{"id":827,"date":"2026-06-27T18:09:02","date_gmt":"2026-06-27T16:09:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.psises.it\/?p=827"},"modified":"2026-06-27T18:09:02","modified_gmt":"2026-06-27T16:09:02","slug":"la-scuola-che-resta-dentro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.psises.it\/?p=827","title":{"rendered":"La scuola che resta dentro"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_4439\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.psises.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/IMG_6991.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-4439\" class=\"size-medium wp-image-4439\" src=\"https:\/\/www.psises.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/IMG_6991-300x199.jpeg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"199\" srcset=\"https:\/\/www.psises.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/IMG_6991-200x133.jpeg 200w, https:\/\/www.psises.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/IMG_6991-300x199.jpeg 300w, https:\/\/www.psises.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/IMG_6991-400x265.jpeg 400w, https:\/\/www.psises.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/IMG_6991-600x398.jpeg 600w, https:\/\/www.psises.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/IMG_6991-768x509.jpeg 768w, https:\/\/www.psises.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/IMG_6991-800x530.jpeg 800w, https:\/\/www.psises.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/IMG_6991-1024x679.jpeg 1024w, https:\/\/www.psises.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/IMG_6991.jpeg 1125w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-4439\" class=\"wp-caption-text\">Screenshot<\/p><\/div>\n<h2>Promozioni, bocciature, compiti delle vacanze e ci\u00f2 che i ragazzi porteranno con s\u00e9 per tutta la vita<\/h2>\n<p>\u00c8 finito anche questo anno scolastico.<\/p>\n<p>In questi giorni molti ragazzi si sono imbattuti nelle sentenze di promozione, rimandatura o bocciatura. Anche quest&#8217;anno ho seguito alcuni giovani con difficolt\u00e0 scolastiche e psicologiche e, come accade spesso a giugno, ho ricevuto diversi messaggi che mi informavano sugli esiti finali. Alcuni erano felici, altri preoccupati, altri ancora delusi.<\/p>\n<p>Naturalmente una difficolt\u00e0 psicologica \u00e8 diversa da una difficolt\u00e0 scolastica. Tuttavia, nella mia esperienza clinica, spesso le due dimensioni si incontrano. Un disagio emotivo pu\u00f2 trasformarsi in una perdita di concentrazione, in una demotivazione allo studio, in un progressivo allontanamento dalla scuola. Altre volte accade il contrario: una sofferenza scolastica prolungata pu\u00f2 diventare una ferita all&#8217;autostima e al senso di efficacia personale.<\/p>\n<p>In questi anni ho avuto modo di conoscere molti insegnanti attraverso i ragazzi che seguo. Ho incontrato docenti straordinari, capaci di lasciare segni positivi che durano una vita, e altri che probabilmente non si sono mai accorti dell&#8217;effetto che le loro parole producevano.<\/p>\n<p>In questo momento di festa e di chiusura di un percorso, vorrei proporre alcune riflessioni ad alta voce.<\/p>\n<h2>Quanto un insegnante si mette in discussione?<\/h2>\n<p>Quando un ragazzo incontra difficolt\u00e0 in una materia, quanto l&#8217;insegnante si interroga sul proprio metodo?<\/p>\n<p>Quando uno studente chiede di rispiegare un argomento, \u00e8 davvero soltanto disattenzione? \u00c8 davvero mancanza di impegno? Oppure potrebbe essere il segnale che qualcosa nella comunicazione non ha funzionato?<\/p>\n<p>Naturalmente esistono differenze individuali, capacit\u00e0 diverse, motivazioni differenti. Ma la domanda rimane: quanto siamo disponibili, come adulti, a considerare che anche il nostro modo di insegnare possa essere migliorato?<\/p>\n<p>I ragazzi non imparano soltanto dalle informazioni che ricevono. Imparano anche dalla passione che vedono negli occhi di chi insegna, dalla capacit\u00e0 di coinvolgere, dalla sensazione di essere compresi.