{"id":4156,"date":"2024-06-01T10:56:07","date_gmt":"2024-06-01T08:56:07","guid":{"rendered":"https:\/\/www.psises.it\/?p=4156"},"modified":"2025-11-05T12:24:13","modified_gmt":"2025-11-05T11:24:13","slug":"lipotizzazione-da-gianfranco-cecchin-ai-giorni-nostri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.psises.it\/?p=4156","title":{"rendered":"L&#8217;ipotizzazione da Gianfranco Cecchin ai giorni nostri."},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.psises.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/iscra-seminario.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-4157\" src=\"https:\/\/www.psises.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/iscra-seminario-300x300.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.psises.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/iscra-seminario-66x66.png 66w, https:\/\/www.psises.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/iscra-seminario-150x150.png 150w, https:\/\/www.psises.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/iscra-seminario-200x200.png 200w, https:\/\/www.psises.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/iscra-seminario-300x300.png 300w, https:\/\/www.psises.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/iscra-seminario-400x400.png 400w, https:\/\/www.psises.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/iscra-seminario-600x600.png 600w, https:\/\/www.psises.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/iscra-seminario-768x768.png 768w, https:\/\/www.psises.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/iscra-seminario-800x800.png 800w, https:\/\/www.psises.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/iscra-seminario-1024x1024.png 1024w, https:\/\/www.psises.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/iscra-seminario.png 1062w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<div>Per<em><strong> ipotizzazione<\/strong><\/em> intendiamo la capacit\u00e0 del terapista di formulare un\u2019ipotesi fondata sulle informazioni in suo possesso. Con tali ipotesi terapista stabilisce il <em>punto di partenza<\/em> della propria investigazione effettuata con metodiche atte a <em>verificarne la validit\u00e0<\/em>. Qualora l\u2019ipotesi risultasse errata il terapista dovr\u00e0 formularne rapidamente un\u2019altra, suggeritagli dalle informazioni raccolte durante il lavoro di verifica dell\u2019ipotesi precedente (Boscolo Cecchin Palazzoli Prata 1980).<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Questa la base di partenza del nostro viaggio durante il mio intervento nel seminario del 25-26 maggio.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Ho creato sul palco tre diversi setting di psicoterapia: <em>un terapeuta e il suo paziente di psicoterapia individuale<\/em>; <em>un terapeuta e una coppia<\/em> (psicoterapia di coppia); <em>due terapeuti e una famiglia, due genitori e due figli <\/em>(psicoterapia familiare con due\u00a0terapeuti).<\/div>\n<div><\/div>\n<div>La prima domanda ai terapeuti \u00e8 stata: cosa \u00e8 per voi l&#8217;ipotizzazione in psicoterapia? Quattro allievi con quattro risposte differenti sono state la conferma che in psicoterapia si debba parlare di <strong><em>&#8220;ipotizzazioni&#8221;<\/em><\/strong>, perch\u00e9 le possibilit\u00e0 di ipotizzazione in psicoterapia seguono le regole dei sistemi complessi e variano con le variabili presenti nel sistema. Un sistema terapeutico \u00e8 un concerto di variabili che s&#8217;incontrano, si incrociano e in qualche maniera rendono molteplici le ipotesi sul sistema esaminato.