{"id":4387,"date":"2026-05-30T12:52:03","date_gmt":"2026-05-30T10:52:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.psises.it\/?p=4387"},"modified":"2026-05-30T12:52:03","modified_gmt":"2026-05-30T10:52:03","slug":"il-sogno-come-campo-relazionale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.psises.it\/?p=4387","title":{"rendered":"Il sogno come campo relazionale"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.psises.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/2f8a484a-7f1d-4e8a-8ff2-2f747b88a985.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-4389\" src=\"https:\/\/www.psises.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/2f8a484a-7f1d-4e8a-8ff2-2f747b88a985-300x200.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.psises.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/2f8a484a-7f1d-4e8a-8ff2-2f747b88a985-200x133.png 200w, https:\/\/www.psises.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/2f8a484a-7f1d-4e8a-8ff2-2f747b88a985-300x200.png 300w, 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non si ascoltano soltanto relazioni teoriche, ma si ha la sensazione che qualcosa accada realmente nel campo del gruppo.<\/p>\n<p>Il seminario ISCRA dedicato al sogno ha avuto anche questa caratteristica: non limitarsi a parlare del sogno come fenomeno psichico, ma <strong>attraversarlo come esperienza relazionale, corporea, narrativa e trasformativa<\/strong>.<\/p>\n<p>Fin dall\u2019apertura dei lavori \u00e8 emersa la volont\u00e0 di mettere in dialogo prospettive differenti:<\/p>\n<p>gli aspetti neurofisiologici, cognitivi ed emotivi del sogno; la dimensione sistemica; la lettura psicodinamica; il rapporto tra sogno, miti familiari e transizioni di vita.<\/p>\n<p>Nei diversi interventi il sogno \u00e8 apparso non come semplice \u201cprodotto della mente\u201d, ma come uno spazio complesso in cui memoria, relazioni, emozioni, identit\u00e0 e trasformazione continuano a dialogare.<\/p>\n<p><strong>Il sogno tra psicoanalisi, sciamanesimo e pensiero sistemico<\/strong><\/p>\n<p>Durante il seminario \u00e8 emerso pi\u00f9 volte anche il dialogo tra differenti tradizioni culturali e cliniche del sogno.<\/p>\n<p>La psicoanalisi classica ha rappresentato una svolta fondamentale nella storia del pensiero occidentale sul sogno.<\/p>\n<p>Sigmund Freud definiva il sogno <em>\u201cla via regia per l\u2019inconscio\u201d,<\/em> attribuendogli il compito di rendere accessibili desideri, conflitti e contenuti rimossi che nella vita cosciente non riescono a manifestarsi direttamente.<\/p>\n<p>Da Freud fino a molte evoluzioni della psicoanalisi contemporanea, il sogno \u00e8 stato pensato soprattutto come testo da <em>interpretare<\/em>:<br \/>\nuna scena simbolica da decodificare attraverso il lavoro analitico.<\/p>\n<p>Anche Jung ampli\u00f2 enormemente questa prospettiva, vedendo nel sogno non solo <em>l\u2019espressione del conflitto psichico, ma anche una funzione compensatoria, creativa e trasformativa della psiche<\/em>.<br \/>\nPer Jung il sogno non parla soltanto del passato:<br \/>\ntenta di <em>orientare il soggetto verso possibilit\u00e0 evolutiv<\/em>e ancora non pienamente sviluppate.<\/p>\n<p>Queste prospettive restano fondamentali e hanno aperto un territorio immenso alla comprensione della vita mentale.<\/p>\n<p>Tuttavia, nella prospettiva sistemica contemporanea, i<strong>l sogno non viene pi\u00f9 considerato soltanto un messaggio individuale da interpretare \u201cdall\u2019alto\u201d attraverso il sapere dell\u2019esperto.<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019attenzione si sposta dal significato nascosto alla <strong>funzione relazionale del sogno.