{"id":4465,"date":"2026-07-21T10:39:28","date_gmt":"2026-07-21T08:39:28","guid":{"rendered":"https:\/\/www.psises.it\/?p=4465"},"modified":"2026-07-21T10:39:28","modified_gmt":"2026-07-21T08:39:28","slug":"una-vita-con-un-passo-diverso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.psises.it\/?p=4465","title":{"rendered":"Una vita con un passo diverso"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.psises.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/IMG_7450.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-4467\" src=\"https:\/\/www.psises.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/IMG_7450-300x171.jpeg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"171\" srcset=\"https:\/\/www.psises.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/IMG_7450-200x114.jpeg 200w, https:\/\/www.psises.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/IMG_7450-300x171.jpeg 300w, https:\/\/www.psises.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/IMG_7450-400x228.jpeg 400w, https:\/\/www.psises.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/IMG_7450-600x342.jpeg 600w, https:\/\/www.psises.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/IMG_7450-768x438.jpeg 768w, https:\/\/www.psises.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/IMG_7450-800x457.jpeg 800w, https:\/\/www.psises.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/IMG_7450-1024x584.jpeg 1024w, https:\/\/www.psises.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/IMG_7450.jpeg 1125w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p><em>La psicoterapia oltre il sintomo: non soltanto guarire, ma imparare a vivere con maggiore consapevolezza<\/em><\/p>\n<p>Ci sono persone che arrivano in psicoterapia perch\u00e9 non riescono pi\u00f9 a dormire, perch\u00e9 l\u2019ansia ha cominciato a occupare ogni spazio, perch\u00e9 una relazione \u00e8 finita, perch\u00e9 il corpo manda segnali incomprensibili o perch\u00e9 la vita, improvvisamente, sembra aver perso direzione.<\/p>\n<p>Portano un sintomo, un dolore, una domanda urgente.<\/p>\n<p>Poi, a un certo punto, il sintomo si attenua. La crisi passa. La relazione cambia oppure finisce davvero. Il sonno torna. L\u2019angoscia diventa pi\u00f9 contenibile.<\/p>\n<p>Eppure alcune persone decidono di restare.<\/p>\n<p>Continuano il percorso anche quando non esiste pi\u00f9 un\u2019emergenza evidente, perch\u00e9 hanno scoperto che la psicoterapia non serve soltanto a spegnere un incendio. Pu\u00f2 diventare uno spazio nel quale imparare a riconoscere ci\u00f2 che accade dentro di s\u00e9, comprendere le proprie relazioni, dare un nome alle emozioni e costruire modi meno automatici di attraversare l\u2019esistenza.<\/p>\n<p>Non sono persone migliori delle altre.<\/p>\n<p>Ma spesso vivono con un passo diverso.<\/p>\n<p><strong>Oltre la cura del sintomo<\/strong><\/p>\n<p>Ridurre la psicoterapia alla sola eliminazione di un sintomo significa comprenderne soltanto una parte.<\/p>\n<p>\u00c8 naturale che, all\u2019inizio, una persona chieda di stare meglio. Vuole smettere di avere attacchi di panico, uscire da una depressione, superare una fobia, affrontare un lutto, recuperare una relazione o interrompere un comportamento che la sta danneggiando.<\/p>\n<p>Ma durante il percorso pu\u00f2 accadere qualcosa di pi\u00f9 ampio.<\/p>\n<p>La persona comincia a vedere i propri copioni ricorrenti. Si accorge che sceglie spesso lo stesso tipo di partner, che reagisce alle critiche come reagiva da bambina, che confonde l\u2019amore con il sacrificio, il senso di responsabilit\u00e0 con il bisogno di controllare, la disponibilit\u00e0 con l\u2019impossibilit\u00e0 di dire di no.<\/p>\n<p>Il sintomo, allora, non viene pi\u00f9 osservato come un nemico estraneo da eliminare, ma come un messaggio inserito dentro una storia, una famiglia, un sistema di relazioni e un particolare modo di affrontare il mondo.<\/p>\n<p>La domanda cambia.<\/p>\n<p>Non \u00e8 pi\u00f9 soltanto: \u00abCome faccio a non stare male?\u00bb.<\/p>\n<p>Diventa anche: \u00abCome voglio vivere?\u00bb.<\/p>\n<p><strong>La psicoterapia come educazione emotiva<\/strong><\/p>\n<p>Chi porta avanti per molto tempo un buon percorso psicoterapeutico sviluppa spesso una maggiore capacit\u00e0 di riconoscere i propri stati emotivi.