{"id":4350,"date":"2026-05-11T09:51:14","date_gmt":"2026-05-11T07:51:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.psises.it\/?p=4350"},"modified":"2026-05-11T13:42:07","modified_gmt":"2026-05-11T11:42:07","slug":"dietro-gli-articoli-conversazione-con-uno-psicoterapeuta-sistemico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.psises.it\/?p=4350","title":{"rendered":"Dietro gli articoli: conversazione con uno psicoterapeuta sistemico"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.psises.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/854444BA-D8D4-4067-AD7A-360ED8200E1B.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-4351\" src=\"https:\/\/www.psises.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/854444BA-D8D4-4067-AD7A-360ED8200E1B-225x300.png\" alt=\"\" width=\"303\" height=\"404\" srcset=\"https:\/\/www.psises.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/854444BA-D8D4-4067-AD7A-360ED8200E1B-200x267.png 200w, https:\/\/www.psises.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/854444BA-D8D4-4067-AD7A-360ED8200E1B-225x300.png 225w, https:\/\/www.psises.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/854444BA-D8D4-4067-AD7A-360ED8200E1B-400x533.png 400w, https:\/\/www.psises.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/854444BA-D8D4-4067-AD7A-360ED8200E1B-600x800.png 600w, https:\/\/www.psises.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/854444BA-D8D4-4067-AD7A-360ED8200E1B-768x1024.png 768w, https:\/\/www.psises.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/854444BA-D8D4-4067-AD7A-360ED8200E1B-800x1067.png 800w, https:\/\/www.psises.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/854444BA-D8D4-4067-AD7A-360ED8200E1B.png 1152w\" sizes=\"auto, (max-width: 303px) 100vw, 303px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Non cerco verit\u00e0: cerco connessioni<\/strong><\/p>\n<p><strong>Intervista a Pasquale Tarantini<\/strong><\/p>\n<p><em>\u201cUn articolo non serve a dire alla gente come deve pensare.<\/em><\/p>\n<p><em>Serve ad aprire possibilit\u00e0 di lettura.\u201d<\/em><\/p>\n<p>Ogni articolo nasce da connessioni.<\/p>\n<p>Tra esperienze diverse.<\/p>\n<p>Tra emozioni, cultura, relazioni e storie personali.<\/p>\n<p><a href=\"chatgpt:\/\/generic-entity?number=2\">Gregory Bateson<\/a> parlava della necessit\u00e0 di imparare a vedere \u201cil pattern che connette\u201d: quei legami invisibili che uniscono fenomeni apparentemente lontani e che spesso sfuggono a uno sguardo troppo lineare o troppo rigido.<\/p>\n<p>Forse \u00e8 anche per questo che ho immaginato questa strana intervista a me stesso.<\/p>\n<p>Un esercizio riflessivo:<\/p>\n<p>provare a osservare il modo in cui nasce uno sguardo clinico sul mondo, come prendono forma gli articoli, come si costruiscono certe connessioni e perch\u00e9, oggi pi\u00f9 che mai, sento il bisogno di scrivere non per offrire verit\u00e0 definitive, ma possibilit\u00e0 di lettura.<\/p>\n<p>Intervista a me stesso<\/p>\n<p><em>1. I suoi articoli partono spesso da cronaca, cinema, sport, relazioni, social network. Come nascono?<\/em><\/p>\n<p>Non nascono quasi mai da un progetto rigido.<\/p>\n<p>Spesso nasce tutto da qualcosa che mi colpisce emotivamente: una scena di un film, una notizia, una frase ascoltata in seduta, una partita di tennis, una coppia vista al ristorante, un adolescente chiuso nel telefono.<\/p>\n<p>A quel punto non penso subito a \u201ccosa devo spiegare\u201d, ma a cosa quella situazione racconti del nostro tempo.<\/p>\n<p>La psicoterapia sistemica mi ha insegnato che nulla esiste isolato.<\/p>\n<p>Ogni comportamento, anche il pi\u00f9 assurdo, vive dentro una rete di relazioni, linguaggi, silenzi, paure, desideri, modelli culturali.<\/p>\n<p>Gli articoli nascono l\u00ec: nel tentativo di collegare pezzi apparentemente lontani.<\/p>\n<p><em>2. Come dovrebbero essere letti questi articoli?<\/em><\/p>\n<p><strong>Sicuramente non come verit\u00e0 assolute<\/strong>.<\/p>\n<p>Non mi interessa scrivere articoli che dicano: \u201cLe cose stanno cos\u00ec\u201d.<\/p>\n<p>Preferisco pensare <strong>agli articoli come a ipotesi sul mondo.