<\/strong><\/p>\n<p>Non tanto:<br \/>\n\u201cChe cosa vuol dire questo simbolo?\u201d<\/p>\n<p>Ma:<br \/>\n<em>\u201cChe cosa produce questo sogno nel campo relazionale?\u201d<\/em><br \/>\n<em>\u201cQuali movimenti apre?\u201d<\/em><br \/>\n<em>\u201cQuali emozioni rende condivisibili?\u201d<\/em><br \/>\n<em>\u201cQuali configurazioni del sistema mette in scena?\u201d<\/em><\/p>\n<p>In questa prospettiva il sogno smette di essere un oggetto statico da spiegare e<em> diventa<\/em> <em>un processo vivo da attraversare insiem<\/em>e.<\/p>\n<p><strong>Castaneda, il sogno e gli stati modificati di coscienza<\/strong><\/p>\n<p>Durante il seminario \u00e8 stato richiamato anche il pensiero di Carlos Castaneda, autore che, al di l\u00e0 delle controversie biografiche e antropologiche che lo hanno accompagnato, ha avuto un enorme impatto culturale sul modo di immaginare il sogno e gli stati modificati di coscienza.<\/p>\n<p>Nelle opere dedicate agli insegnamenti dello sciamano Don Juan, il sogno non \u00e8 semplicemente produzione immaginativa della mente, ma possibilit\u00e0 di accesso ad un diverso livello percettivo dell\u2019esperienza.<\/p>\n<p><strong>Il \u201csognare\u201d diventa pratica di attraversamento:<\/strong><br \/>\n<strong>uno stato in cui identit\u00e0, percezione del corpo, memoria e realt\u00e0 possono temporaneamente ridefinirsi.<\/strong><\/p>\n<p>Pur appartenendo ad un contesto molto diverso da quello clinico occidentale, questi riferimenti aprono interrogativi interessanti anche per la psicoterapia contemporanea.<\/p>\n<p>Molte tradizioni antiche \u2014 dai riti sciamanici alle culture simboliche del Mediterraneo \u2014 hanno infatti considerato il sogno non come un errore della mente, ma come uno spazio di contatto:<br \/>\ncon parti profonde del S\u00e9,<br \/>\ncon la memoria collettiva,<br \/>\ncon dimensioni trasformative dell\u2019esperienza umana.<\/p>\n<p>In questo senso il sogno appare vicino anche all\u2019idea sistemica di campo:<br \/>\nun luogo vivo, dinamico, attraversato da connessioni che non appartengono mai esclusivamente all\u2019individuo.<\/p>\n<p>Quando il gruppo lavora su un sogno condividendolo, attraversandolo e riscrivendolo insieme, non sta soltanto cercando un significato.<\/p>\n<p>Sta creando una nuova esperienza emotiva e relazionale.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 forse proprio qui che il sogno continua ad avere, ancora oggi, la sua funzione pi\u00f9 potente:<br \/>\nnon spiegare definitivamente la vita,<br \/>\nma riaprire possibilit\u00e0 di trasformazione.<\/p>\n<p><strong>Il sogno nelle transizioni della vita<\/strong><\/p>\n<p>Alcuni contributi del seminario hanno evidenziato come i sogni tendano ad emergere con particolare intensit\u00e0 nei momenti di passaggio:<\/p>\n<p>separazioni, pensionamenti, cambiamenti familiari, trasformazioni identitarie.<\/p>\n<p>In questi momenti il sogno sembra diventare una sorta di laboratorio narrativo in cui la mente prova a riorganizzare il senso degli eventi vissuti.<\/p>\n<p>Non soltanto elaborazione del passato, dunque, ma tentativo di costruzione di nuove possibilit\u00e0.<\/p>\n<p>Da questo punto di vista il sogno non appare pi\u00f9 come qualcosa di statico da interpretare, ma come un movimento continuo del sistema umano verso nuovi equilibri.<\/p>\n<p><strong>Dal sogno individuale al sogno del campo<\/strong><\/p>\n<p>Nel nostro intervento \u2014 costruito insieme a Dott.ssa Enrica Severi e Dott.ssa Ilaria D\u2019Alessandro \u2014 abbiamo cercato di compiere un passaggio ulteriore:<\/p>\n<p>spostare l\u2019attenzione dal sogno individuale al sogno come fenomeno relazionale.