<\/p>\n<h2>Il voto: misura o giudizio?<\/h2>\n<p>Alla fine dell&#8217;anno arrivano i voti.<\/p>\n<p>I voti sono necessari. Una scuola senza valutazione sarebbe difficilmente immaginabile. Ma il problema non \u00e8 il voto in s\u00e9: \u00e8 l&#8217;uso che ne facciamo.<\/p>\n<p>Quanto il voto serve a misurare un percorso e quanto diventa uno strumento di punizione?<\/p>\n<p>Quanto teniamo conto del fatto che per molti ragazzi il riconoscimento rappresenta una delle pi\u00f9 importanti motivazioni allo studio?<\/p>\n<p>Molte disaffezioni verso determinate materie non nascono dalla materia stessa, ma dalla relazione con il docente che la insegna.<\/p>\n<p>Un ragazzo pu\u00f2 amare la letteratura grazie a un professore appassionato e arrivare a detestarla con un altro. Pu\u00f2 scoprire la bellezza della matematica oppure convincersi di essere &#8220;negato&#8221; per sempre.<\/p>\n<p>Il voto dovrebbe essere una fotografia parziale e provvisoria, non una diagnosi della persona.<\/p>\n<p>Ho conosciuto studenti mediocri diventati professionisti eccellenti e studenti brillanti che hanno faticato a trovare la propria strada. La vita \u00e8 molto pi\u00f9 ampia di una pagella.<\/p>\n<h2>I compiti delle vacanze e il diritto al riposo<\/h2>\n<p>Forse ho avuto la fortuna di incontrare insegnanti particolarmente illuminati.<\/p>\n<p>Mi hanno insegnato a studiare, ma anche a vivere.<\/p>\n<p>Mi hanno stimolato allo sport, al teatro, alla lettura, al cinema. Mi hanno fatto capire che la cultura non coincide con il programma scolastico.<\/p>\n<p>Ricordo con gratitudine il professor Adduci, il professor Cifarelli, il professor Sciscioli, la professoressa Mascoli e molti altri.<\/p>\n<p>Sono ancora oggi un coro di voci che porto dentro di me.<\/p>\n<p>Per questo guardo con qualche perplessit\u00e0 alla progressiva invasione del tempo libero dei ragazzi.<\/p>\n<p>Lo studio \u00e8 per il giovane ci\u00f2 che il lavoro \u00e8 per l&#8217;adulto.<\/p>\n<p>Provate a immaginare di andare in ferie e ricevere quotidianamente telefonate dall&#8217;ufficio, pratiche da completare, relazioni da consegnare. Probabilmente non chiameremmo pi\u00f9 quel periodo &#8220;vacanza&#8221;.<\/p>\n<p>Eppure molti ragazzi vivono qualcosa di simile.<\/p>\n<p>Non sto sostenendo che durante l&#8217;estate si debba smettere di leggere, riflettere o imparare. Al contrario. La curiosit\u00e0 dovrebbe accompagnarci tutto l&#8217;anno.<\/p>\n<p>Mi chiedo per\u00f2 se una parte di quel tempo non debba essere restituita alla vita: alle amicizie, allo sport, ai viaggi, alle esperienze, alle passioni, perfino alla noia.<\/p>\n<p>Anche la noia, a volte, educa.<\/p>\n<h2>Una scuola che \u00e8 cambiata<\/h2>\n<p>I ragazzi di oggi non sono quelli degli anni Ottanta.<\/p>\n<p>Vivono in un mondo pi\u00f9 veloce, pi\u00f9 competitivo, pi\u00f9 esposto al giudizio.<\/p>\n<p>Sono continuamente confrontati con immagini di successo, perfezione e prestazione attraverso i social network.<\/p>\n<p>Molti di loro mostrano fragilit\u00e0 emotive che un tempo vedevamo meno frequentemente: ansia, attacchi di panico, ritiro sociale, sentimenti di inadeguatezza, difficolt\u00e0 relazionali.<\/p>\n<p>Quando un ragazzo non studia, non sempre \u00e8 pigro.<\/p>\n<p>A volte \u00e8 semplicemente stanco.<\/p>\n<p>A volte \u00e8 spaventato.<\/p>\n<p>A volte si sente solo.<\/p>\n<p>Questo non significa abbassare le richieste o eliminare le regole.<\/p>\n<p>Significa ricordarsi che dietro ogni rendimento scolastico esiste una persona.<\/p>\n<h2>La violenza che cresce<\/h2>\n<p>C&#8217;\u00e8 per\u00f2 un&#8217;altra riflessione che non possiamo ignorare.<\/p>\n<p>Negli ultimi anni assistiamo sempre pi\u00f9 spesso a episodi di aggressivit\u00e0 verbale e fisica verso insegnanti e compagni.<\/p>\n<p>Sarebbe ingiusto attribuire tutte le responsabilit\u00e0 agli adulti.<\/p>\n<p>Anche i ragazzi devono essere educati al rispetto, alla responsabilit\u00e0 e alla capacit\u00e0 di tollerare la frustrazione.