{"id":525,"date":"2012-03-17T17:49:02","date_gmt":"2012-03-17T17:49:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.psises.it\/?p=525"},"modified":"2020-03-24T10:42:23","modified_gmt":"2020-03-24T09:42:23","slug":"pericoli-in-rete-bambini-adolescenti-e-il-web-parte-seconda","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.psises.it\/?p=525","title":{"rendered":"Pericoli in rete: bambini, adolescenti e il web (parte seconda)"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.psises.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/pericoli-in-internet_430_11.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-526\" title=\"pericoli-in-internet_430_1\" src=\"http:\/\/www.psises.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/pericoli-in-internet_430_11-300x233.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"233\" srcset=\"https:\/\/www.psises.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/pericoli-in-internet_430_11-300x233.jpg 300w, https:\/\/www.psises.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/pericoli-in-internet_430_11.jpg 430w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Riprendo a parlare di PERICOLI IN RETE partendo dal commento di VALERIA, che ha risposto al precedente articolo anticipando alcune idee che andr\u00f2 a riprendere in questo.<\/p>\n<p>Valeria ha scritto: <em>s\u00ec, parliamo anche di tante minorenni che \u2013 non controllate da genitori troppo presi o troppo ignoranti \u2013 si creano dei profili web su facebook o su badoo o altri siti analoghi con foto AL LIMITE DELLA <a href=\"http:\/\/www.psises.it\/?tag=pornografia\">PORNOGRAFIA<\/a>! io mi chiedo dove siano questi genitori quando queste ragazzine usano il pc, e che tipo di trasmissioni televisive consentano loro di guardare\u2026 bah!<\/em><\/p>\n<p>Partiamo con alcuni dati della situazione attuale, andando a sfatare pi\u00f9 di un luogo comune sui giovani internauti o come vengono oggi definiti gli internet-nativi ovvero le generazioni nate &#8220;col mouse in mano&#8221;.<\/p>\n<p>Tra luoghi comuni, risultati falsi in una recente ricerca presentata in Novembre a Milano durante i lavori della conferenza <strong>&#8220;<a href=\"http:\/\/www.provincia.milano.it\/articoli\/scuola\/files\/PROGRAMMA_CONVEGNO_SIP_19_nov_2011.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Stati Generali della Pediatria. Bambini, adolescenti e web. Per navigare sicuri e non cadere nella rete<\/a>&#8220;<\/strong>c&#8217;\u00e8 quello che i nativi digitali ne sappiano di pi\u00f9 di informatica degli adulti e che siano creatori di contenuti online. Blog, chat e file sharing sono risultate tra le attivit\u00e0 meno diffuse tra i giovani, rispetto invece a quelle <strong>del gioco e della ricerca di informazioni.<\/strong> Inoltre in una recente ricerca gli adulti messi a confronto con i figli sono risultati tanto preoccupati quanto inconsapevoli della verit\u00e0 riguardante la vita on line dei propri <a href=\"http:\/\/www.psises.it\/?tag=figli\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">figli<\/a>.<!--more--><\/p>\n<p>Quanto tempo i <a href=\"http:\/\/www.psises.it\/?tag=giovani\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">giovani<\/a> passano online, cosa fanno e in quali rischi possono incorrere? I giovani passano diverse ore sul web: da 50 a 118 minuti al giorno, a seconda che appartengono alla categoria dei &#8220;principianti&#8221; (50 minuti), &#8220;giovani networker (72 minuti), &#8220;moderati&#8221; (71 minuti), degli &#8220;esploratori\u00a0 (188 minuti) o networker esperti (118 minuti). I motivi sono comuni a tutte le categorie: voglia di imparare, creare, giocare, fare conoscenza, &#8220;stare assieme&#8221;, sperimentare e purtroppo sempre pi\u00f9 spesso fare i bulli. Le ragazze sono quelle che passano pi\u00f9 tampo sui social network, anche se i rischi della rete non hanno sesso e si diversificano tra: contenuti dannosi (violenti, pornografici, razzisti e di incitamento all&#8217;odio), pubblicit\u00e0 occulta, furto di identit\u00e0, <a href=\"http:\/\/www.psises.it\/?tag=bullismo\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">bullismo<\/a>, sexting e dipendenza da internet. E&#8217; interessante notare che i &#8220;principianti&#8221; poco esperti e pi\u00f9 ingenui, sono maggiormente vulnerabili rispetto alle altre categorie, nonostante passino meno tempo sul web.