{"id":4139,"date":"2024-03-27T12:02:47","date_gmt":"2024-03-27T11:02:47","guid":{"rendered":"https:\/\/www.psises.it\/?p=4139"},"modified":"2024-03-28T11:46:55","modified_gmt":"2024-03-28T10:46:55","slug":"la-psicoterapia-di-gruppo-le-regole-fondamentali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.psises.it\/?p=4139","title":{"rendered":"La Psicoterapia di Gruppo: le regole fondamentali."},"content":{"rendered":"<p>In occasione\u00a0<strong>della prossima apertura di un nuovo gruppo prevista per il 29 aprile 2024,\u00a0<\/strong>abbiamo pensato sia utile riproporre le regole che le persone di gruppo devono rispettare per farne parte.<\/p>\n<p>1. <strong>Puntualit\u00e0.<\/strong>\u00a0E&#8217; richiesta puntualit\u00e0 di inizio e di fine delle sedute. La puntualit\u00e0 permette al gruppo di poter lavorare senza eventuali interruzioni dovute a persone che arrivano in ritardo o che escono prima del concludersi della seduta. Con puntualit\u00e0 si inizia l\u2019incontro e con puntualit\u00e0 si finisce. La prevedibilit\u00e0 dell\u2019interazione consente di non dover sprecare tempo ed energie marginali perturbanti, concentrandosi invece su aspetti qualitativamente pi\u00f9 pregiati.<\/p>\n<p>2. <strong>La frequenza delle sedute \u00e8 quindicinale<\/strong>. Il gruppo deve fare una differenza nella vita dell\u2019individuo, deve essere qualcosa di rilevante (produrre significato), \u00e8 per questo che \u00e8 necessaria una certa frequenza nelle sedute. Questo contribuisce a creare relazioni stabili e permette ai membri del gruppo di sviluppare maggiormente il senso d\u2019appartenenza, soprattutto all\u2019inizio della loro terapia. La frequenza quindicinale permette quindi di fornire una stabilit\u00e0 sufficiente a motivare i pazienti. Ci\u00f2 permette inoltre ad ogni membro un\u2019importante identificazione con il gruppo affinch\u00e9 si crei intensit\u00e0 e possa continuare l\u2019elaborazione\u2026 Nella nostra esperienza se si lasciasse passare pi\u00f9 tempo probabilmente le persone, si sentirebbero di appartenere meno al gruppo modulando e riducendo l\u2019intensit\u00e0 dell\u2019esperienza. Affinch\u00e9 sia legittimo descrivere una terapia di gruppo in termini sistemici \u00e8 necessario che il gruppo possa costruire una propria storia.\u00a0La partecipazione ai nostri gruppi prevede che il partecipante abbia in corso una psicoterapia individuale o se l\u2019avessero conclusa, possano richiedere una seduta individuale per chiarire eventuali difficolt\u00e0 rispetto ad aspetti trattati in gruppo. In tutti i casi devono fare almeno una seduta individuale ogni due mesi.<\/p>\n<p>3. <strong>Circolarit\u00e0 della disposizione e della partecipazione.<\/strong> Le sedie sono disposte in cerchio in base al numero dei partecipanti che prevedibilmente parteciperanno alla seduta. A volte capita che vi possa essere un\u2019assenza di un partecipante non preannunciata. In questo caso il gruppo decide cosa fare della sedia. Il gruppo decidendo di mantenere o togliere la sedia in tutti i casi si prende la responsabilit\u00e0 di presentificare o no l\u2019assente. Nei nostri gruppi si \u00e8 attivato un meccanismo molto carino: la persona che non partecipa al gruppo manda di solito un saluto al gruppo e giustifica a tutti l\u2019assenza quando non preavvisata.<\/p>\n<p>4. <strong>Pagamento delle sedute.<\/strong>\u00a0Il pagamento avviene successivamente all&#8217;incontro. La tariffa degli incontri \u00e8 di 30\u20ac, importo che, a nostro avviso, consente una partecipazione continua nel corso dell&#8217;anno.