Vi giro una mail di un mio ex-paziente…

Caro Pasquale, ti scrivo questa Mail perché il Miracolo è successo. In tante occasioni durante il percorso di terapia mi hai detto che un giorno avrei pianto e quel che pianto sarebbe stato diverso, avrebbe rotto gli argini, mi avrebbe cambiato. Credo che sia successo tutto questa mattina.

Ero in cucina per la solita danza mattutina con mia moglie e ci incrociavamo per preparare la colazione poi ci siamo avvicinati vicino alla macchina automatica del caffè e mentre lei aspettava il suo caffè le ho detto ascolta e ho fatto partire dal mio iphone Caruso di Lucio Dalla.

 

Qui dove il mare luccica e tira forte il vento
su una vecchia terrazza davanti al golfo di Surriento
un uomo abbraccia una ragazza dopo che aveva pianto
poi si schiarisce la voce e ricomincia il canto.

Te voglio bene assaje
ma tanto, tanto bene sai
è una catena ormai
che scioglie il sangue dint’e vene sai.

Vide le luci in mezzo al mare
pensò alle notti là in America
ma erano solo le lampare e la bianca scia di un’elica

sentì il dolore nella musica, si alzò dal pianoforte
ma quando vide la luna uscire da una nuvola
gli sembrò più dolce anche la morte

guardò negli occhi la ragazza, quegli occhi verdi come il mare
poi all’improvviso uscì una lacrima e lui credette di affogare.

Te voglio bene assaje
ma tanto tanto bene sai
è una catena ormai
che scioglie il sangue dint’e vene sai.

Potenza della lirica dove ogni dramma è un falso
che con un po’ di trucco e con la mimica puoi diventare un altro
ma due occhi che ti guardano, così vicini e veri
ti fan scordare le parole, confondono i pensieri

così diventa tutto piccolo, anche le notti là in America
ti volti e vedi la tua vita come la scia di un’elica

ma sì, è la vita che finisce ma lui non ci pensò poi tanto
anzi si sentiva già felice e ricominciò il suo canto.

Te voglio bene assaje
ma tanto tanto bene sai
è una catena ormai
che scioglie il sangue dint’e vene sai…

Ho abbracciato mia moglie e piano piano ho sentito sciogliersi qualcosa dentro. La stringevo forte e lei mi ha abbracciato in una maniera automatica, fino a quando non ha sentito i miei brevi sussulti, quella sensazione in cui senti che dentro comincia un piccolo singhiozzo che poi sfocia in un pianto, mia moglie ha capito e come avresti detto tu mi ha contenuto, mi ha stretto forte senza violenza, ha avvicinato il suo viso al mio e lì sentivo che il mio pianto cresceva, sentivo che stavo liberando qualcosa, sentivo che non era un pianto cerebrale che puoi smettere se decidi, ma che veniva da dentro. E’ stato un pianto composto, quasi mi vergognassi di piangere con mia moglie, io che non avevo mai pianto, il duro che teneva tutto dentro. Avrei voluto che la canzone non finisse, avrei voluto rendere eterno quel pianto e quell’abbraccio. Appena ho capito che la musica finiva mi sono slegato e sono corso di là, in bagno per lavarmi la faccia, prendere dei fazzoletti di carta e sono tornato da mia moglie un po’ intimidito. Ci siamo seduti avevo lei a destra la finestra a sinistra è un sole stupendo che sembrava sorridere. A quel punto ho preso l’iphone e ho fatto partire dalla cronologia un’altro brano, che avevo ascoltato il giorno prima da solo in auto, subito dopo aver saputo della morte di Dalla.

Era Cara cantata nella Basilica di Assisi…

Cosa ho davanti, non riesco più a parlare
dimmi cosa ti piace, non riesco a capire, dove vorresti andare
vuoi andare a dormire.
Quanti capelli che hai, non si riesce a contare
sposta la bottiglia e lasciami guardare
se di tanti capelli, ci si può fidare.

Conosco un posto nel mio cuore
dove tira sempre il vento
per i tuoi pochi anni e per i miei che sono cento
non c’è niente da capire, basta sedersi ed ascoltare.
Perché ho scritto una canzone per ogni pentimento
e debbo stare attento a non cadere nel vino
o finir dentro ai tuoi occhi, se mi vieni più vicino………

La notte ha il suo profumo e puoi cascarci dentro
che non ti vede nessuno
ma per uno come me, poveretto, che voleva prenderti per mano
e cascare dentro un letto…..
che pena…che nostalgia
non guardarti negli occhi e dirti un’altra bugia
A..Almeno non ti avessi incontrato
io che qui sto morendo e tu che mangi il gelato.

Tu corri dietro al vento e sembri una farfalla
e con quanto sentimento ti blocchi e guardi la mia spalla
se hai paura a andar lontano, puoi volarmi nella mano
ma so già cosa pensi, tu vorresti partire
come se andare lontano fosse uguale a morire
e non c’e’ niente di strano ma non posso venire

Così come una farfalla ti sei alzata per scappare
ma ricorda che a quel muro ti avrei potuta inchiodare
se non fossi uscito fuori per provare anch’io a volare
e la notte cominciava a gelare la mia pelle
una notte madre che cercava di contare le sue stelle
io li sotto ero uno sputo e ho detto “OLE'” sono perduto.

La notte sta morendo
ed e’ cretino cercare di fermare le lacrime ridendo
ma per uno come me l’ ho già detto
che voleva prenderti per mano e volare sopra un tetto.

