raggiungere i risultati attesi …

Allora entriamo nel dettaglio che cosa sono i DSA? Con il termine DSA si fa riferimento ai disturbi specifici dell’apprendimento, quali la dislessia, la discalculia evolutiva, la disgrafia e la disortografia. La caratteristica di questa “classe” di disturbi è la loro “specificità”, in quanto coinvolgono uno specifico dominio di abilità in modo significativo ma circoscritto, lasciando intatto il funzionamento intellettivo generale.  Tali difficoltà si manifestano, solitamente, durante le prime fasi dell’apprendimento del bambino, quando questo si trova ad acquisire le nuove abilità della lettura, della scrittura e del calcolo. Queste difficoltà, specie in mancanza di un adeguato percorso di diagnosi e trattamento, possono persistere in modo  più o meno  marcato  attraverso l’adolescenza  fino all’età adulta.  Nello specifico, la dislessia si manifesta con una difficoltà ad effettuare una lettura accurata e/o fluente e da scarse abilità nella scrittura e nella decodifica.

La discalculia evolutiva si manifesta, invece, con una difficoltà negli automatismi del calcolo e dell’elaborazione dei numeri.

La disgrafia e la disortografia, invece, sono disturbi della scrittura. La prima si manifesta con una difficoltà nella realizzazione grafica, mentre la disortografia si manifesta in difficoltà nei processi linguistici di transcodifica.  Per quanto riguarda i disturbi emotivi,  sono presenti vissuti di disagio, che certamente si accumula con il passare del tempo ed il crescere delle esperienze traumatiche e negative.

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