{"id":4460,"date":"2026-07-17T15:09:14","date_gmt":"2026-07-17T13:09:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.psises.it\/?p=4460"},"modified":"2026-07-17T15:09:14","modified_gmt":"2026-07-17T13:09:14","slug":"uscire-di-casa-e-non-tornare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.psises.it\/?p=4460","title":{"rendered":"Uscire di casa e non tornare"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.psises.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/IMG_7424.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-4462\" src=\"https:\/\/www.psises.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/IMG_7424-300x208.jpeg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"208\" srcset=\"https:\/\/www.psises.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/IMG_7424-200x138.jpeg 200w, https:\/\/www.psises.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/IMG_7424-300x208.jpeg 300w, https:\/\/www.psises.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/IMG_7424-400x277.jpeg 400w, https:\/\/www.psises.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/IMG_7424-600x415.jpeg 600w, https:\/\/www.psises.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/IMG_7424-768x531.jpeg 768w, https:\/\/www.psises.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/IMG_7424-800x553.jpeg 800w, https:\/\/www.psises.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/IMG_7424-1024x708.jpeg 1024w, https:\/\/www.psises.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/IMG_7424.jpeg 1093w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>Quando gli incidenti stradali diventano un lutto collettivo<\/strong><\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 una notizia che leggiamo troppo spesso.<\/p>\n<p>Un ragazzo di vent\u2019anni. Una ragazza di diciannove. Un padre che torna dal lavoro. Una madre che accompagna i figli. Una moto, un\u2019auto, una bicicletta.<\/p>\n<p>Poi le stesse parole.<\/p>\n<p>\u201cHa perso il controllo del mezzo.\u201d<\/p>\n<p>\u201cPer cause in corso di accertamento.\u201d<\/p>\n<p>\u201c\u00c8 morto sul colpo.\u201d<\/p>\n<p>Scorriamo la notizia sul telefono, restiamo colpiti per qualche minuto e poi continuiamo la nostra giornata. Ma da qualche parte, nello stesso momento, una famiglia sta entrando nell\u2019incubo pi\u00f9 grande che possa immaginare. Un telefono squilla. Una porta viene bussata. Una vita si divide in due: prima e dopo quella notizia.<\/p>\n<p>L\u2019ennesimo incidente mortale sulla Romea, costato la vita a un ragazzo di vent\u2019anni, non \u00e8 soltanto una notizia di cronaca. \u00c8 il simbolo di qualcosa che sta accadendo continuamente intorno a noi.<\/p>\n<p>Stiamo vivendo in un\u2019epoca in cui sembra quasi normale morire sulla strada.<\/p>\n<p>E questo dovrebbe inquietarci profondamente.<\/p>\n<p><strong>La morte che non dovrebbe esserci<\/strong><\/p>\n<p>Esistono tragedie che appartengono alla fragilit\u00e0 inevitabile della condizione umana. Le malattie, gli eventi naturali, le guerre che purtroppo continuano a insanguinare il mondo.<\/p>\n<p>Ma esistono anche morti che non dovrebbero accadere.<\/p>\n<p>Morti che avvengono mentre si va a lavorare.<\/p>\n<p>Morti che avvengono mentre si torna da una serata con gli amici.<\/p>\n<p>Morti che avvengono per una distrazione di pochi secondi, per la velocit\u00e0, per la stanchezza, per l\u2019alcol, per un messaggio letto sul telefono, per una precedenza non rispettata.<\/p>\n<p>Ogni volta ci diciamo che \u00e8 stata una fatalit\u00e0.<\/p>\n<p>Ma quante fatalit\u00e0 possono ripetersi prima di diventare un problema culturale?<\/p>\n<p><strong>Una societ\u00e0 che corre troppo<\/strong><\/p>\n<p>Le nostre strade raccontano qualcosa della nostra societ\u00e0.<\/p>\n<p>Corriamo sempre.<\/p>\n<p>Corriamo per arrivare prima.<\/p>\n<p>Corriamo perch\u00e9 siamo in ritardo.<\/p>\n<p>Corriamo perch\u00e9 siamo stressati.<\/p>\n<p>Corriamo perch\u00e9 crediamo che cinque minuti possano fare la differenza.<\/p>\n<p>Eppure basta fermarsi davanti a una bara bianca per capire che nessun appuntamento, nessun impegno, nessuna fretta vale una vita umana.<\/p>\n<p>La velocit\u00e0 non \u00e8 soltanto quella indicata dal tachimetro.