<\/p>\n<p>Non significa che non soffra pi\u00f9, che non si arrabbi o che non attraversi momenti di confusione. Significa che, lentamente, pu\u00f2 imparare a non essere completamente travolto da ci\u00f2 che prova.<\/p>\n<p>Pu\u00f2 distinguere una paura reale da una paura antica riattivata nel presente. Pu\u00f2 comprendere quando una reazione appartiene alla situazione attuale e quando, invece, \u00e8 legata a una ferita precedente. Pu\u00f2 tollerare meglio l\u2019attesa, l\u2019incertezza, il limite, la frustrazione e la distanza dell\u2019altro.<\/p>\n<p>Acquisisce, in altre parole, una forma di contenimento interno.<\/p>\n<p>Tra l\u2019impulso e l\u2019azione compare uno spazio.<\/p>\n<p>In quello spazio la persona pu\u00f2 pensare, scegliere, interrogarsi, evitare di trasformare immediatamente il dolore in aggressione, chiusura, dipendenza o fuga.<\/p>\n<p>\u00c8 questa, forse, una delle marce in pi\u00f9 che talvolta si osservano in chi ha attraversato seriamente un percorso terapeutico: non una maggiore perfezione, ma una maggiore possibilit\u00e0 di non essere prigioniero della prima reazione.<\/p>\n<p><strong>Una particolare forma di intelligenza<\/strong><\/p>\n<p>Esiste un\u2019intelligenza che non coincide con il titolo di studio, con il successo professionale o con la rapidit\u00e0 del ragionamento.<\/p>\n<p>\u00c8 l\u2019intelligenza emotiva e relazionale.<\/p>\n<p>Riguarda la capacit\u00e0 di comprendere ci\u00f2 che si prova, riconoscere l\u2019esperienza dell\u2019altro, regolare le emozioni, attraversare un conflitto senza distruggere il legame e accettare che due persone possano vivere la stessa situazione in modi molto differenti.<\/p>\n<p>Una psicoterapia prolungata pu\u00f2 allenare proprio questa competenza.<\/p>\n<p>La persona impara che non esiste un\u2019unica versione assoluta del mondo. La propria esperienza \u00e8 reale, ma non \u00e8 l\u2019unica possibile. Anche l\u2019altro guarda la relazione da una posizione particolare, costruita attraverso la sua storia, i suoi bisogni, le sue paure e le sue appartenenze.<\/p>\n<p>Questa consapevolezza non elimina i conflitti, ma pu\u00f2 renderli pi\u00f9 pensabili.<\/p>\n<p>Invece di domandarsi soltanto \u00abChi ha ragione?\u00bb, si pu\u00f2 iniziare a chiedersi: \u00abChe cosa sta accadendo tra noi? Che significato ha per me questa situazione? Che cosa sta cercando di proteggere l\u2019altro? Quale parte della mia storia \u00e8 entrata in questa discussione?\u00bb.<\/p>\n<p>\u00c8 un cambiamento profondo.<\/p>\n<p>Non rende la vita necessariamente pi\u00f9 semplice. La rende, per\u00f2, meno cieca.<\/p>\n<p><strong>\u201cLa psicoterapia non serve a niente\u201d<\/strong><\/p>\n<p>Ancora oggi si incontrano persone che affermano con sicurezza che la psicoterapia sia inutile, che sia soltanto un parlare interminabile, che basti reagire, distrarsi, lavorare di pi\u00f9 o avere forza di volont\u00e0.<\/p>\n<p>Ognuno \u00e8 libero di scegliere come occuparsi di s\u00e9.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 chi investe soprattutto nel corpo, nell\u2019attivit\u00e0 fisica, nell\u2019alimentazione, nel lavoro, nella spiritualit\u00e0, nei viaggi, nei farmaci o nelle relazioni. Tutte queste dimensioni possono avere un valore.<\/p>\n<p>Il problema nasce quando la propria scelta viene trasformata in una verit\u00e0 universale e usata per svalutare quella altrui.<\/p>\n<p>Dire a una persona che la sua psicoterapia \u00e8 inutile non \u00e8 un\u2019osservazione neutrale.<\/p>\n<p>Un percorso terapeutico \u00e8 qualcosa di intimo e delicato. Pu\u00f2 contenere ricordi dolorosi, vergogne mai raccontate, conflitti familiari, tentativi ancora fragili di costruire un\u2019identit\u00e0 differente. Le parole sprezzanti di un familiare, di un compagno o di un amico possono colpire proprio le parti pi\u00f9 vulnerabili.<\/p>\n<p>A volte la persona viene rimessa in crisi.<\/p>\n<p>Comincia a chiedersi se stia sbagliando, se sia debole, se dipenda dal terapeuta, se dovrebbe interrompere proprio nel momento in cui sta iniziando ad affrontare nodi importanti.