Guida per orientarsi tra psicologi, psicoterapeuti, psichiatri e altre professioni d’aiuto
Quando chiediamo aiuto, sappiamo davvero a chi ci stiamo rivolgendo?
Negli ultimi anni la richiesta di supporto psicologico è aumentata enormemente. È una buona notizia: significa che sempre più persone considerano importante la salute mentale.
Contemporaneamente, però, è cresciuta anche la confusione.
Sui social, nelle piattaforme online, nei siti internet e nelle pubblicità compaiono figure che si definiscono counselor, mental coach, esperti di relazioni, terapeuti, consulenti emotivi o specialisti del benessere. Per il cittadino non è sempre facile capire chi abbia una formazione riconosciuta dalla legge e chi invece utilizzi titoli ambigui o impropri.
Per questo motivo è importante conoscere le differenze tra le principali professioni che operano nell’ambito della salute mentale, dell’educazione e delle neuroscienze.
Psicologo
Lo psicologo è un professionista laureato in Psicologia e iscritto all’Ordine degli Psicologi.
Può svolgere attività di prevenzione, valutazione psicologica, consulenza, sostegno psicologico, diagnosi psicologica, orientamento e promozione del benessere.
Può aiutare persone, coppie, famiglie, gruppi, aziende e istituzioni.
Lo psicologo non è automaticamente uno psicoterapeuta.
Psicoterapeuta
Lo psicoterapeuta è uno psicologo oppure un medico che, dopo la laurea e l’abilitazione professionale, ha frequentato una scuola quadriennale di specializzazione riconosciuta dal Ministero dell’Università.
È l’unica figura autorizzata dalla legge a svolgere psicoterapia.
La psicoterapia è un trattamento strutturato finalizzato alla cura della sofferenza psicologica, dei disturbi emotivi, relazionali e di personalità.
Quando uno psicologo consegue questa specializzazione, il titolo di psicoterapeuta viene annotato ufficialmente nel proprio Ordine professionale.
Psichiatra
Lo psichiatra è un medico laureato in Medicina e specializzato in Psichiatria.
Può formulare diagnosi mediche, prescrivere farmaci, richiedere esami clinici e trattare i disturbi mentali dal punto di vista medico.
Alcuni psichiatri sono anche psicoterapeuti, altri no.
La prescrizione farmacologica è una competenza esclusiva del medico.
Neurologo
Il neurologo è un medico specializzato nelle malattie del sistema nervoso.
Si occupa di patologie come ictus, Parkinson, Alzheimer, epilessia, sclerosi multipla, neuropatie e altre condizioni neurologiche.
Non si occupa principalmente di psicoterapia o di disagio relazionale.
Neuropsichiatra Infantile
Il neuropsichiatra infantile è un medico specializzato nello sviluppo neurologico, cognitivo e psicologico di bambini e adolescenti.
Si occupa di autismo, ADHD, disturbi dell’apprendimento, disabilità intellettive, epilessia infantile, disturbi dello sviluppo e psicopatologia evolutiva.
Può prescrivere farmaci e coordinare percorsi terapeutici multidisciplinari.
Pedagogista
Il pedagogista è un professionista dell’educazione.
Si occupa di processi educativi, apprendimento, sviluppo delle competenze, sostegno alla genitorialità e progettazione educativa.
Lavora spesso nelle scuole, nei servizi educativi e nelle organizzazioni.
Non svolge psicoterapia e non formula diagnosi psicologiche o psicopatologiche.
Sociologo
Il sociologo studia i fenomeni sociali, i gruppi, le organizzazioni, la cultura e i cambiamenti della società.
Il suo lavoro è prezioso per comprendere i contesti nei quali le persone vivono, ma non consiste nella cura clinica della sofferenza psicologica.
Non svolge psicoterapia.
Filosofo
Il filosofo è uno studioso del pensiero umano, dell’etica, della conoscenza, del linguaggio e dei grandi interrogativi dell’esistenza.
La sua formazione universitaria si concentra sulla storia del pensiero, sulla logica, sull’etica, sull’antropologia filosofica e sulla riflessione critica.
Negli ultimi anni si sono sviluppate forme di consulenza filosofica nelle quali il professionista utilizza il dialogo e la riflessione per aiutare le persone ad affrontare questioni esistenziali, valoriali o decisionali.
Si tratta di un’attività culturale e riflessiva che può offrire spunti di crescita personale, ma che non coincide con l’intervento psicologico o psicoterapeutico.
Il filosofo non effettua diagnosi psicologiche, non tratta disturbi mentali, non svolge psicoterapia e non appartiene alle professioni sanitarie.
Le domande tipiche della filosofia riguardano il senso della vita, la libertà, la responsabilità, la felicità, il rapporto con il tempo, la morte e i valori che orientano le scelte umane.
Quando una persona vive una sofferenza psicologica significativa, un disturbo d’ansia, una depressione, una crisi relazionale o un disagio clinicamente rilevante, è opportuno rivolgersi a professionisti della salute mentale specificamente formati per affrontare tali problematiche.
