Scrivo questo articolo con una dedica specifica per una coppia di amici al settimo mese di gravidanza. Due persone speciali che stanno per coronare un grande sogno e a cui voglio un gran bene. Mi piacerebbe conoscere l’esperienza dei lettori uomini in sala parto e delle mamme che hanno avuto vicino il papà in quel fantastico (spero che anche per le mamme lettrici lo sia stato) momento.
Attualmente, secondo una ricerca tedesca, più dell’80% dei padri in germania è presente alla nascita del proprio bambino. Per l’Italia non ho dati ma credo sia una percentuale poco distante. Resta il dato tedesco, una percentuale altissima impensabile già per la mia generazione. La tipica scena da film anni ’70 era quella del padre che fumava in corridoio, nervosamente, spiando le ostetriche per capirne l’esito, magari con la suocera che gli girava attorno ansiosa o del padre che contemplava orgoglioso attraverso un vetro a volte con la sorellina o il fratellino.
Chiarisco che essere presenti al parto della propria compagna non deve essere per un’ imposizione esterna e i papà devono sentirsi liberi di rifiutare. Del resto un padre che vive l’evento come sgradevole o carico di paure potrebbe risultare più che d’aiuto un peso. Nello studio tedesco nessun padre che aveva partecipato al parto si pentiva di averlo fatto e tutti erano pronti a ripetere l’esperienza. Kirsten von Sydow, psicologo dell’Università di Berlino che ha diretto la ricerca, riassume così: “Per gli uomini la presenza al parto può essere sia toccante e beatifica, sia gravosa e spesso è insieme l’uno e l’altro.”
I futuri padri dovrebbero rendersi conto che il loro servizio in sala parto è chiaramente circoscritto. I compiti sono limitati, ma non per questo privi di importanza: offrono protezione alla compagna nell’ambiente estraneo dell’ospedale, le tengono la mano, la sostengono, la massaggiano, le ricordano la giusta respirazione o contano con lei le contrazioni. In molti casi tagliano il cordone ombellicale o posano il bambino sul petto della madre. Per le ostetriche, dice von Sydon, non c’è niente di peggio dei padri che si intromettono brandendo una telecamera. Una seduta di preparazione al parto, soprattutto quella rivolta ai soli uomini, se si sceglie di partecipare, può bastare perchè si possa vivere l’esperienza in maniera positiva, una presenza utile ed efficace. Se i futuri padri hanno la possibilità di discutere con le ostetriche o ginecologi i propri dubbi, paure e insicurezze, saranno meno stressati.
Concludo con un pensiero di Edith Wolber portavoce dell’associazione tedesca delle ostetriche: “L’esperienza dimostra che gli uomini che seguono con attenzione la compagna durante la gravidanza e frequentano con lei un corso di preparazione al parto, vivono anche il parto come un momento importante della loro vita. Se partecipano a quello che avviene in sala parto, non vivono solo la nascita del bambino, ma anche la nascita di una famiglia.”
In bocca al lupo … il nostro abbraccio a voi tre per un parto, al di là della presenza fisica, condiviso nell’affetto.
Che bel momento! Personalmente ho trovato molto sostegno nella presenza di mio marito durante il travaglio,al momento del parto forse l'emozione è stata soprattutto sua,io ho scelto l'epidurale e il mio parto è stato senza dolore,sì,ma più medicalizzato,perciò ho vissuto meno intensamente la presenza di mio marito. Ma non dimenticherò mai come mi ha riempito la vasca con l'acqua calda per lenire i dolori,come mi esortava a resistere "come se fosse una maratona",e per lui deve essere stato favoloso andare con l'ostetrica a fare il primo bagnetto a Giulio,e poi portarmelo…
Caro Pasquale, ormai sto facendo il conto alla rovescia…1 mese e 10 gg e poi il nostro sogno si realizzerà e sarà veramente il momento più importante della nostra vita. Certamente sapere che il mio compagno sarà al mio fianco mi da più forza e tranquillità… magari dovrà sopportare le mie ingiurie…ma verranno annullate appena prenderà in braccio il piccolo Leo!
Ciao a tutti!
Che argomentone… Io non sono una mamma ma avrei alcune riflessioni sull'argomento da condividere con voi.