<\/p>\n<p>Naturalmente ogni psicoterapia deve poter essere interrogata. \u00c8 legittimo domandarsi se stia funzionando, se gli obiettivi siano chiari, se la relazione terapeutica sia ancora utile. Ma questa verifica dovrebbe avvenire dentro un dialogo rispettoso, non attraverso l\u2019ironia, il disprezzo o la delegittimazione.<\/p>\n<p><strong>Una breve storia clinica<\/strong><\/p>\n<p>Una donna arriva in terapia dopo la fine di una relazione. All\u2019inizio desidera soltanto smettere di piangere e riuscire nuovamente a dormire.<\/p>\n<p>Nel corso dei mesi si rende conto di aver trascorso gran parte della vita cercando di essere indispensabile agli altri. Si prendeva cura di tutti, anticipava i bisogni, evitava ogni conflitto e accettava situazioni che la facevano soffrire.<\/p>\n<p>Quando la crisi sentimentale si attenua, potrebbe interrompere.<\/p>\n<p>Decide invece di continuare.<\/p>\n<p>Non perch\u00e9 sia ancora \u201cmalata\u201d, ma perch\u00e9 ha iniziato a riconoscere qualcosa che riguarda tutta la sua storia. Comprende che il suo modo di amare \u00e8 legato al timore di essere abbandonata e che, per non perdere l\u2019altro, finisce ogni volta per perdere se stessa.<\/p>\n<p>Dopo qualche anno non \u00e8 diventata invulnerabile.<\/p>\n<p>Continua a soffrire, a sbagliare e a vivere momenti di incertezza. Ma riconosce prima le relazioni nelle quali sta scomparendo. Riesce a dire di no senza sentirsi immediatamente colpevole. Non interpreta ogni distanza come un rifiuto. Chiede ci\u00f2 di cui ha bisogno e tollera che l\u2019altro possa non essere d\u2019accordo.<\/p>\n<p>La sua vita ha un passo diverso.<\/p>\n<p>Non perch\u00e9 sia al di sopra degli altri, ma perch\u00e9 \u00e8 meno lontana da se stessa.<\/p>\n<p><strong>La cronicizzazione della sofferenza psicologica<\/strong><\/p>\n<p>Le sofferenze psichiche non affrontate non rimangono sempre immobili.<\/p>\n<p>Talvolta si organizzano, si irrigidiscono e diventano parte del carattere, delle relazioni e delle scelte quotidiane. Una paura pu\u00f2 trasformarsi in evitamento permanente. Una ferita narcisistica pu\u00f2 diventare bisogno costante di controllo. Un lutto non elaborato pu\u00f2 diventare chiusura affettiva. Una dipendenza relazionale pu\u00f2 essere scambiata per amore.<\/p>\n<p>Con il passare del tempo, alcuni meccanismi difensivi diventano cos\u00ec abituali da non essere pi\u00f9 percepiti come fonte di sofferenza. La persona finisce per dire: \u00abIo sono fatto cos\u00ec\u00bb.<\/p>\n<p>Ma essere abituati a una modalit\u00e0 di funzionamento non significa necessariamente stare bene.<\/p>\n<p>La psicoterapia prova a riaprire ci\u00f2 che si \u00e8 irrigidito. Introduce domande dove esistevano soltanto certezze, alternative dove sembrava esserci un\u2019unica possibilit\u00e0, movimento dove la vita si era bloccata.<\/p>\n<p>Non tutti desiderano farlo.<\/p>\n<p>Anche questa scelta va rispettata.<\/p>\n<p>Ma dovrebbe essere altrettanto rispettata la scelta di chi decide di conoscersi pi\u00f9 profondamente, continuare a interrogarsi e prendersi cura non soltanto del corpo, del lavoro o dell\u2019immagine esterna, ma anche del proprio mondo interno.<\/p>\n<p><strong>Non superiori, ma pi\u00f9 liberi<\/strong><\/p>\n<p>Forse non \u00e8 corretto dire che le persone che fanno psicoterapia siano \u201cuna spanna sopra\u201d le altre.<\/p>\n<p>La psicoterapia stessa dovrebbe insegnare a diffidare delle gerarchie semplicistiche e delle contrapposizioni tra chi sarebbe evoluto e chi non lo sarebbe.<\/p>\n<p>Possiamo per\u00f2 dire che un percorso autentico e approfondito pu\u00f2 offrire risorse importanti: maggiore consapevolezza, pi\u00f9 capacit\u00e0 di contenere le emozioni, una lettura meno rigida dei rapporti, maggiore tolleranza delle differenze, pi\u00f9 libert\u00e0 rispetto ai propri automatismi.<\/p>\n<p>Chi ha fatto psicoterapia non possiede necessariamente pi\u00f9 risposte.<\/p>\n<p>Spesso ha imparato a farsi domande migliori.<\/p>\n<p>Non \u00e8 al riparo dal dolore.<\/p>\n<p>Pu\u00f2 per\u00f2 attraversarlo senza identificarvisi completamente.<\/p>\n<p>Non evita ogni crisi.<\/p>\n<p>Pu\u00f2 riconoscerla come un passaggio, invece di viverla soltanto come una catastrofe.<\/p>\n<p>Non diventa perfetto.<\/p>\n<p>Diventa, forse, pi\u00f9 capace di osservare le proprie imperfezioni senza doverle negare, proiettare o trasformare in colpa.