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Un secondo step seguito alla creazione dei gruppi\/sistemi di psicoterapia \u00e8 stato dare un compito di chiudere gli occhi e concentrarsi sulle tre tipologie di psicoterapia prese in esame: psicoterapia individuale, psicoterapia di coppia e psicoterapia familiare con i due sottogruppi, quello genitoriale e quello filiale.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>A questo punto sono partite delle musiche.<\/div>\n<div>La prima <em><strong>&#8220;Tea for Two&#8221;<\/strong><\/em> un classico del jazz, pianoforte che vibra e melodia che invita a lasciarsi andare ( <a href=\"https:\/\/youtu.be\/9kMEPYU1Xwg?si=ApvV85woC3TDKqM0\" target=\"_blank\" rel=\"dofollow noopener\">ascolta su YouTube <\/a>).<\/div>\n<div>La seconda <strong><em>&#8220;La Foule&#8221;<\/em><\/strong> (in inglese: The Crowd, <a href=\"https:\/\/youtu.be\/o2Tz1yV48NQ?si=4K5taISXc1PFC2nW\">ascolta su YouTube<\/a>) di Edith Piaf \u00e8 una canzone che parla della gioia e dell&#8217;estasi di essere consumati da una folla potente e travolgente, e di come la folla possa inaspettatamente portarci via qualcuno in un istante. Una bella metafora della vita e di quello che un paziente porta in terapia. La canzone contiene un messaggio di speranza: alcune cose, come la folla, possono dare un&#8217;enorme gioia ma anche strapparla via in un istante, eppure si dovrebbe mantenere la speranza che la gioia possa essere trovata in altri modi appunto quello di condividere la perdita con un terapeuta.<\/div>\n<div>La terza <strong><em>&#8220;Don&#8217;t Stop Me Now&#8221;<\/em><\/strong> <a href=\"https:\/\/youtu.be\/HgzGwKwLmgM?si=xQs9CgErbCKFfioZ\">(ascola su YouTube)<\/a> \u00e8 un inno che recentemente \u00e8 stato premiato come tra le pi\u00f9 positive musiche di sempre. Con forte energia incoraggia gli ascoltatori ad andare avanti, ad abbracciare la vita al massimo e a non lasciarsi mai frenare da nessuno. Celebra il sentirsi vivi e lo sviluppare un senso di fiducia in se stessi e di felicit\u00e0. La canzone \u00e8 una dichiarazione di libert\u00e0, di vivere la vita alle proprie condizioni e di non aver paura di correre rischi. La canzone cattura la gioia di vivere e incoraggia le persone a cogliere le opportunit\u00e0, a prendere il controllo del proprio destino e a godersi la vita appieno. Quale miglior cura per un paziente in psicoterapia?<\/div>\n<div>La quarta musica<strong><em> &#8220;Murder On the Dancefloor&#8221;<\/em><\/strong> <a href=\"https:\/\/youtu.be\/tjkBno_01bw?si=naZJcn4NwVq8OBtu\">(ascolta su YouTube)<\/a> una melodia di energia pura, scena finale del film Saltburn, \u00a0richiamo alla seduzione, all\u2019incendio della passione, all\u2019abilit\u00e0 di chi balla nel catturare corpo e mente di chi guarda conquistando completamente il partner, \u201cuccidendolo\u201d senza via di scampo.<\/div>\n<div>La metafora di psicoterapia come danza \u00e8 stata vissuta dagli allievi, che hanno potuto constatare in modo indiretto la difficolt\u00e0 di entrare in danza terapeutica, lasciarsi andare, sia come pazienti che come terapeuti.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Nei giorni che hanno preceduto questo importante seminario, ho pensato uscendo dalle sedute in studio a delle definizioni di &#8220;ipotizzazione&#8221;: come in quella seduta fosse stata coniugata l&#8217;ipotizzazione. Nello stile di Gianfranco Cecchin e della complessit\u00e0 mi \u00e8 sembrato opportuno non definire le &#8220;ipotizzazioni&#8221; ma pormi delle domande che possano far riflettere gli studenti di psicoterapia su questa tecnica o meglio modo di porsi in terapia.