{"id":786,"date":"2012-06-03T11:58:22","date_gmt":"2012-06-03T11:58:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.psises.it\/?p=786"},"modified":"2020-03-24T10:42:22","modified_gmt":"2020-03-24T09:42:22","slug":"terremoto-alcune-riflessioni-dopo-alcune-ore-passate-tra-mirandola-cavezzo-e-rovereto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.psises.it\/?p=786","title":{"rendered":"Terremoto&#8230; alcune riflessioni dopo alcune ore passate tra Mirandola, Cavezzo e Rovereto."},"content":{"rendered":"<p>Ciao ragazzi, siamo ancora qui, pensate alla fortuna di avere semplicemente la possibilit\u00e0 di leggermi e per me di scrivervi. Non ci avete mai pensato?<\/p>\n<p>Questo articolo avrebbe dovuto avere qualche foto fatta ieri durante una visita silenziosa ad alcuni luoghi pi\u00f9 colpiti dal <a href=\"http:\/\/www.psises.it\/?tag=terremoto\">terremoto<\/a>. Non pubblicher\u00f2 le foto, perch\u00e8 ne girano gi\u00e0 tante nel WEB, come forma di rispetto per le persone colpite: se avessi perso la casa, non mi farebbe piacere pensare ai curiosi che guardano con piet\u00e0 il mio dolore.<\/p>\n<p>Sapete che la mia idea di fronte alla morte \u00e8 quella del silenzio e della vicinanza: ci sono per voi, ma resto in silenzio perch\u00e8 solo gli attori del dolore sanno cosa significa, resto vicino per darvi quello che posso in caso di richiesta.<\/p>\n<p>Torniamo al giro fatto ieri con tre stupendi compagni di viaggio: la collega dr.ssa Daniela De Vito, la dr.ssa<a href=\"http:\/\/www.psises.it\/?tag=linda-tancini\"> Linda Tancini<\/a>, esperta di et\u00e0 evolutiva e l&#8217;amico Matteo Rasoli. Avevo bisogno di immergermi, di empatizzare.<\/p>\n<p>Ci siamo trovati nel mezzo di situazioni irreali, non ci sarebbero parole, ma ci provo.<\/p>\n<p>Mirandola, il centro chiuso completamente transennato, una citt\u00e0 fantasma e senza accesso. Pensate alle persone che hanno lasciato tutto nei negozi, nelle case&#8230; tutto fermo, bloccato. Eppure intorno la gente provata da notti insonni, disagi, trauni e ferite, prova a riprendersi la vita: anziani per strada, ragazzi che camminano, biciclette&#8230; tante biciclette. Si prova lentamente ad uscire da un incubo. La zona industriale, ci sembrava conosciuta: la ditta Menu&#8217; con le gru fisse a sorreggere i muri ad evitare l&#8217;apertura laterale e il crollo definitivo. Tante, troppe aziende, tutte lesionate. Acetum sulla strada sventrata.<\/p>\n<p>Cavezzo, anche in questo caso centro chiuso. Le tende della protezione civile, le tende dei militari.\u00a0 Ad ogni angolo ci sale l&#8217;angoscia. Crolli, case con lesioni ad X, che significano abbattimento sicuro, tetti che hanno ceduto, pareti spostate. La gente del posto ha uno sguardo particolare&#8230;<\/p>\n<p>Rovereto, paesino molto vicino a Carpi, lo choc \u00e8 forte. Rispetto agli altri centri, deserti nelle zone dei crolli, Rovereto appare un misto di case inagibili e case solo provate. Ma quello che colpisce di pi\u00f9 e che fra le case c&#8217;\u00e8 tanta gente, gli abitanti delle stesse, con tende, sedie, sgabelli&#8230; Scusate ma non riesco a spiegare. Tutti si muovono, fanno qualcosa, in silenzio, con ordine, sembra che ci sia confidenza tra loro, che tutti appartengano alla stessa famiglia&#8230; un grande senso di collaborazione, una grande fiducia nell&#8217;altro.<\/p>\n<p>Abbiamo visto altro&#8230; abbiamo avuto momenti di sgomento e di commozione. Ho pensato molto agli amici che abitano queste zone, a coloro che ho conosciuto in questi anni di lavoro. Le storie, le famiglie, gli affetti&#8230; Vi abbraccio tutti commosso, sapete che sono con voi.<\/p>\n<p>La terra continua a vibrare anche mentre vi scrivo, siamo in continuo allarme. La cosa pi\u00f9 importante \u00e8 che finiscano le scosse forti. Ho sentito parlare degli Emiliani e della loro forza&#8230; ma l&#8217;Emilia \u00e8 fatta dalla gente che ci abita, ci sono emiliani, ma ci sono anche tanti figli acquisiti come me che sono di Bari. Sono convinto che nella vita ci siano sempre possibilit\u00e0, sono convinto che nonostante tutto si possa e si debba ripartire. Certo qui si vive un allarme particolare, un senso di continua provvisoriet\u00e0. E&#8217; come se il senso di <a href=\"http:\/\/www.psises.it\/?tag=morte\">morte<\/a> abbia preso forma, ma quel senso di morte appartiene a tutti, \u00e8 sempre presente nella nostra vita. Averlo presente, come in questo momento, \u00e8 di sicuro scomodo, ma se ben gestito pu\u00f2 essere una grossissima risorsa, una forza psicologica enorme, una carica energetica pronta a ricostruire con la stessa potenza ed intensit\u00e0 del Terremoto. Uniti ce la faremo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ciao ragazzi, siamo ancora qui, pensate alla fortuna di avere semplicemente la possibilit\u00e0 di leggermi e per me di scrivervi. Non ci avete mai pensato? Questo articolo avrebbe dovuto avere qualche foto fatta ieri durante una visita silenziosa ad alcuni luoghi pi\u00f9 colpiti dal terremoto. 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