<\/p>\n<p><em>L\u2019esperienza che abbiamo presentato nasce dal dispositivo del \u201csogno congiunto che finisce bene\u201d, una modalit\u00e0 gruppale in cui il sogno viene narrato, attraversato, rimesso in scena e progressivamente trasformato attraverso il dialogo e la co-costruzione narrativa.<\/em><\/p>\n<p>Non si tratta di interpretare il sogno in maniera lineare o di spiegare simbolicamente ogni immagine.<\/p>\n<p>Al contrario:<\/p>\n<p>il sogno diventa un materiale vivo, condiviso, che permette al gruppo di pensare insieme ci\u00f2 che da soli sarebbe difficile tollerare o rappresentare.<\/p>\n<p>Nel lavoro clinico che abbiamo portato, il sogno di una terapeuta non parlava soltanto di lei.<\/p>\n<p>Parlava del campo clinico.<\/p>\n<p>Della famiglia incontrata in terapia.<\/p>\n<p>Del gruppo di supervisione.<\/p>\n<p>Della paura di non essere adeguati.<\/p>\n<p>Del timore di sparire dentro relazioni troppo sature e troppo veloci.<\/p>\n<p>La terapeuta nel sogno si trova immersa in una famiglia che parla continuamente, senza pause, senza spazio, senza possibilit\u00e0 di pensiero.<\/p>\n<p>Progressivamente anche il gruppo dei colleghi sembra trasformarsi in un luogo giudicante e disconfermante.<\/p>\n<p>Ma proprio dentro questa scena estrema emerge un possibile movimento trasformativo.<\/p>\n<p>\u201cNon devo combattere il caos\u201d<\/p>\n<p><strong>Uno dei punti centrali del lavoro \u00e8 stato il passaggio da una posizione di lotta ad una posizione di presenza.<\/strong><\/p>\n<p>Nel sogno trasformato emerge una frase fondamentale:<\/p>\n<p><strong>\u201cNon devo entrare nel loro ritmo\u2026 devo interromperlo senza combatterlo.\u201d<\/strong><\/p>\n<p>E successivamente:<\/p>\n<p><strong>\u201cSegnarlo.\u201d<\/strong><\/p>\n<p>In questa piccola differenza linguistica si gioca un enorme passaggio clinico.<\/p>\n<p>Molti terapeuti, nelle situazioni familiari ad alta saturazione emotiva, rischiano di entrare simmetricamente nel caos:<\/p>\n<p>alzare il tono, accelerare il ritmo, tentare di controllare la scena.<\/p>\n<p>Il movimento trasformativo, invece, nasce quando il terapeuta riesce a non fondersi col rumore e contemporaneamente a non ritirarsi.<\/p>\n<p>Non combatte il sistema.<\/p>\n<p>Non lo subisce.<\/p>\n<p>Lo rende pensabile.<\/p>\n<p>Introduce uno spazio.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 proprio questo spazio che progressivamente modifica il campo relazionale.<\/p>\n<p><strong>Il lieto fine come riapertura del movimento<\/strong><\/p>\n<p>Nel nostro lavoro il \u201clieto fine\u201d non \u00e8 mai stato pensato come cancellazione magica della sofferenza.<\/p>\n<p>Non si tratta di trasformare artificialmente il dolore in qualcosa di positivo.<\/p>\n<p>Piuttosto, il lieto fine rappresenta la possibilit\u00e0 che il movimento riprenda.<\/p>\n<p>Che il sogno non resti bloccato nella ripetizione traumatica.<\/p>\n<p>Che emerga una nuova posizione possibile.<\/p>\n<p>Nel sogno rinarrrato la terapeuta smette di tentare di sovrastare il gruppo familiare.<\/p>\n<p>Si siede.<\/p>\n<p>Respira.<\/p>\n<p>Resta.<\/p>\n<p>E lentamente il sistema cambia ritmo.<\/p>\n<p>Non perch\u00e9 qualcuno imponga il silenzio.<\/p>\n<p>Ma perch\u00e9 finalmente compare uno spazio mentale condiviso.<\/p>\n<p>A quel punto la frase:<\/p>\n<p><em>\u201cPossiamo fermarci un attimo?\u201d<\/em><\/p>\n<p>non \u00e8 pi\u00f9 una richiesta disperata, ma un atto clinico che occupa spazio relazionale.<\/p>\n<p><strong>Il sogno come pensiero del campo<\/strong><\/p>\n<p>Dal punto di vista sistemico possiamo ipotizzare che il sogno non appartenga mai soltanto all\u2019individuo.<\/p>\n<p><strong>Anche quando sogniamo da soli, sogniamo dentro reti relazionali interiorizzate.