\u00a0Non prevediamo mai un pagamento di seduta da parte degli assenti, come in altre scuole. Il partecipante al gruppo difficilmente salta la seduta di gruppo e se lo fa \u00e8 per un motivo al quale non diamo interpretazione. Le persone che per motivi vari sono costretti ad assenze numerose, si rendono conto che una partecipazione parziale li fa sentire provvisori e si chiarificano in tal senso.<\/p>\n<p>5. <strong>I membri sono impegnati alla reciproca riservatezza.<\/strong> I partecipanti sono impegnati, sulla base del\u2019art. 14 del codice Deontologico degli Psicologi, ad una forte protezione reciproca della privacy, si ricordano ai partecipanti i significati e le valenze di un comportamento protettivo reciproco. Questa\u00a0\u00e8 una regola fondamentale, soprattuto per il fatto che si lavora in realt\u00e0 piccole e in cui \u00e8 facile conoscersi. All\u2019 ingresso di un nuovo partecipante al gruppo, pu\u00f2 succedere che quest\u2019ultimo conosca un membro del gruppo. In questo caso viene richiesta al membro facente parte del gruppo, l\u2019autorizzazione\/accettazione di ingresso del nuovo membro che a sua volta confermer\u00e0 la sua partecipazione. Le persone che si conoscono e fanno parte del gruppo sono chiamate in maniera responsabile nelle frequentazioni extra-gruppo a mantenere un comportamento di protezione degli altri membri e delle dinamiche di gruppo e a restituire all\u2019inizio\u00a0 eventuali infrazioni di questa regola.<\/p>\n<p>6.<strong> Sedute individuali.<\/strong> I\u00a0partecipanti ai nostri gruppi hanno in atto anche un percorso di psicoterapia individuale. E\u2019 \u00a0possibile richiedere una seduta individuale supplementare per chiarire la dinamica di una seduta di gruppo.<\/p>\n<p>7. <strong>Storia Personale. \u00a0<\/strong>Per quanto riguarda l\u2019esplicitare vissuti della storia personale, viene lasciata la libert\u00e0 ai membri di scegliere i tempi, si informano i nuovi partecipanti dell\u2019avere cautela nel raccontare contenuti pi\u00f9 intimi nelle prime tre sedute, in quanto si \u00e8 notato che spesso il fatto di esplicitarli (specie quando sono molto forti e di impatto emotivo), non essendosi ancora creata una buona rete relazionale con gli altri, porta ad avere dubbi e perplessit\u00e0 sulla possibilit\u00e0 di continuare l\u2019esperienza di gruppo. In tutti i casi non si attiva nessuna spinta a raccontare, invece si richiede una responsabilit\u00e0 alla partecipazione sul qui e ora di seduta, comunicando verbalmente rispetto a tutti gli argomenti trattati.<\/p>\n<p>8<strong>. Responsabilit\u00e0 ed il controllo dei propri comportamenti<\/strong>. Il paziente impara ad assumersi la responsabilit\u00e0 del proprio funzionamento all&#8217;interno e in relazione al gruppo.<\/p>\n<p>9. <strong>Ognuno \u00e8 libero di decidere quando svelare il proprio segreto o manifestare le proprie emozioni.<\/strong> L\u2019atteggiamento del terapeuta si mantiene caldo e stimolante ma capace anche di autorizzare le persone a vivere le proprie difficolt\u00e0 nell\u2019aprirsi. Questa difficolt\u00e0 nell\u2019autosvelamento viene comunque dichiarata esplicitamente e non taciuta. In particolare nel lavoro con soggetti portatori di esperienze di trascuratezza \u00e8 elevato il rischio di confondere il rispetto con il rinnovarsi di una condizione di trascurezza. Particolarmente nelle sedute di gruppo, la coazione a ripetere che porta alcuni pazienti a rintanarsi in una sorta di invisibilit\u00e0, deve essere gestita con comprensione per la fatica, ma anche con un certo grado di intraprendenza necessaria almeno per dichiarare esplicitamente quella condizione come non funzionale o quantomeno problematica in quanto coatta.