<\/p>\n<p>Esiste una velocit\u00e0 mentale che ci rende meno presenti, meno attenti, meno capaci di accorgerci del pericolo.<\/p>\n<p>\u00c8 la velocit\u00e0 con cui viviamo.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 forse questa la vera emergenza.<\/p>\n<p><strong>Il lutto che appartiene a tutti<\/strong><\/p>\n<p>Quando muore un ragazzo di vent\u2019anni, non soffre soltanto la sua famiglia.<\/p>\n<p>Soffre il paese.<\/p>\n<p>Soffrono gli amici.<\/p>\n<p>Soffrono gli insegnanti che lo hanno visto crescere.<\/p>\n<p>Soffrono i compagni di scuola.<\/p>\n<p>Soffrono perfino le persone che non lo conoscevano ma che, leggendo la notizia, vedono il volto dei propri figli, dei propri nipoti, dei propri amici.<\/p>\n<p>Per questo ogni incidente mortale \u00e8 un lutto sociale.<\/p>\n<p>Lascia una ferita che attraversa una comunit\u00e0 intera.<\/p>\n<p>Nei piccoli centri si percepisce ancora di pi\u00f9.<\/p>\n<p>Per giorni non si parla d\u2019altro.<\/p>\n<p>Ci si incontra al bar, in piazza, al supermercato e si ripete la stessa frase:<\/p>\n<p>\u201cEra cos\u00ec giovane.\u201d<\/p>\n<p>Perch\u00e9 quando muore una persona anziana si piange una vita compiuta.<\/p>\n<p>Quando muore un giovane si piange soprattutto il futuro che non potr\u00e0 pi\u00f9 esistere.<\/p>\n<p><strong>La sofferenza invisibile dei sopravvissuti<\/strong><\/p>\n<p>Ogni incidente lascia dietro di s\u00e9 persone che continueranno a vivere portando dentro una ferita permanente.<\/p>\n<p>Genitori che non sentiranno pi\u00f9 una chiave girare nella porta.<\/p>\n<p>Fratelli e sorelle che conserveranno messaggi e fotografie.<\/p>\n<p>Amici che continueranno a chiedersi se avrebbero potuto fare qualcosa.<\/p>\n<p>Persino i soccorritori, i medici, i vigili del fuoco e le forze dell\u2019ordine accumulano immagini e storie che non sempre riescono a dimenticare.<\/p>\n<p>Le vittime non sono mai una sola.<\/p>\n<p>Sono molte di pi\u00f9.<\/p>\n<p><strong>Educare alla vita<\/strong><\/p>\n<p>Forse dovremmo smettere di parlare soltanto di sicurezza stradale e iniziare a parlare di educazione alla vita.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 rispettare una regola non significa evitare una multa.<\/p>\n<p>Significa proteggere qualcuno.<\/p>\n<p>Ogni limite di velocit\u00e0, ogni precedenza rispettata, ogni telefono lasciato lontano dal volante rappresentano un atto di responsabilit\u00e0 verso noi stessi e verso gli altri.<\/p>\n<p>Guidare non \u00e8 un diritto assoluto.<\/p>\n<p>\u00c8 una responsabilit\u00e0 enorme.<\/p>\n<p>Ogni volta che mettiamo in moto un veicolo abbiamo tra le mani qualcosa che pu\u00f2 portare a destinazione oppure distruggere una famiglia.<\/p>\n<p><strong>Un minuto di silenzio che dura una vita<\/strong><\/p>\n<p>Forse il modo migliore per ricordare tutte queste vittime \u00e8 immaginare ci\u00f2 che hanno perso.<\/p>\n<p>Le parole che non diranno.<\/p>\n<p>Gli amori che non vivranno.<\/p>\n<p>I figli che non avranno.<\/p>\n<p>I viaggi che non faranno.<\/p>\n<p>I compleanni che non festeggeranno.<\/p>\n<p>Le risate che non riempiranno pi\u00f9 una stanza.<\/p>\n<p>Ogni incidente mortale interrompe una storia.<\/p>\n<p>E ogni storia interrotta rende tutti noi un po\u2019 pi\u00f9 poveri.<\/p>\n<p>Per questo non possiamo limitarci a leggere una notizia e passare oltre.<\/p>\n<p>Dovremmo fermarci.<\/p>\n<p>Provare tristezza.<\/p>\n<p>Provare indignazione.<\/p>\n<p>E ricordarci che dietro ogni titolo di giornale c\u2019era una persona che quella mattina era uscita di casa pensando semplicemente di tornare.<\/p>\n<p>Come facciamo tutti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Bibliografia<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li>Ulrich Beck (1986), La societ\u00e0 del rischio.<\/li>\n<li>Zygmunt Bauman (2000), Modernit\u00e0 liquida.<\/li>\n<li>Edgar Morin (2011), La via.<\/li>\n<li>Vittorino Andreoli (2015), L\u2019uomo di vetro.<\/li>\n<li>World Health Organization, Global Status Report on Road Safety.<\/li>\n<\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando gli incidenti stradali diventano un lutto collettivo C\u2019\u00e8 una notizia che leggiamo troppo spesso. 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