<\/strong><\/p>\n<p>I<strong>l sogno presentifica parti del sistema del sognatore:<\/strong><\/p>\n<p><strong>legami, tensioni, conflitti, desideri, paure, configurazioni emotive.<\/strong><\/p>\n<p>Per questo motivo il sogno pu\u00f2 essere pensato anche come una forma di \u201cpensiero del campo\u201d.<\/p>\n<p>Un tentativo della mente relazionale di rendere visibile ci\u00f2 che nella vita diurna non riesce ancora ad essere pensato o nominato.<\/p>\n<p>In questa prospettiva il gruppo non interpreta il sogno dall\u2019esterno.<\/p>\n<p>Lo attraversa.<\/p>\n<p>Lo abita.<\/p>\n<p>Lo trasforma insieme.<\/p>\n<p>Oltre l\u2019interpretazione<\/p>\n<p>Forse il punto pi\u00f9 importante emerso durante il seminario riguarda proprio questo cambiamento di prospettiva.<\/p>\n<p>Per lungo tempo il sogno \u00e8 stato considerato qualcosa da decifrare:<\/p>\n<p>un enigma da spiegare attraverso il sapere dell\u2019esperto.<\/p>\n<p>Oggi possiamo forse guardarlo anche diversamente.<\/p>\n<p>Il sogno pu\u00f2 diventare:<\/p>\n<p>uno spazio di dialogo,<\/p>\n<p>una scena trasformativa,<\/p>\n<p>un laboratorio di possibilit\u00e0,<\/p>\n<p>un luogo in cui la mente individuale e quella relazionale continuano a cercare nuove forme di integrazione.<\/p>\n<p>Forse il sogno non serve tanto a spiegare qualcosa.<\/p>\n<p>Serve a permettere che qualcosa continui a muoversi.<\/p>\n<p><em>Nell\u2019intervento finale i didatti Iscra hanno ribadito il grande lavoro svolto dagli allievi che hanno commosso mettendo in scena presentificazioni di persone sognate che restano per sempre nei cuori.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00c8 stato un grande piacere scoprire che tra i partecipanti ci fossero tante famiglie in attesa e diversi bambini. Come dico sempre i figli sono tra i significati di vita pi\u00f9 importanti.<\/em><\/p>\n<p><strong>Ringrazio i direttori Iscra Dr.Fabio Bassoli e Dr. Mauro Mariotti per l\u2019invito all\u2019incontro e le segretarie Iscra Sonia e maria Vittoria per l\u2019organizzazione.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Bibliografia ragionata<\/strong><\/p>\n<p>Gregory Bateson \u2014 Verso un\u2019ecologia della mente (1972, Adelphi)<\/p>\n<p>Fondamentale per comprendere il pensiero sistemico e la natura relazionale dei processi mentali e comunicativi.<\/p>\n<p>Carl Gustav Jung \u2014 L\u2019uomo e i suoi simboli (1964, Cortina)<\/p>\n<p>Una delle opere pi\u00f9 accessibili e profonde sul significato simbolico e trasformativo del sogno.<\/p>\n<p>Wilfred Bion \u2014 Apprendere dall\u2019esperienza (1962, Armando)<\/p>\n<p>Centrale per comprendere la funzione trasformativa del pensiero e la metabolizzazione delle esperienze emotive.<\/p>\n<p>Tom Andersen \u2014 L\u2019\u00e9quipe riflettente (1991, Astrolabio)<\/p>\n<p>Testo essenziale sui dispositivi riflessivi e sul pensiero dialogico nei contesti terapeutici.<\/p>\n<p>Ren\u00e9 Ka\u00ebs \u2014 L\u2019apparato psichico gruppale (1976, Borla)<\/p>\n<p>Una delle opere pi\u00f9 importanti sul funzionamento mentale dei gruppi e sulla dimensione condivisa della vita psichica.<\/p>\n<p>Giuseppe Madonna \u2014 Il sogno infinito (2017, FrancoAngeli)<\/p>\n<p>Riflessione contemporanea sul sogno come processo narrativo, relazionale e autoriparativo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal sogno individuale alla trasformazione condivisa nel seminario ISCRA sulla mente sistemica e relazionale Ci sono momenti formativi in cui non si ascoltano soltanto relazioni teoriche, ma si ha la sensazione che qualcosa accada realmente nel campo del gruppo. 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