Quando mi hanno detto che avevo bisogno di andare dallo psicologo, avrei dovuto chiedere un appuntamento?

Provo a rispondere variando leggermente la domanda: “Come si arriva in terapia?” (rifletterei se fossi un paziente o lo fossi stato sul perché della mia richiesta)

Si pensa spesso che una persona che chiede un colloquio terapeutico debba necessariamente avere un problema. Credo che si possa arrivare in terapia anche per un’idea di benessere. Vado in terapia per fare palestra psicologica e cercare il meglio per me e per gli altri vivendo seguendo un’ottica psicologica. Se immaginiamo un continuum, all’altro estremo di quanto descritto, potremmo metterci la persona che non viene in terapia, anche quando chi è a lui vicino, per esempio  parenti e amici, consigliano una richiesta di aiuto. Accade spesso che si aspetti troppo e che si arrivi un po’ tardi con sintomi un tantino cronicizzati.  

A questo punto potremmo chiederci: “La terapia funziona con le persone che non hanno voglia di andarci?” oppure porci la domanda di tante mamme:  “E’ opportuno insistere con un figlio che proprio non ne vuole sapere di venire dallo psicologo?”

La risposta per quest’ultima domanda è secondo me sì in quanto incontrare uno psicologo significa anche lavorare sulla motivazione al percorso e in ogni caso aprire a possibilità/scelte differenti, mentre per rispondere sul funzionare della psicoterapia bisognerà valutare se nel tempo l’alleanza terapeutica creata riesca a facilitare scelte e cambiamenti in ottica psicologica e di benessere. Questo vale anche per coloro che scelgono di andarci senza spinte.