\u00a0\u00a0Viene promossa la libert\u00e0 di raccontare quello che si vuole e un continuo stimolo a fidarsi e lasciarsi andare gradualmente alle emozioni. Chi arriva al gruppo spesso \u00e8 spaventato e sorpreso e nelle prime sedute fatica a capire e ad inserirsi. Il percorso all\u2019inizio \u00e8 delicato, instabile, ricco di perplessit\u00e0. Solo in seguito si comprendono gli altri e le storie raccontate prendono forma, collocandosi nel progetto terapeutico comune. Gli invisibili sono invitati a comunicare su ogni dinamica per abituarsi a sfidare resistenze e paure, ma anche per abituarsi alla relazione empatica.<\/p>\n<p>10. <strong>Utilizzo del qui e ora e di tecniche gruppali<\/strong> in cui il paziente sperimenta scambio di ruolo, possibilit\u00e0 alternative, condivisione di vissuti, viaggi nel tempo, utilizzo del corpo, sculture\u2026 sono la norma, ma si cerca di mantenere una modalit\u00e0 di conduzione che permetta la co-costruzione cercando di allargare le possibilit\u00e0: il \u201cl\u00e0 e allora\u201d, qualora emergesse, presentificato dal compagno di gruppo, pu\u00f2 divenire momento di alto contenuto empatico condiviso.<\/p>\n<p>11. <strong>Nelle sedute tutti si impegnano al non giudizio<\/strong>. Nei nostri gruppi si chiede di essere diretti e non filtrare le\u00a0 comunicazioni ritenendo\u00a0 impossibile, come evidenziato, che non emergano giudizi, spesso figli di proiezioni del proprio vissuto intrapsichico. Quello che viene continuamente ricordato \u00e8 che la comunicazione in generale e quella giudicante in particolare \u00e8 un\u2019ipotesi della persona che comunica sul vissuto di un\u2019altra (in nessun modo una verit\u00e0 assoluta)\u00a0 e che questo sforzo di tirare fuori una comunicazione relativa al vissuto del compagno di gruppo \u00e8, al di l\u00e0 del contenuto, un interesse concreto alla persona. Inoltre si sottolinea che il non filtrare apre alla conoscenza profonda di chi comunica e che la cura prevede la coscientizzazione di queste parti di comunicazione sull\u2019altro.\u00a0Liberare queste parti compresse consente l\u2019accesso a gradi di libert\u00e0 maggiori sia nella relazione con se stessi che con gli altri.<\/p>\n<p>12. <strong>Prima dell\u2019arrivo dei terapeuti non comunicare e interagire con gli altri membri del gruppo<\/strong>\u00a0per evitare un detensionamento e perdere in concentrazione. Questa regola \u00e8 continuamente sfidata e di solito la persona che tende a parlare prima dell\u2019inizio della seduta \u00e8 silenziosa in seduta.<\/p>\n<p>13 . <strong>Alla fine della seduta, non disperdere il contenuto della stessa, cercando per una trentina di minuti di non incontrare nessuno, per riflettere con se stessi e far decantare la stessa<\/strong>.<\/p>\n<p>14. <strong>La fine di una terapia di gruppo \u00e8 possibile, come ogni altra forma di terapia, in qualsiasi momento il paziente lo ritenga opportuno<\/strong>. E\u2019 importante in questo caso parlarne con i terapeuti prima della seduta di gruppo.<\/p>\n<p>Da oltre 20 anni con la dott.ssa <a href=\"https:\/\/www.psises.it\/?page_id=5\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Daniela De Vito<\/a> conduciamo gruppi, in linea con l\u2019approccio sistemico relazionale e possiamo affermare che questo tipo di esperienza diviene una marcia in pi\u00f9 nell\u2019attivazione (a volte ri-attivazione) delle capacit\u00e0 relazionali del paziente, completamento di un percorso di crescita psichica individuale.<\/p>\n<p><em>Bibliografia: Giordano C., Curino M.,\u00a0&#8220;Terapia Sistemica di Gruppo&#8221;, Alpes, 2013<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In occasione\u00a0della prossima apertura di un nuovo gruppo prevista per il 29 aprile 2024,\u00a0abbiamo pensato sia utile riproporre le regole che le persone di gruppo devono rispettare per farne parte. 1. 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