(Partenza articolo – Questo articolo in quanto co-costruito con i vostri interventi va letto dal basso verso l’alto perchè saranno aggiunte sempre nuove idee e spunti di riflessione)

Questo spazio per costruire insieme un elenco delle preoccupazioni che un genitore dovrebbe avere rispetto all’uso di FB e degli altri social network da parte dei figli. Vorrei che tutti partecipassimo a costruire l’articolo inviando idee su cosa per voi può essere un rischio nella rete.

I primi attori di questo articolo sono i giovani, i ragazzi, che conoscono sicuramente meglio di noi adulti il mondo virtuale e i luoghi di pericolo.

23.03.2014

Per cercare vostri feedback graditi in un articolo condiviso, ho riproposto la domanda fatta qualche giorno fa (guarda in basso) ai miei amici di Fb.

I rapporti in rete sono meno autentici che nella vita reale?

Paola risponde su Fb: Si credo proprio di si… Il rapporto umano è fatto anche di sensazioni e di sensi… E soprattutto i sensi, in rete rimangono in disparte. Forse a favore di maggior razionalità mi viene da pensare…no?

Siamo in rete con la testa, la razionalità, protetti in gran parte dallo spazio (distanza fisica), mi vengono due domande:

Le emozioni vivono in rete?

La parte razionale che emerge è reale o idealizzata?

21.03.2014

Un altro luogo comune è: CHI NAVIGA MOLTO NEI SOCIAL NETWORK SI INSTUPIDISCE O SI DEPRIME. Che ne pensate?

Serge Tisseron: L’abbondanza di chiacchiere vane e battute goliardiche in Fb può far pensare che la rete incoraggi la stupidità. Ma non è stato Fb a creare questo bisogno di divertimento e cameratismo: permette solo di soddisfarlo più facilemnte. Da questo punto di vista la rete non porta a costruire un mondo artificiale, ma arricchisce quello reale. I giovani ci perdono tempo? Nè più e nè meno quello dei propri genitori, quando stavano per ore a guardare Tv o ascoltare dischi. E’ vero tuttavia che gli utenti più assidui di Fb, maschi e femmine, presentano più spesso sintomi  depressivi. Secondo uno studio condotto in USA, ciò potrebbe spiegarsi con il fatto che nei social network tutti si presentano sotto la luce più favorevole: di fronte a tali esibizioni, chiunque ha l’impressione deprimente che gli altri abbiano una vita molto più ricca e interessante della propria. Chiaramente questa conclusione sbagliata è dovuta all’ignoranza di questa regola generale; possiamo sperare che con il tempo gli utenti della rete ne siano sempre più avvertiti.

09/03/2014

Un altro luogo comune è che FB rende meno esigenti circa la qualità delle relazioni nella vita reale. Secondo alcuni studiosi critica immotivata. Non solo niente prova che le relazioni in Internet siao meno autentiche, ma nemmeno che gli adepti della rete accettino nella vita quotidiana rapporti più superficiali. Sembra invece che avvenga proprio l’opposto. Nella vita reale, infatti, i nostri rapporti sono regolati in genere dalla prossimità fisica, per esempio a scuola, nel lavoro o nel vicinato, mentre su Internet si organizano a partire da interessi condivisi. I social network, come FB aumentano semmai le probabilità di stringere relazioni più solide e durevoli.

05/03/2014

Ancora domande per aumentare la complessità dell’argomento.

I rapporti in rete sono meno autentici che nella vita reale?

Cosa trovate di piacevole nel modello di comunicazione faccia a faccia e cosa invece rende speciali le interazioni a distanza in chat o nei social network?

La perdita di certe inbizioni tipiche della vita sociale favorisce la sincerità in rete?

Cosa pensate della possibilità di condividere interessi importanti con persone che nella vita reale non incontrereste?

04/03/2014

Chi usa i social network ha meno rapporti nel mondo reale? Secondo i ricercatori (K.N.Hampton e altri) è vero il contrario: le reti  virtuali non solo non isolano gli utenti dal proprio ambiente immediato, ma semmai rinforzano i contatti esistenti nel mondo fisico e permettono di stabilirne nuovi. In altre parole, chi intranniene relazioni nel mondo virtuale non trascura affatto ciò che avviene intorno a lui, ma semplicemente aggiunge una cosa all’altra. Sempre secondo questa ricerca internet favorisce il recupero di vecchi legami che si erano persi di vista.