Coach, Mental Coach, Counselor e altre denominazioni non regolamentate
Un aspetto che genera spesso confusione riguarda figure come Mental Coach, Life Coach, Relationship Coach, Counselor, Emotional Coach e altre denominazioni simili.
A differenza di psicologi, psicoterapeuti e medici, queste attività non corrispondono in Italia a professioni sanitarie regolamentate da un Ordine professionale dello Stato.
Non esiste infatti un Albo statale dei coach o dei counselor, né un percorso formativo unico e obbligatorio stabilito dalla legge.
Dietro la stessa denominazione possono quindi trovarsi persone con percorsi molto diversi tra loro: laureati in Psicologia, laureati in altre discipline oppure persone prive di una formazione universitaria specifica nel campo della salute mentale.
Il cittadino non dispone degli stessi strumenti di verifica che possiede per le professioni ordinistiche.
Per uno psicologo o uno psicoterapeuta è possibile verificare pubblicamente iscrizione, anzianità professionale e titoli direttamente presso l’Ordine degli Psicologi.
Per molte figure non regolamentate questo controllo non è possibile.
Per questo motivo è fondamentale chiedere sempre:
- quale laurea possiede il professionista;
- a quale Ordine professionale appartiene;
- se è possibile verificare pubblicamente i suoi titoli;
- quale formazione specifica abbia ricevuto.
La trasparenza non è una formalità burocratica: è una tutela per il cittadino.
“Ogni professione possiede competenze preziose e specifiche. Il problema non nasce dalle differenze, ma dalla confusione. Un filosofo non è uno psicologo, un coach non è uno psicoterapeuta, un pedagogista non è uno psichiatra. Riconoscere i confini delle professioni significa rispettarne il valore e tutelare chi chiede aiuto.”
Come verificare se uno psicologo è davvero psicoterapeuta?
Questa è una delle domande più importanti.
In Italia il titolo di psicoterapeuta non è un’autodichiarazione. Sembrerebbe che le piattaforme che offrono psicologia low cost richiedano un’autocertificazione dei titoli.
Come sappiamo in Italia è un attimo che ci si improvvisi per questo è necessario verificare se il Professionista è registrato ufficialmente presso l’Ordine professionale.
Chiunque può verificarlo.
Per gli iscritti in Emilia-Romagna è sufficiente accedere al sito dell’Ordine degli Psicologi dell’Emilia-Romagna e utilizzare la funzione di ricerca degli iscritti. L’Ordine specifica che è possibile verificare se un professionista è abilitato e, nel caso degli psicoterapeuti, selezionare il titolo “Psicologo Psicoterapeuta”.
Nel mio caso, ad esempio, inserendo il nominativo “Pasquale Tarantini” nella ricerca dell’Albo dell’Emilia Romagna è possibile verificare l’iscrizione e l’annotazione del titolo di Psicoterapeuta.
Perché oggi è così importante controllare?
Viviamo in un’epoca nella quale il mercato del benessere psicologico cresce rapidamente.
Molte piattaforme online rendono più facile l’accesso ai professionisti, ma la rapidità non può sostituire la verifica delle competenze.
Il rischio non è solo economico.
È soprattutto clinico.
Affidare la propria sofferenza a persone prive della formazione necessaria può ritardare percorsi di cura adeguati o generare interventi inappropriati.
Mai come in questo periodo arrivano in studio persone provate psicologicamente che hanno seguito percorsi online senza alcuna verifica del professionista, dei titoli.
La deontologia professionale non è un insieme di regole burocratiche.
È la tutela concreta del cittadino.
Sapere chi abbiamo di fronte, quali studi ha compiuto, a quale Ordine appartiene e quali competenze possiede rappresenta il primo passo verso una scelta consapevole.
Una responsabilità condivisa
La tutela della salute mentale non dipende soltanto dai professionisti.
Dipende anche dalla capacità dei cittadini di informarsi.
Così come verifichiamo che un medico sia realmente medico o che un avvocato sia realmente avvocato, dovremmo imparare a verificare anche i titoli di chi si occupa della nostra sofferenza psicologica.
Perché la fiducia è fondamentale.
Ma la fiducia, quando si parla di salute, dovrebbe sempre poggiare sulla trasparenza
Bibliografia ragionata
- La professione di psicologo – Consiglio Nazionale Ordine Psicologi, varie edizioni. Utile per comprendere competenze, limiti e responsabilità dello psicologo.
- Etica e deontologia professionale dello psicologo – Santo Di Nuovo, 2019. Un testo chiaro sul rapporto tra etica, norme e tutela dell’utente.
- Psicoterapia – John C. Norcross & Michael J. Lambert, 2019. Panoramica sui fattori efficaci della psicoterapia.
- Manuale di psicoterapia sistemica relazionale – Edizioni Sapere, 2024. Ponte tra teoria, clinica e responsabilità professionale.
- La mente relazionale – 1999. Approfondisce l’integrazione tra neuroscienze, sviluppo e relazioni.
- Verso un’ecologia della mente – 1972. Fondamentale per comprendere il pensiero sistemico e la responsabilità epistemologica del professionista.

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