Mi è capitato durante l’ultima vacanza, di avere la fortuna di poter visitare la Galleria Nazionale di Oslo, in cui ho potuto godere di numerose     opere di E. Munch tra cui il famoso “Urlo” realizzato nel 1893.

Quando sei di fronte ad un’opera d’arte riconosciuta a livello mondiale, può capitare di sentirti un po’ artista e avere la sensazione di voler rendere eterno quel momento. Le reazioni sono tante. Chi guarda in silenzio. Chi commenta ad alta voce. Chi si siede di fronte , chi fotografa o strappa una foto vietata, chi osserva i visitatori, chi si finge esperto, etc.

Ho volutamente scelto come foto di questo articolo un’opera d’arte sconosciuta ai più … è quella che mi ha trasmesso una fortissima emozione mai provata per altri quadri. Proverò a scrivere quello che in questo momento riguardando la foto del dipinto lo stesso mi trasmette e vi invito a fare lo stesso magari inserendo le vostre sensazioni nei commenti.

Vedo: Una madre gravida,  con un figlio che in una magia ottica proiettiva a volte mi sembra esterno attaccato al pancione a volte interno come creatura forte delle sue estremità (piedi e mani protese). Alcuni colori segnano i confini altri pur sembrando sfondo trasmettono una presenza importante il verde sembra prendere spazio, mentre il bianco sembra in lotta con gli altri. La testa del figlio sembra il centro motore di altre 4 parti in collegamento e relazione tra loro  … e mi fermo qui perché la mia descrizione del quadro sarebbe una parzialità magari poco interessante…

Ognuno di voi osservando con attenzione un quadro avrà una propria parzialità, una propria verità interpretativa figlia di proiezioni della propria vita della storia personale.

Questo è un Infinito dell’artista. Chi fa un quadro, una scultura, un graffito, etc.  si apre al mondo con la sua creatura che diviene fonte di creatività per chiunque vi poserà lo sguardo.

Ma c’è un altro infinito che mi preme sottolineare, l’inconscio creativo dell’artista che apre all’ispirazione e comincia un viaggio trascendentale e mistico di creazione. E’ più naufraga nel mare che rappresenta nelle interpretazioni psico-analitiche l’inconscio, più sperimenta e mette in atto una trance creativa.

Un altro infinito rispetto all’arte e che tutti noi abbiamo l’arte e la creatività dentro di noi e siamo potenziali artisti. Una volta ho letto in un libro di narrativa che il protagonista parlando con un amico che gli dava la triste notizia che il libro da lui edito non aveva ricevuto critiche positive e non vendeva, urla di gioia e festeggia perché per lui significava che non era banale, se pochi lo capivano doveva essere un’opera d’arte, aveva scritto un capolavoro….

E con questo spero di aver attivato le vostre parti creative e di avervi reso almeno per un attimo “artisti infiniti” .