<\/div>\n<div>\n<p>Di seguito riporto le domande (al condizionale perch\u00e9 non vogliono essere verit\u00e0), che potrebbero essere i fili complessi di un E\/E infinito di possibilit\u00e0: Ipotizzazione potrebbe essere?<\/p>\n<div><em>\u2022 Potrebbe essere una danza?<\/em><\/div>\n<div><em>\u2022\u00a0Potrebbe essere co-costruzione?<\/em><\/div>\n<div><em>\u2022\u00a0Potrebbe essere perturbazione?<\/em><\/div>\n<div>\n<div><em>\u2022 Potrebbe essere non credere nelle verit\u00e0 assolute?<\/em><\/div>\n<div><em>\u2022\u00a0Potrebbe essere curiosit\u00e0 nel senso di dover continuamente cercare nuove domande, per fare emergere nuove mappe e nuove possibilit\u00e0?<\/em><\/div>\n<div><em>\u2022\u00a0Potrebbe essere circolarit\u00e0?<\/em><\/div>\n<div>\n<div><em>\u2022 Potrebbe essere passato, potrebbe essere presente, potrebbe essere futuro?<\/em><\/div>\n<div><em>\u2022\u00a0Potrebbe essere avere l\u2019idea della complessit\u00e0 e allo stesso tempo il rispetto delle linearit\u00e0?<\/em><\/div>\n<div>\n<p><em>\u2022\u00a0Potrebbe essere incontro tra storie<\/em><\/p>\n<div><em>\u2022 Potrebbe essere cercare di non definire e di aprire a nuovi mondi possibili?<\/em><\/div>\n<div><em>\u2022\u00a0Potrebbe essere creativit\u00e0?<\/em><\/div>\n<div><em>\u2022\u00a0Potrebbe essere espressione dello stile del terapeuta?<\/em><\/div>\n<div>\n<div><em>\u2022 Potrebbe essere la storia del terapeuta e dei pazienti dei\u00a0 pregiudizi delle culture?<\/em><\/div>\n<div><em>\u2022\u00a0Potrebbe essere fluidit\u00e0 che si condensa e potrebbe essere blocco che si scioglie?<\/em><\/div>\n<div>\n<p><em>\u2022\u00a0Potrebbe essere un\u2019ipotesi, potrebbe essere un percorso di ipotesi, potrebbe essere il \u00abcogliere gli alberi delle possibilit\u00e0 in una foresta dei vincoli\u00bb di H. Von Foerster?<\/em><\/p>\n<p><em>\u2022 Potrebbe essere coscienza che si pu\u00f2 filtrare per distorcere i dati e per confermare i nostri presupposti terapeutici?<\/em><\/p>\n<div><em>\u2022\u00a0Potrebbe essere rispetto dei tempi del paziente e allo stesso tempo attenzione alla rapidit\u00e0 che agisce come potente antidoto alla cristallizzazione delle spiegazioni?<\/em><\/div>\n<div><em>\u2022\u00a0Potrebbe essere rispetto della storia portata dal paziente senza giudizio e con accoglimento?<\/em><\/div>\n<div>\n<div><em>\u2022 Potrebbe essere coscienza che per il paziente alle volte sono le sfumature e gli sfondi ad avere molto pi\u00f9 significato di quello che noi pensiamo di trasmettere e quindi ai alcune nostre ipotesi?<\/em><\/div>\n<div><em>\u2022\u00a0Potrebbe essere avere una buona capacit\u00e0 di tolleranza dell\u2019incerto e del caos pi\u00f9 che una ricerca di stabilit\u00e0<\/em><\/div>\n<div>\n<p><em>\u2022\u00a0Potrebbe essere avere piena coscienza che siamo persone uniche che incontriamo persone e sistemi unici e per questo motivo standardizzare potrebbe essere il fallimento pi\u00f9 grande di una relazione terapeutica<\/em><\/p>\n<div><em>\u2022 Potrebbe essere un modo di ri-raccontare storie in maniera positiva, consapevoli che il linguaggio crea realt\u00e0 e che portare il paziente da una storia che vincola e blocca a una continua ridefinizione della stessa attiva un circolo virtuoso che potremmo chiamare emergere di mappe alternative nascoste ma allo stesso interconnesse a quanto dal paziente vissuto?