<\/p>\n<p>Il rispetto dell&#8217;autorit\u00e0 non pu\u00f2 essere sostituito dall&#8217;insulto.<\/p>\n<p>Cos\u00ec come l&#8217;autorit\u00e0 non dovrebbe trasformarsi in autoritarismo.<\/p>\n<p>La scuola \u00e8 uno dei pochi luoghi in cui si impara che il mondo non ruota soltanto attorno ai propri desideri.<\/p>\n<p>E questa rimane una lezione fondamentale.<\/p>\n<h2>La responsabilit\u00e0 degli adulti<\/h2>\n<p>Anche le famiglie sono cambiate.<\/p>\n<p>Talvolta i genitori si schierano automaticamente contro la scuola.<\/p>\n<p>Altre volte delegano completamente agli insegnanti il compito educativo.<\/p>\n<p>Entrambe le posizioni rischiano di essere inefficaci.<\/p>\n<p>I ragazzi crescono meglio quando percepiscono una comunit\u00e0 educativa capace di dialogare pur mantenendo ruoli differenti.<\/p>\n<p>Nessun insegnante pu\u00f2 sostituire una famiglia.<\/p>\n<p>Nessuna famiglia pu\u00f2 sostituire una scuola.<\/p>\n<p>Ma entrambe possono contribuire a costruire il futuro di un giovane.<\/p>\n<h2>Ai ragazzi<\/h2>\n<p>Adesso alcuni di voi stanno affrontando l&#8217;ultimo sforzo: l&#8217;esame di maturit\u00e0.<\/p>\n<p>Vi faccio i miei auguri.<\/p>\n<p>Non soltanto per l&#8217;esame.<\/p>\n<p>Per la vita.<\/p>\n<p>Non confondete mai un voto con il vostro valore.<\/p>\n<p>Non confondete un&#8217;insufficienza con un fallimento.<\/p>\n<p>Non confondete una bocciatura con una condanna.<\/p>\n<p>La vita \u00e8 molto pi\u00f9 creativa dei programmi scolastici e spesso le strade pi\u00f9 interessanti nascono proprio dagli imprevisti.<\/p>\n<p>Studiate.<\/p>\n<p>Leggete.<\/p>\n<p>Fate sport.<\/p>\n<p>Andate al cinema.<\/p>\n<p>Viaggiate.<\/p>\n<p>Ascoltate musica.<\/p>\n<p>Innamoratevi.<\/p>\n<p>Coltivate amicizie.<\/p>\n<p>La cultura non \u00e8 soltanto quella che si trova nei libri. \u00c8 tutto ci\u00f2 che vi aiuta a comprendere meglio il mondo e voi stessi.<\/p>\n<p>E ricordatevi che gli insegnanti che oggi vi sembrano insopportabili, meravigliosi, severi o incomprensibili, sono persone come voi.<\/p>\n<p>Alcuni diventeranno voci che continuerete ad ascoltare per tutta la vita.<\/p>\n<p>Altri saranno ostacoli che vi avranno insegnato, loro malgrado, a resistere.<\/p>\n<p>La scuola finir\u00e0.<\/p>\n<p>Quello che rester\u00e0 dentro di voi, invece, vi accompagner\u00e0 per sempre.<\/p>\n<p>Buone vacanze.<\/p>\n<p><strong>Bibliografia ragionata<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li>Lettera a una professoressa \u2013 Scuola di Barbiana (1967), Libreria Editrice Fiorentina. Un classico della riflessione critica sulla scuola, sul merito e sulle disuguaglianze educative.<\/li>\n<li>I sommersi e i salvati \u2013 Primo Levi (1986), Einaudi. Pur non essendo un testo sulla scuola, offre riflessioni profonde sulla responsabilit\u00e0 educativa, sull\u2019autorit\u00e0 e sulla memoria.<\/li>\n<li>Pedagogia degli oppressi \u2013 Paulo Freire (1968), Mondadori (ed. italiana). Un\u2019opera fondamentale sul rapporto educativo come dialogo e crescita reciproca.<\/li>\n<li>L\u2019errore di Cartesio \u2013 Antonio Damasio (1994), Adelphi. Un contributo essenziale per comprendere il ruolo delle emozioni nei processi di apprendimento e nelle decisioni.<\/li>\n<li>Emilio o dell\u2019educazione \u2013 Jean-Jacques Rousseau (1762), varie edizioni. Uno dei testi fondativi del pensiero educativo moderno.<\/li>\n<li>I ragazzi sono cambiati \u2013 Matteo Lancini (2022), Raffaello Cortina Editore. Un\u2019analisi contemporanea delle nuove fragilit\u00e0 adolescenziali e del rapporto tra giovani, scuola e adulti.<\/li>\n<\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Promozioni, bocciature, compiti delle vacanze e ci\u00f2 che i ragazzi porteranno con s\u00e9 per tutta la vita \u00c8 finito anche questo anno scolastico. In questi giorni molti ragazzi si sono imbattuti nelle sentenze di promozione, rimandatura o bocciatura. 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