In questi giorni, mi sono arrivate vostre Mail con spunti per articoli che spero di pubblicare nel più breve tempo possibile.
Con piacere pubblico questa MAIL di qualche giorno fa, perchè scritta da una mia amica, la dottoressa Stefania Ascari, che si occupa ogni giorno, in uno studio legale di Modena, di un tema cui tengo in modo particolare: LA VIOLENZA SULLE DONNE.
Un mondo che non rispetta le donne è contro Natura, INNATURALE; un uomo che usa violenza (fisica o psicologica) nei confronti di una donna è un essere innaturale, per il quale non è stato ancora coniato un termine anche perchè definirlo gli darebbe identità … e gni volta che risuccede vorremmo fosse l’ultima… che fosse l’ultimo DEGLI INNATURALI.
Modena, 14.06.2012
All’interno della famiglia si consuma il maggior numero di soprusi economici, di ricatti psicologici, di percosse e molestie di violenze sessuali.
Si tratta di tante facce di una violenza in gran parte sommersa, subita in silenzio.
E’ una violenza terribile perchè si consuma in un contesto in cui dovrebbero prevalere rispetto, fiducia, amicizia e lealtà reciproche.
Non bisogna chiudere gli occhi di fronte a queste realtà, rompere il cerchio dell’indifferenza e dell’omertà che troppo spesso accompagna questo tipo di violenze.
Le donne, le madri, le figlie insieme agli anziani sono le principali vittime di abusi e maltrattamenti, di nuove forme di abbandono.
I loro nomi, le loro storie restano come memorie, la prova di una verità odiosa, crudele: Hina accoltellata a Brescia dal padre, Maria uccisa dal marito a Reggio Emilia, Paola violentata a Torre del Lago, Sara colpita a morte da un amico a Torino… L’ultima è stata resa nota ieri: una trentenne originaria della Nigeria, costretta ad un rapporto sessuale in pieno centro a Caserta.
Occorre dare maggiore impulso alla prevenzione e al sostegno delle vittime, la famiglia deve essere circondata di supporti e da una rete di servizi qualificati, devono pertanto essere rafforzati i centri di aiuto e di solidarietà e i consultori diventare punti di ascolto e di riferimento nella speranza di vincere la paura e la solitudine.
Non basta inasprire le pene, migliorare le leggi, assicurare piena giustizia alle vittime, c’è bisogno di un grande lavoro politico e culturale che vada oltre la repressione.
E’ fondamentale che i governi si impegnino per rendere più forti le donne, garantendo loro indipendenza economica e protezione dei diritti fondamentali.
Serve, quindi, una legge che non cerchi scorciatoie securitarie ma punti a snidare la cultura che produce la violenza, si chiedono provvedimenti che diano risorse ai centri antiviolenza e sistemi di controllo della pubblicità e dei media, cattivi maestri nel perpetuare stereotipi che impongono sulle donne il modello “ubbidiente e sexy”. E si chiede, infine, agli uomini di stare accanto alle donne e di fare battaglia con loro.
Dott.ssa Stefania Ascari
Come sempre aspettiamo vostri commenti. Chi volesse inviare richieste dirette alla dott.ssa Stefania Ascari, può farlo tramite la nostra Email info@psises.it.
Difficile commentare un argomento tanto forte . il pensiero di una violenza genera molta paura e riesco difficilmente a capir ecosa si possa provare dopo avere subito un tale atto… soprattuto se chi lo perpetra è una persona conosciuta, o meglio amata.
Quello che poi mi domando è cosa c'è nella testa di chi fa violenza su persone "amate": sembra che egli voglia esprimere la sua "forza" fisicamente per coprire una grande debolezza di fondo….E poi… ma perchè, alle violenze, le donne non reagiscono? cosa scatta?
Infine credo che ci sia ancora tanto, e molto diffusa, quella "cultura" maschilista e retrograda della donna "ubbidiente e sexy" e che ancora oggi tante donne vogliano rientrare in questo stereotipo per compiacere maschi animali che non hanno mai vissuto una relazione vera con persone dell'altro sesso, forse a partire proprio dalle relazioni con le loro madri. E queste donne forse cresciute ed educate al comiacimento del maschio e col mito di "Cenerentola" o "Pretty Woman"!
forse è riduttivo, ma alle volte sento ragionamenti davvero tristi a riguardo e spt anche fatti da persone giovani (es. 30enni)
Grazie ancora una volta per lo stimolo alla riflessione!
Ciao a tutti!
La mia prima sensazione che provo riguardo la violenza sulle donne è l'ira funesta, la seconda è l'impotenza. Impotenza verso una società maschilista (intendo l'incontro di varie culture, le vecchie e le nuove con cui ci stiamo confrontando, gli ospedali, le relazioni sul lavoro, spesso l'educazione, la TV e tutti i sistemi correlati…) oppure verso la mutua accettazione della violenza stessa, spesso di chi ne è direttamente coinvolto. Come fare ad aiutare chi NON vuole essere aiutato?!
Su questo tema consiglio di vedere due film:
Love & Secrets con Kristen Dunst,
La sorgente dell'amore,
Ne aggiungo un altro ma solo per i più forti! Precious
Grazie a tutti!
Ho amato le donne,le ho amate in tutti i sensi,le amo come fiori,perciò per mè è proprio difficile capire,cosa passa per la testa a certi uomini,inadeguatezza? Paura? Impotenza? Ignoranza?non saprei, mi risuona nella mente,una frase dettami da una ragazza conosciuta una sera" l importante é comunicare "un abbraccio a tutti