<\/em><\/div>\n<div><em>\u2022\u00a0Potrebbe essere un esercizio di accoglimento della storia portata, nel rispetto della funzionalit\u00e0 della stessa e delle idee (percezioni) che mentre emergono si stanno gi\u00e0\u00a0 modificando?<\/em><\/div>\n<div><em>\u2022\u00a0Potrebbe essere sapere che il passato e ricostruzione, il che significa che non \u00e8 mai avvenuto nel modo in cui \u00e8 ricordato?<\/em><\/div>\n<div>\n<div><em>\u2022 Potrebbe essere sapere che talvolta le ipotesi pi\u00f9 lontane che si costruiscono in seduta, possono nel proprio essere assurde e perturbative diventare nuove strade, forze di rottura dei vicoli ciechi di sistemi patologici?<\/em><\/div>\n<div><em>\u2022\u00a0Potrebbe essere consapevolezza che l\u2019ossessione per la coerenza teorica, l\u2019accuratezza, la precisione e la logica sono sterili e poco utili da un punto di vista pratico?<\/em><\/div>\n<div><em>\u2022\u00a0Potrebbe essere\u2026 <\/em><\/div>\n<div>e qui mi aspetto vostre idee alla mia Email info@psises.it<\/div>\n<div><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Quando si parla di <em><strong>Gianfranco Cecchin<\/strong><\/em> non si pu\u00f2 prescindere di pensare alla <em>&#8220;Buona Storia&#8221;<\/em>. Il percorso che porta in maniera circolare dalle<em> ipotizzazioni<\/em> alle <em>buone storie<\/em> potrebbe essere questo:<\/div>\n<div>\u2026Qualcosa che conservi plausibilit\u00e0, che sia sensato in s\u00e9, ma che sia anche memorabile, che incarni sia esperienza passata che le aspettative del cliente, qualcosa che faccia risuonare insieme le persone, qualcosa che, pur essendo costruito retrospettivamente, possa anche essere usato in prospettiva, qualcosa che riesca a cogliere le emozioni e anche il pensiero, qualcosa che permetta all\u2019immaginazione di arricchire le nostre vite, qualcosa che sia emozionante da costruire. In breve, quello che \u00e8 necessario nella terapia \u00e8 una buona storia<\/div>\n<div>Una<em> buona storia<\/em> tiene insieme elementi disparati abbastanza a lungo da costituire uno strumento per attribuire un significato retrospettivo a quello che \u00e8 successo, per essere stimolo e guida per l\u2019azione futura e per sedurre il mondo intorno a s\u00e9 perch\u00e9 accetti e assecondi la storia stessa. Le storie sono architravi. Sono i prodotti di sforzi antecedenti per creare senso.<\/div>\n<\/div>\n<div><\/div>\n<div>\n<p>Concludo con alcune idee che mi hanno attraversato durante la costruzione del mio intervento:<\/p>\n<p><em>In un mondo ambiguo postmoderno \u2026 l\u2019ossessione per la coerenza teorica, l\u2019accuratezza, la precisione e la logica appare sterile e poco utile dal punto di vista pratico.<\/em><\/p>\n<div><em>Nell&#8217;agire terapeutico ci vuole &#8220;Irriverenza&#8221; intesa come capacit\u00e0 di tradire idee e convinzioni a cui si \u00e8 molto legati, riconoscendole come pregiudizio, magari molto diffusi, molto razionali, molto logici.<\/em><\/div>\n<p><em>Cecchin dice: \u2026 ci sono molto pi\u00f9 utili i miti, le metafore, i luoghi comuni, l\u2019ironia, le fiabe, le epopee e i paradigmi\u2026<\/em><\/p>\n<p>Potrebbe essere che Cecchin, nella sfida alle \u00abIdee Perfette\u00bb, con la sua curiosit\u00e0 e con una buona dose di irriverenza, avrebbe apprezzato la storia della ipotizzazione per come l\u2019abbiamo co-costruita oggi?<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<div><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per ipotizzazione intendiamo la capacit\u00e0 del terapista di formulare un\u2019ipotesi fondata sulle informazioni in suo possesso. 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