Lontano si ferma un treno
ma che bella mattina, il cielo e’ sereno
Buonanotte, anima mia
adesso spengo la luce e così sia

Le parole hanno smosso qualcosa in me, capisco che deve essere un qualcosa appartenente alla mia storia, alle mie ferite, che tu conosci ed è ripreso il pianto. Questa volta guardavo a destra, fuori dalla finestra, non mi ero reso conto di aver scelto la versione di cara cantata nella basilica di San Francesco finché non ti ho scritto questa mail, ma ti giuro la natura stamattina rideva e io piangevo timido, composto nel possibile, guardando verso la finestra per nascondere il pianto a mia moglie, quasi per un senso di pudore, vergogna o paura. Mia moglie deve aver pianto anche lei o per lo meno nelle due volte che sono riuscito a girarmi dalla sua parte le leggevo sul viso tirato il tentativo di raccogliere con un dito le lacrime che scendevano involontarie. Mi ha chiesto: che hai perché piangi? Le ho risposto asciugandomi il naso e soffiando più per riprendere a respirare, piango per le persone che non ci sono più, mica per Lucio Dalla riprendendomi per un attimo nel mio essere duro, chi lo conosce questo qui, piango per me e per te per la vita e per i nostri figli, per chi soffre e per chi gioisce, non so. E giù ancora scariche di angoscia. La notte sta morendo ed e’ cretino cercare di fermare le lacrime ridendo …. che voleva prenderti per mano e volare sopra un tetto… le parole sembravano inveire, perché era quello che stavo cercando di fare.
…. ma che bella mattina, il cielo e’ sereno  Buonanotte, anima mia adesso spengo la luce e così sia… Dio mio sembrava che le parole leggessero la realtà e quando ho sentito anima mia, ho pensato a te, che mi hai fatto scoprire con la terapia la mia Anima, avevo pianto anche per te e per me, ma non l’avevo detto a mia moglie non avevo avuto il coraggio.

Ti chiedo di pubblicare questa mia mail perché se il miracolo è successo a me, all’uomo duro che non deve cedere mai, allora può essere possibile per altri. So che sarai un po’ indeciso, tirerai fuori qualcosa del tipo è meglio che resti tra noi o altro, ti chiedo di farlo…

Non ho finito Pasquale, perché adesso viene il meglio. Mia moglie ha preso l’iphone mentre io raccoglievo le parti perse nel pianto e mi strasoffiavo il naso, ha detto con un sorriso di complicità, adesso ti faccio sentire la canzone che di Dalla piace a me:

Futura

Chissà chissà domani
su che cosa metteremo le mani
se si potrà contare ancora le onde del mare
e alzare la testa
non esser così seria, rimani
i russi, i russi gli americani
no lacrime non fermarti fino a domani
sarà stato forse un tuono
non mi meraviglio
è una notte di fuoco
dove sono le tue mani
nascerà e non avrà paura nostro figlio
e chissà come sarà lui domani
su quali strade camminerà
cosa avrà nelle sue mani.. le sue mani
si muoverà e potrà volare
nuoterà su una stella
come sei bella
e se è una femmina si chiamerà futura.
Il suo nome detto questa notte
mette già paura
sarà diversa bella come una stella
sarai tu in miniatura
ma non fermarti voglio ancora baciarti
chiudi i tuoi occhi non voltarti indietro
qui tutto il mondo sembra fatto di vetro
e sta cadendo a pezzi come un vecchio presepio.
Di più, muoviti più fretta di più, benedetta
più su, nel silenzio tra le nuvole, più su
che si arriva alla luna,si la luna
ma non è bella come te questa luna
è una sottana americana
Allora su mettendoci di fianco,più su
guida tu che sono stanco, più su
in mezzo ai razzi e a un batticuore, più su
son sicuro che c’e’ il sole
ma che sole è un cappello di ghiaccio
questo sole è una catena di ferro
senza amore, amore, amore, amore.
Lento lento adesso batte più lento
ciao, come stai
il tuo cuore lo sento
i tuoi occhi così belli non li ho visti mai
ma adesso non voltarti
voglio ancora guardarti
non girare la testa
dove sono le tue mani
aspettiamo che ritorni la luce
di sentire una voce
aspettiamo senza avere paura, domani

Quante volte nelle nostre sedute abbiamo parlato di Elaborazione di un Lutto ed io perplesso mi sono domandato cosa volesse dire, ebbene credo di averlo capito mentre andava futura e mia moglie sorrideva felice, come se volesse dire c’è ancora da vivere, c’è tanto futuro… aspettiamo senza avere paura, domani. Naturalmente abbiamo fatto tardi e non sto a dirti perché e da questa mattina che mi sento più leggero e sorrido a tutti comprese le maestre dei miei figli che mi hanno ripetuto le regole della scuola nel rispetto degli orari, nel rispetto di tutti… Grazie a te e grazie a Lucio.

Caro P., ci ho pensato molto prima di pubblicare la tua mail, ma poi mi sono detto che razza di BLOG psicologico sarebbe se si facesse censura di sensibilità ed emozioni che la tua mail trasmette. Mi hai commosso, mi hanno commosso le canzoni di Lucio Dalla che fanno parte dell’orchestra di VOCI che un terapeuta ha dentro. Mi viene da abbracciarti per aver avuto fiducia in te stesso e nella possibilità che ti avevo suggerito. Come dico sempre noi terapeuti siamo solo ENZIMI, la terapia la fate voi. Posso chiudere se mi permetti con una battuta che noi due sappiamo essere figlia di grande affetto… “devo avere una fiducia cosmica nelle possibilità alternative che la psicoterapia fornisce alla vita del paziente, mio caro uomo duro questa mattina hai sorpreso anche me…

ps. mi è arrivata una nuova mail di P. mentre vi scrivevo … mi sono reso conto solo ora che il 02.03.19xx è la data di nascita di mia madre volata in cielo come sai anni e anni fa…