<\/p>\n<p>Uno dei problemi pi\u00f9 drammatici del web \u00e8 la possibilit\u00e0 di PEDOFILIA IN RETE. Questo problema oggi \u00e8 aumentato grazie ad internet, per la facilit\u00e0 con cui \u00e8 possibile reperire foto e video, per la segretezza di identit\u00e0 e possibilit\u00e0 di falsare la realt\u00e0. Secondo un articolo su web e minori (PSICOPUGLIA) i\u00a0 genitori possono fare molto per combattere questa &#8220;piaga&#8221;. Se vi \u00e8 un buon livello di dialogo, si pu\u00f2 scegliere assieme ai figli la lista dei siti su cui navigare, posizionare il computer in sala dove un adulto lo pu\u00f2 sempre montorare, concordare un limite giornaliero di ore di navigazione, usare software di protezione, mantenere segreta le proprie password ai figli, non scaricare programmi di cui non si conosce la provenienza, chiedere ogni sera ai figli non solo chi hai visto oggi a scuola, ma anche &#8220;cosa hai fatto oggi al computer, chi hai conosciuto e con chi hai chattato. E&#8217; importante ricordare che nessun software pu\u00f2 sostituire il controllo dei genitori. Per esempio, si pu\u00f2 verificare insieme al figlio la cronologia dei siti e far capire ai propri figli che qualsiasi video o foto venga postato su un socialnetwork non \u00e8 pi\u00f9 loro, ma di dominio pubblico e materiale allettante per i pedofili. Un&#8217;altra attenzione si pu\u00f2 avere stando alla larga e non accettando la ricerca di amicizia di gente sconosciuta (che magari si finge coetanea e invece non lo \u00e8), non chattando con estranei, n\u00e8 dando loro numero di telefono o indirizzo di casa, anche se questi conquistano facilmente la fiducia dei minori con attenzioni &#8220;amichevoli&#8221; che durano settimane o mesi interi. Per chi lavora con gli adolescenti e per i genitori di alcuni adolescenti sfidanti, queste raccomandazioni sembrano essere utopia, per la difficolt\u00e0 di attuazione e la sfiducia che alcuni genitori trasmettono rispetto al proprio figlio spesso considerato bugiardo, arrogante, sbagliato, piuttosto che PERSONA. C&#8217;\u00e8 da dire, che molti genitori sono &#8220;PRINCIPIANTI&#8221; come i figli nel gestire i propri movimenti nel WEB e diventano esempi di modalit\u00e0 pericolose. Basti pensare al numero di adolescenti che scopre relazioni dei<a href=\"http:\/\/www.psises.it\/?tag=genitori\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"> genitori<\/a> sul WEB o invio di materiale intimo via telefonino o cronologie spesso creative su siti porno o simili.<\/p>\n<p>Tra i pericoli in rete sta prendendo sempre pi\u00f9 piede il CYBER-BULLISMO. Di recente su SKY \u00e8 passato in prima serata un film LA MIA MIGLIORE AMICA,\u00a0 con Emily Osment e Kay Panabaker sul cyberbullismo al femminile, molto diffuso tra le ragazze. I motivi che portano ad indirizzare gli atti di bullismo su un coetaneo o su una coetanea sono svariati: razzismo, omofobia, disprezzo per i disabili, per i timidi, per chi va male in ginnastica\u00a0 e per chi non veste con abiti di marca. Per i bulli \u00e8 fondamentale l&#8217;aspetto della spettacolarizzazione, hanno bisogno di pubblico che li acclami e \/o li tema e in questo senso internet \u00e8 un mezzo perfetto. La maggior parte dei persecutori online \u00e8 stato o \u00e8 vittima di bullismo. Un luogo comune da sfatare \u00e8 quello che le vittime non sanno come reagire. La realt\u00e0 ci offre sempre diverse possibilit\u00e0, ma il primo passo \u00e8 quello di dare al ragazzo perseguitato identit\u00e0, lavorando sul fatto che il bullo \u00e8 il vero debole, \u00e8 la persona problematica, che maschera la propria inconsistenza psichica e le proprie sofferenze con un atteggiamento di falsa abilit\u00e0: agire con potere in una relazione \u00e8 sempre la fine della stessa e l&#8217;inizio della guerra, che il Bullo si illude di vincere attaccando e sconfiggendo\u00a0 il rivale ma che \u00e8 invece dentro di lui e che va risolta nel proprio sistema di significati. Il Cyber-Bullismo \u00e8 un reato e, come tale, perseguibile dalla legge. Il bullo crede che la rete garantisca l&#8217;anonimato (per esempio quando mette online un video), ma si sbaglia: grazie all&#8217;indirizzo IP \u00e8 possibile risalire al nominativo e all&#8217;indirizzo del colpevole.<strong> <\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Riprendo a parlare di PERICOLI IN RETE partendo dal commento di VALERIA, che ha risposto al precedente articolo anticipando alcune idee che andr\u00f2 a riprendere in questo. 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