Il parto si è allontanato dalle case, dalla quotidianità, così come la sofferenza. Diventa quindi necessario frequentare un corso che prepari gli uomini (e le donne)a ciò che vedranno/vivranno in sala parto. Il che non significa solo "quando portare vostra moglie in ospedale" ma gestire con lei un'esperienza faticosa ed unica. Del resto chi meglio del vostro partner dovrebbe sapere di cosa necessitate in momenti di difficoltà?!
Ma allo stesso tempo giungono in sala parto tutti i problemi di coppia, spesso temo di natura sessuale: la mancanza di intimità, l'incapacità di consolare, il disinteresse, l'ansia e l'impazienza che risultano controproducenti all'andamento del travaglio stesso.
Io penso che la presenza maschile sia comunque fondamentale, a volte aiuta anche noi operatori! Fondamentale soprattutto nella costruzione della famiglia stessa in cui i padri sono biologicamente in difficoltà all'inizio (non vivono in prima persona gravidanza/parto/allattamento). La condivisione dell'esperienza quindi credo possa aiutare nell'avere un ricordo comune.
Grazie per l'articolo, lo spazio e un grande in bocca al lupo ai futuri genitori! Cercate di amarvi, in tutti i sensi, anche in sala parto!!!
Parto dalla considerazione che ho sempre ritenuto una diceria il fatto che i propri figli siano sempre ritenuti i più belli dai genitori. invece è proprio così! Virginia è sempre stata per me la più bella da quando l'ho vista il primo momento nonostante fosse viola dallo sforzo, poi se aveva le pieghe perchè in carne era splendida così, se magra pure, se con gli sfoghi sulla pelle uguale! Solo a posteriore capisci che il giudizio del genitore è comunque "inconsapevolmente drogato"… Forse perchè quel piccolo Essere, che ti cresce davanti agli occhi, lo ami da tanto tempo, almeno dalla prima ecografia in cui vedi "qualcosa" con un puntino che batte (il cuore) e poi ti ritrovi a parlare con la pancia di tua moglie, ad essere impaziente di vederla, cominci a condividere con tua moglie i preparativi, i sogni e l'emozione di diventare genitori. È un momento di una complicità unica! Non si parla di altro… Poi fai il corso perchè vuoi essere il padre migliore del mondo e non ti vuoi perdere neppure un secondo di quei momenti. È normale quindi che ti ritrovi lì, in sala parto, a dare il tuo contributo al maggior dono che la vita ti ha dato (la procreazione), a stringere la mano a tua moglie e poi, quando vedi scorgere la sua testolina é senti tua moglie all'apice della sofferenza la inciti con tutto te stesso…. Forza Paolina! Non mollare proprio ora! Benvenuta Virginia, frutto del nostro amore e per sempre protagonista della nostra nuova famiglia. Inizi a ridere, a piangere, a dar sfogo a tutta la tensione accumulata!
Un grosso in bocca al lupo a voi Valeria e Raffaele! Godetevi questo momento unico!
Caro Pasquale, nonostante ci pensi e ripensi non credo di poter immaginare cosa mi aspetta però una cosa è certa "voglio esserci"! Voglio condividere questo momento più importante della vita con la mia compagna anche se so che non potrò fare tanto ma sarò lì a sostenerla ed aiutarla ad accogliere questa nuova vita che si affaccia al mondo. Che emozione…sono volati ormai quasi nove mesi e ormai quasi ci siamo! Grazie a tutti
Per me è stato importante sapere che mio marito c'era, che era lì, che non mi lasciava sola ad affrontare un'esperienza travolgente come il parto. Non si sà cosa aspettarsi, fa paura, ci si sente sole. Mio marito mi dava tranquillità, tanto che sono partita da cas aper l'ospedale, solo quando è arrivato lui a prendermi, dopo sei ore di dolori… lui per me doveva esserci. Per lui, per me e per la nostra piccola.
Quando ho visto il suo pianto in sala parto ero colma di gioia! diceva "E' bellissima!!!" Sentivo che l'amava che ci amava ed era lì per proteggerci, pur senza far nulla di pratico…
leggendo la risposta di Rossano mi sono emozionato e penso siano proprio le sensazioni e il vedere il frutto dell'amore il più bel regalo che uno possa avere…credo che il non assistere al parto di un figlio sia come rinunciare ad un bellissimo ed unico momento che la vita ti regala!!
In bocca al lupo a Valeria e Raffaele…sono convinto che in sala parto sarete SUPER! 😉