{"id":501,"date":"2012-02-12T17:49:47","date_gmt":"2012-02-12T17:49:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.psises.it\/?p=501"},"modified":"2020-03-24T10:42:23","modified_gmt":"2020-03-24T09:42:23","slug":"un-tratto-di-personalita-molto-diffuso-poco-riconosciuto-spesso-idealizzato-lessere-del-borderline","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.psises.it\/?p=501","title":{"rendered":"Un tratto di personalit\u00e0 molto diffuso, poco riconosciuto, spesso idealizzato: l&#8217;Essere del borderline."},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.psises.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/inbilico.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-502\" title=\"inbilico\" src=\"http:\/\/www.psises.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/inbilico-225x300.jpg\" alt=\"\" width=\"225\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.psises.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/inbilico-225x300.jpg 225w, https:\/\/www.psises.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/inbilico.jpg 375w\" sizes=\"auto, (max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a>Vi scrivo questo articolo per due motivi: il primo \u00e8 legato al fatto che il tratto di personalit\u00e0 borderline, come <strong>tratto<\/strong> \u00e8 una modalit\u00e0 comportamentale oggi molto diffusa, senza che necessariamente sfoci in una diagnosi, il secondo \u00e8 per il fatto che ne parla il giornale dell&#8217;Ordine degli Psicologi in un interessante articolo di Luigia Tatiana Porcelli (Il paziente borderline), che stavo leggendo, mentre in maniera per me sincronica ho ricevuto questa mattina la notizia della morte di Whitney Houston.<\/p>\n<p>Partirei con il precisare la mia idea di differenza tra tratto e disturbo di personalit\u00e0.<\/p>\n<p>Considero con il termine <strong><em>tratto<\/em><\/strong> una configurazione relativamente stabile, un condotta caratteristica,\u00a0 una risposta ricorrente, cio\u00e8 un&#8217;azione che si ripete con frequenza e che crea schemi di comportamento che tendono a ripetersi in situazioni simili. Tratto pu\u00f2 essere, anche, una risposta specifica e occasionale, che non ha necessariamente carattere di stabilit\u00e0 e non \u00e8 necessariamente indicatore di personalit\u00e0.<\/p>\n<p>Considero il <strong><em>disturbo di personalit\u00e0<\/em><\/strong> una modalit\u00e0 di comportamento riferito agli individui i cui tratti di <a title=\"Personalit\u00e0\" href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Personalit%C3%A0\">personalit\u00e0<\/a> sono disadattivi in modo pervasivo, inflessibile e permanente e causano una condizione di disagio soggettivo clinicamente significativa.<\/p>\n<p>Ma quali sono le caratteristiche del disturbo borderline?<\/p>\n<p>La dottoressa Daniela De Vito, psicologa e psicoterapeuta, collega di blog e collega di studio, \u00a0in un seminario sul <strong><em>disturbo di personalit\u00e0 borderline<\/em><\/strong>, tenuto lo scorso anno, per Accademia della Narrazione, aveva evidenziando il continuum tra il disturbo pi\u00f9 leggero dell\u2019asse nevrotico e quello pi\u00f9 grave dell\u2019asse psicotico.<!--more--><\/p>\n<p>Gunderson e Singer nel 1975 delinearono sei aspetti fondamentali per elaborare una diagnosi di disturbo borderline (asse psicotico):<\/p>\n<p><em>1. affettivit\u00e0 intensa di natura prevalentemente depressiva e rabbiosa;<\/em><\/p>\n<p><em>2. impulsivit\u00e0;<\/em><\/p>\n<p><em>3. scarso adattamento sociale;<\/em><\/p>\n<p><em>4. episodi psicotici;<\/em><\/p>\n<p><em>5. tendenza a perdere i nessi associativi se sottoposti a test proiettivi o ad altre situazioni non strutturate;<\/em><\/p>\n<p><em>6. modelli relazionali instabili che dall&#8217;estrema dipendenza scivolano verso la superficialit\u00e0 effimera.<\/em><\/p>\n<p>Tra questi criteri c&#8217;\u00e8 una stretta correlazione; il paziente<em> borderline<\/em> tenta di stabilire delle relazioni esclusive con una persona con la quale non vi sia alcun rischio di abbandono e, avendo grandi difficolt\u00e0 nel riporre la sua fiducia negli altri, prova un&#8217;angoscia che causa forti sensazioni di paura e di panico. Per prevenire la solitudine, pu\u00f2 ricorrere ad azioni autodistruttive come l&#8217;abuso di sostanze stupefacenti o di farmaci in modo da ottenere rassicurazioni dalla persona alla quale \u00e8 legato; pu\u00f2 presentare anche altri tipi di comportamenti dettati dall&#8217;impulsivit\u00e0 come incontri sessuali incauti. Questa modalit\u00e0 di relazionarsi agli altri produce uno scarso adattamento sociale, ulteriormente aggravato da frequenti distorsioni cognitive e dall&#8217;incapacit\u00e0 di valutare la realt\u00e0 in maniera adeguata.<\/p>\n<p>Lasciamo la parte psichiatrica per tornare al <strong><em>tratto<\/em><\/strong>. Pu\u00f2 succedere a tutti, in alcuni passaggi della nostra vita, di avere un comportamento che esprima <em>tratti bordeline<\/em>, senza che questo nostro comportamento sia diagnosticato come psicopatologia. Accade sempre pi\u00f9 spesso, che tratti <em>bordeline <\/em>possano trovare un pubblico favorevole, fino in casi estremi, un pubblico idealizzante del comportamento derivante. Pensiamo per esempio ai giovani. Quante volte rendono divi persone con evidenti tratti di comportamento di questo tipo? L&#8217;amico o l&#8217;amica che si droga, che sfida con leggerezza autodistruttiva la propria vita. Il ragazzo aggressivo del grande fratello, che spacca tutto. Chi va in moto senza casco, magari a velocit\u00e0 vietate dalle norme vigenti. La ragazza o il ragazzo\u00a0 che riescono ad avere una sessualit\u00e0 promiscua, vissuti come persone fortunate. Chi beve e guida. Chi fa soldi spacciando droga. La cosa pericolosa \u00e8 che oggi, spesso, non sono solo i giovani ad avere questa tendenza a mitizzare persone fondamentalmente sofferenti, ma anche adulti (con evidenti tratti <em>borderline<\/em> e adolescenziali) che ricercano nei comportamenti tipici del disturbo <em>borderline<\/em> sollievo ad una probabile difficolt\u00e0 psicologica di affrontare passaggi di ciclo vitale o eventi della vita.