Cosa ne pensate? Avete esperienze da raccontare?

03/03/2014

Un altro luogo comune è che i ragazzi sanno fare tutto senza bisogno d’impararlo. Benché “nativi digitali”, gli adolescenti non sono affatto geni dell’informatica. Conoscono meglio degli adulti i servizi e le interfacce utente e alle volte sanno difendersi meglio dalle truffe, ma l’idea di una “generazione internet”capace di padroneggiare il mondo digitale ad occhi chiusi è un mito. La maggior parte degli adolescenti ignora tutti i dettagli operativi della rete. Viceversa, com’è tipico dell’età, sono curiosi e privi di complessi e fanno quello che hanno sempre fatto i giovani assetati di esperienze: si appropriano dei nuovi strumenti che lo sviluppo tecnologico mette a disposizione.

Il mito della capacità di muoversi in rete (ne sa più di me) diviene un boomerang se il genitore smette di ascoltare i messaggi in codice per quella età del figlio?

02/03/2014

Ma cosa fa un adolescente su internet? Una indagine condotta in Svizzera nel 2011 (cantone francofono) mostra che solo il 7,3% degli adolescenti alimenta regolarmente il suo blog, interviene su Twitter o in un sito web, il 25% lo fa solo occasionalmente e il 68,3% mai. E’ raro che gli studenti medi partecipino a forum di discussione. Per cui non si può dire che gli adolescenti sono straordinariamente creativi su internet. Sono pochissimi quello che producono contenuti per la rete. Spesso avviene il contrario: per evere qualche speranza di essere accettati, si deve taggare con mi piace tutto ciò che fanno gli individui “più popolari”. Come dire che in rete si specchia quasi sempre quello che avviene nella realtà.

27/02/2014

Un altro luogo comune sul quale mi piacerebbe avere qualche feedback è:

ESPONGONO LA PROPRIA INTIMITA’ SENZA RIFLETTERE.

Serge Tisseron ( psichiatra e psicoanalista insegna all’università di Parigi) : Talvolta è vero. Molti partecipano ad un social network senza avere coscienza del gran numero di persone che hanno accesso ai loro dati personali. Inoltre tendono a credere troppo a tutto ciò che vedono o leggono, in maniera acritica. Infatti, i social netwok sono fatti apposta per mettersi in evidenza. E’ qui che entrano in gioco le foto in autoscatto, i cosiddetti “selfy”. Il loro scopo è farsi conosceree apprezzare il più possibile. Lo sguardo e il giudizio degli altri sono fondamentali per l’adolescente. Nei social network essere visti è esistere. Il selfy è un atto sociale, dove lo sguardo altrui ha assolutamente precedenza. I più tentati ad esibire la propria intimità sono i soggetti deboli, con scarsa autostima. Quanto più avranno chiaro il rischio di esporsi, tanto più gli adolescenti prenderanno sul serio la necessità di proteggere la privacy e i dati personali. Da qui la necessità di una messa in guardia tempestva su questi pericoli, a cominciare dalla scuola elementare, prima che i ragazzi comincino ad avventurarsi in rete. Una volta compresi i rischi che corrono, si mostreranno molto meno ingenui di quanto temano gli adulti, anche se più sventati di quanto vorrebbero i genitori.

26/2/2014 

Commento di una amica:

sorvegliare magari no, ma spiegare chiaramente quello che si deve e non si deve scrivere. e magari spiegare anche che ci sono cose che – se scritte su facebook – costituiscono reato…

Partirei con il primo dei luoghi comuni su Facebook. Leggetelo e commentatelo.

PER I GIOVANI FACEBOOK SOSTITUISCE IL MONDO REALE.

Questo spazio virtuale somiglia piuttosto al cortile della ricreazione. I ragazzi vi replicano le stesse cose che, nel bene e nel male, accadono da sempre nel cortile delle scuole: scambi di idee, pettegolezzi, informazioni sulle ultime novità, battute di spirito, vanterie, ma anche giochi di potere, alleanze ed esclusioni, manovre per conquistare la popolarità. In più, ha il vantaggio di permettere di esprimere cose che non si avrebbe il coraggio di manifestare di persona.

25/02/2014

Inizio per aprire il dibattito con due domande:

Le preoccupazioni dei genitori sono motivate?

Fa  bene un genitore a sorvegliare le attività on-line dei loro ragazzi?