<\/p>\n<p>La psicoterapia non promette una vita senza sofferenza.<\/p>\n<p>Pu\u00f2 aiutare a costruire una vita nella quale la sofferenza non abbia sempre l\u2019ultima parola.<\/p>\n<p>E questo, in molti casi, significa davvero procedere con un passo diverso.<\/p>\n<p><strong>Bibliografia ragionata<\/strong><\/p>\n<p>Bowlby, J. (1988), Una base sicura. Applicazioni cliniche della teoria dell\u2019attaccamento, Raffaello Cortina Editore.<br \/>\nUn testo fondamentale per comprendere come la sicurezza emotiva e la qualit\u00e0 dei legami influenzino la possibilit\u00e0 di esplorare, cambiare e affrontare le difficolt\u00e0.<\/p>\n<p>Goleman, D. (1995), Intelligenza emotiva, Rizzoli.<br \/>\nHa contribuito a diffondere il concetto di intelligenza emotiva, mettendo in evidenza l\u2019importanza della consapevolezza, della regolazione affettiva, dell\u2019empatia e delle competenze relazionali.<\/p>\n<p>Mitchell, S. A. (1988), Gli orientamenti relazionali in psicoanalisi. Per un modello integrato, Bollati Boringhieri.<br \/>\nPropone una lettura della mente come profondamente costruita dentro le relazioni, superando l\u2019idea dell\u2019individuo come sistema isolato.<\/p>\n<p>Siegel, D. J. (2010), Mindsight. La nuova scienza della trasformazione personale, Raffaello Cortina Editore.<br \/>\nDescrive la capacit\u00e0 di osservare la propria mente e i propri stati interni, collegando consapevolezza, regolazione emotiva e qualit\u00e0 delle relazioni.<\/p>\n<p>Watzlawick, P., Weakland, J. H., Fisch, R. (1974), Change. Sulla formazione e la soluzione dei problemi, Astrolabio.<br \/>\nUn\u2019opera centrale per comprendere come le soluzioni ripetute possano talvolta mantenere i problemi e come il cambiamento richieda una trasformazione delle premesse attraverso cui leggiamo la realt\u00e0.<\/p>\n<p>Yalom, I. D. (2002), Il dono della terapia, Neri Pozza.<br \/>\nUna riflessione umana e clinica sulla psicoterapia come incontro, relazione e percorso di trasformazione, oltre la semplice applicazione di una tecnica.<\/p>\n<p><em>La psicoterapia non mette le persone al di sopra degli altri: pu\u00f2 metterle pi\u00f9 profondamente in contatto con se stesse, e quindi renderle un po\u2019 pi\u00f9 libere di scegliere come vivere.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La psicoterapia oltre il sintomo: non soltanto guarire, ma imparare a vivere con maggiore consapevolezza Ci sono persone che arrivano in psicoterapia perch\u00e9 non riescono pi\u00f9 a dormire, perch\u00e9 l\u2019ansia ha cominciato a occupare ogni spazio, perch\u00e9 una relazione \u00e8 finita, perch\u00e9 il corpo manda segnali incomprensibili o perch\u00e9 la vita, improvvisamente, sembra aver perso [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6,662],"tags":[1045,1036,1046,866,957,983,574,12,185,863,987],"class_list":["post-4465","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-articoli","category-psicologia","tag-benesserepsicologico","tag-crescitapersonale","tag-intelligenzaemotiva","tag-cambiamento","tag-consapevolezza","tag-pasqualetarantini","tag-psicologia","tag-psicoterapia","tag-psises","tag-relazioni","tag-salutementale"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.psises.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4465","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.psises.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.psises.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.psises.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.psises.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=4465"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.psises.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4465\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4468,"href":"https:\/\/www.psises.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4465\/revisions\/4468"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.psises.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=4465"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.psises.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=4465"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.psises.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=4465"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}