<\/p>\n<p>Il rischio che il tratto a volte sia gi\u00e0 patologia \u00e8 altissimo. Patologia contenuta e nascosta da un sistema di significati sociali, che sembrano essere oggi sordi al grido di dolore di queste persone o patologia spesso evidente e data per scontata, accettata, condivisa&#8230; &#8220;chi non ha mai fatto \u2026 &#8221; &#8220;sar\u00e0 libero di fare \u2026 &#8221; sono\u00a0 le frasi tipiche che tendono a giustificare una idea di libert\u00e0 di un essere invece totalmente prigioniero della fragilit\u00e0 del proprio IO. Le persone con tratti <em>borderline<\/em> vedono spesso ignorata la propria sofferenza per molti anni: senza una terapia psicologica adeguata, un serio percorso di psicoterapia, da cui, peraltro, nei momenti di successo rifuggono, rischiano la cronicizzazione del tratto. Si rischia di avere una predisposizione alla sofferenza e alla depressione conseguenti ad un tratto cos\u00ec viscido ed invasivo, ma spesso il salto diretto e senza possibilit\u00e0 di azione nella psicopatologia grave.<\/p>\n<p>Ecco perch\u00e9 questa mattina la notizia della morte di Whitney Houston (e con lei per associazione a Amy Winehouse ad altri divi del passato e alla loro meravigliosa musica) mi \u00e8 sembrata sincronica. Ho ascoltato e riascoltato le sue canzoni, le sfumature della voce di una grande artista, quasi a volerla rendere eterna, a non accettare la perdita. Una diva con un grande dono, capace di fare sognare, con una voce penetrante&#8230; In qualche modo mi sono sentito parte del <em>sistema responsabile della sua morte,<\/em> fans che per tanti anni ha nutrito la parte narcisista dello psichismo di Whitney, contribuendo a quel senso di onnipotenza smisurata che l&#8217;essere divi e il successo in generale creano. Mi sono immaginato (naturalmente l\u2019idea psicopatologica che mi sono fatto e riporto \u00e8 ricavata dalle notizie riportate dai giornali e dai telegiornali) il percorso di Whitney da grande artista, il suo IO narcisizzato dal successo e i tantissimi tratti <em>borderline<\/em> di personalit\u00e0 in quel momento nascosti, che improvvisamente si scopre debole ed inconsistente a vivere tappe della vita pi\u00f9 normali, pi\u00f9 quotidiane, senza riflettori, di sicuro meno felici, in balia di quella solitudine e depressione (figlia del senso di inadeguatezza che la fine del successo regala),\u00a0 tali da non vedere le possibili alternative che la vita ci regala in ogni sua tappa, in momenti belli e in momenti meno belli &#8230; e cos\u00ec mi sono convinto che questa \u00e9 una possibile fine di una grande DIVA, della persona idealizzata, del mito, di un ESSERE che nel globale ha vissuto una esistenza profondamente<em> BORDERLINE<\/em>, paradossalmente decisa in negativo dalla MUSICA, dalla sua VOCE che le aveva fatto conquistare il MONDO e che oggi le ha tolto la VITA.<\/p>\n<p>Ma il mio pensiero \u00e8 andato, anche, a tutte le persone che DIVE non sono, le persone della nostra quotidianit\u00e0, pi\u00f9 anonime e pi\u00f9 numerose, forse pi\u00f9 sole e con meno possibilit\u00e0, che vivono percorsi e sofferenze analoghe e rischiano inconsapevolmente di vivere una vita (da border) superficiale e triste.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Vi scrivo questo articolo per due motivi: il primo \u00e8 legato al fatto che il tratto di personalit\u00e0 borderline, come tratto \u00e8 una modalit\u00e0 comportamentale oggi molto diffusa, senza che necessariamente sfoci in una diagnosi, il secondo \u00e8 per il fatto che ne parla il giornale dell&#8217;Ordine degli Psicologi in un interessante articolo di Luigia [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[92,354,12,93],"class_list":["post-501","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-articoli","tag-disturbo-borderline","tag-essere-borderline","tag-psicoterapia","tag-tratto-di-personalita"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.psises.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/501","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.psises.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.psises.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.psises.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.psises.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=501"}],"version-history":[{"count":8,"href":"https:\/\/www.psises.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/501\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1239,"href":"https:\/\/www.psises.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/501\/revisions\/1239"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.psises.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=501"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.psises.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=501"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.psises.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=501"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}