<\/strong><\/p>\n<p>Mappe, non territori.<\/p>\n<p>Chi legge dovrebbe sentirsi libero di riconoscersi, dissentire, completare, aggiungere qualcosa della propria esperienza.<\/p>\n<p><strong>In fondo anche la psicoterapia funziona cos\u00ec: non imponendo significati, ma creando nuove possibilit\u00e0 di lettura.<\/strong><\/p>\n<p><em>3. Nei suoi testi torna spesso il pensiero di Bateson. Cosa significa per lei \u201cil pattern che connette\u201d?<\/em><\/p>\n<p><a href=\"chatgpt:\/\/generic-entity?number=1\">Gregory Bateson<\/a> parlava del \u201cpattern che connette\u201d come della capacit\u00e0 di vedere relazioni tra fenomeni apparentemente separati.<\/p>\n<p>Per me \u00e8 un\u2019idea fondamentale.<\/p>\n<p>Un ragazzo aggressivo non \u00e8 solo \u201caggressivo\u201d.<\/p>\n<p>Una coppia in crisi non \u00e8 solo \u201cuna coppia che litiga\u201d.<\/p>\n<p>Un adolescente ossessionato dal corpo non \u00e8 solo un ragazzo fragile.<\/p>\n<p>Ci sono connessioni tra famiglia, cultura, social network, storia personale, desiderio di appartenenza, paura dell\u2019esclusione, modelli estetici, economia, linguaggio.<\/p>\n<p>Gli articoli cercano proprio questo: non spiegare il mondo, ma <strong>aumentare la complessit\u00e0 dello sguardo.<\/strong><\/p>\n<p><em>4. Quanto c\u2019\u00e8 della sua esperienza clinica dentro quello che scrive?<\/em><\/p>\n<p>Tantissimo.<\/p>\n<p>Anche quando non parlo direttamente di terapia.<\/p>\n<p>Naturalmente non racconto i pazienti.<\/p>\n<p>Ma la clinica ti cambia il modo di guardare la vita.<\/p>\n<p>Dopo anni passati ad ascoltare persone, inizi a capire che dietro quasi ogni comportamento umano c\u2019\u00e8 una forma di sofferenza, di protezione o di adattamento.<\/p>\n<p>Questo non significa giustificare tutto.<\/p>\n<p>Ma significa <strong>provare a capire prima di giudicare.<\/strong><\/p>\n<p>E oggi credo che il mondo abbia un enorme bisogno di comprensione complessa.<\/p>\n<p><em>5. Nei suoi articoli convivono spesso dolore e bellezza. Perch\u00e9?<\/em><\/p>\n<p>Perch\u00e9 la vita funziona cos\u00ec.<\/p>\n<p>Nella mia esperienza clinica ho visto persone <strong>trasformare ferite profonde in sensibilit\u00e0, creativit\u00e0, capacit\u00e0 di amare, attenzione agli altri.<\/strong><\/p>\n<p>Non penso esista una sofferenza \u201cbella\u201d.<\/p>\n<p>La sofferenza resta sofferenza.<\/p>\n<p>Ma penso che gli esseri umani abbiano una straordinaria capacit\u00e0 di costruire significato anche dentro esperienze molto dure.<\/p>\n<p>Forse \u00e8 questo che mi interessa raccontare.<\/p>\n<p><em>6. Scrivere articoli oggi, nell\u2019epoca dei social veloci e delle opinioni aggressive, ha ancora senso?<\/em><\/p>\n<p>Secondo me s\u00ec.<\/p>\n<p>Anzi, forse ne ha ancora di pi\u00f9.<\/p>\n<p>Viviamo in un tempo che spinge continuamente verso semplificazioni estreme:<\/p>\n<p>buoni contro cattivi, forti contro deboli, giusto contro sbagliato.<\/p>\n<p>La psicoterapia invece insegna che gli esseri umani sono contraddittori, ambivalenti, incompleti.<\/p>\n<p><strong>Scrivere pu\u00f2 servire a rallentare.<\/strong><\/p>\n<p>A creare uno spazio di pensiero.<\/p>\n<p>Non per convincere qualcuno, ma per interrompere per un attimo il rumore.<\/p>\n<p><em>7. Che cosa vorrebbe lasciare a chi legge i suoi articoli?<\/em><\/p>\n<p><strong>Vorrei lasciare domande pi\u00f9 che risposte.<\/strong><\/p>\n<p>E magari la sensazione che dietro i comportamenti umani ci sia quasi sempre una storia che vale la pena ascoltare.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 quando smettiamo di guardare le persone come categorie e ricominciamo a guardarle come sistemi viventi, qualcosa cambia anche dentro di noi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non cerco verit\u00e0: cerco connessioni Intervista a Pasquale Tarantini \u201cUn articolo non serve a dire alla gente come deve pensare. Serve ad aprire possibilit\u00e0 di lettura.\u201d Ogni articolo nasce da connessioni. Tra esperienze diverse. Tra emozioni, cultura, relazioni e storie personali. 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