{"id":4071,"date":"2022-06-26T11:30:32","date_gmt":"2022-06-26T09:30:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.psises.it\/?p=4071"},"modified":"2022-06-26T11:45:38","modified_gmt":"2022-06-26T09:45:38","slug":"hater-lodio-nelle-parole-della-dott-daniela-de-vito","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.psises.it\/?p=4071","title":{"rendered":"THE HATER: L&#8217;ODIO NELLE PAROLE della dott.ssa Daniela De Vito"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.psises.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/the-hater.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-4075\" src=\"https:\/\/www.psises.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/the-hater-300x218.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"218\" srcset=\"https:\/\/www.psises.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/the-hater-200x146.jpg 200w, https:\/\/www.psises.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/the-hater-300x218.jpg 300w, https:\/\/www.psises.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/the-hater.jpg 320w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>The hater<\/strong>:\u00a0L\u2019odio nelle parole<\/p>\n<p>La visione, qualche tempo fa, del <em>film<\/em> \u201cThe hater\u201d,<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>ha fatto emergere la necessit\u00e0 di parlare della violenza verbale diffusa sui social, parlando di come arginare questo pericoloso fenomeno.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>The Hater \u00e8 un film che vede protagonista un giovane studente con grandi ambizioni, che per raggiungere i suoi obiettivi si fa strada attraverso la diffamazione sui social network di personaggi famosi, sottovalutando la gravit\u00e0 delle ripercussioni sulla vita reale. Il film esplora le derive manipolatorie che gli social media e Internet stanno sempre pi\u00f9 incarnando nella societ\u00e0.<\/p>\n<p>I leoni da tastiera sono presenti su tutte le piattaforme social, generalmente non prevedono le ricadute dei loro discorsi carichi di denigrazione, odio, disprezzo, scambiati molto spesso per atti di libert\u00e0, per diritto di parola. Ma tutto ci\u00f2 uccide come la cronaca dimostra e le vittime sono spesso adolescenti ancora acerbi della loro capacit\u00e0 di elaborare e superare i profondi stress psicologici legati a questi atti e quando al contrario sia sempre disatteso il bisogno di sentirsi amati, visti e accolti per quello che si \u00e8.<\/p>\n<p>La ricerca applicata nel 2020 sui \u201cProceeding of the 10th ACM Conference on Web Science\u201d, condotta nell\u2019ambito dei collegi statunitensi a messo in correlazione l&#8217; aumento di discorsi d\u2019odio online, con un incremento dello stress pi\u00f9 o meno importante, in relazione alle capacit\u00e0 di reazione e alle fragilit\u00e0 psicologiche. Il periodo scolastico \u00e8 sempre caratterizzato da competitivit\u00e0 ed \u00e8 carente di quei sentimenti di serenit\u00e0 importanti per dare il giusto valore ai discorsi di odio.<\/p>\n<p>Uno studio del 2018 pubblicato su\u201dAggressive Behavior\u201d ha evidenziato che l\u2019esposizione ai discorsi di audio conduca a desensibilizzarsi rispetto agli stessi, aumentando i pregiudizi e il senso di distanza e della scarsa empatia con le vittime. Cos\u00ec come l\u2019uso di un linguaggio denigratorio contro migranti ignoranza con la diffusione di atteggiamenti di intolleranza e radicalizzazione su posizioni ostili, fomentano pregiudizi e discriminazione.<\/p>\n<p>Gli \u201c<i>Hate Speech<\/i>\u201d sono discorsi d\u2019odio o di incitamento all\u2019odio, tutte le lingue sono composte da un\u2019enormit\u00e0 di parole tra cui insulti ingiuria e bestemmie parole atte a denigrare ferire umiliare definire gli altri ruoli e posizioni di inferiorit\u00e0 e mettere la controparte in posizione di dominanza. Ingenuamente si potrebbe pensare che il linguaggio denigratorio di audio sia appannaggio di una certa categoria di utenti invece svariati ricerche hanno documentato che invece sia un fenomeno pi\u00f9 trasversali. Si\u00a0tratta di utenti polarizzati e focalizzati su determinate posizioni rigide e circoscritte.sono radicati nelle proprie convinzioni e tendono a selezionare soltanto certe fonti di informazioni generalmente in attendibili, in appropriate, cariche di linguaggi offensivi e pregiudizievoli. Tutto ci\u00f2 crea delle bolle di divisioni, fuori dei contesti sistemici, creando visioni e idee estremamente contrastanti e divise.<\/p>\n<p>I linguaggi di odio definiscono una linea di demarcazione netta tra chi appartiene ad un gruppo e chi appartiene ad un altro gruppo, una differenza tra un \u201c<i>noi<\/i>\u201d e un \u201c<i>loro<\/i>\u201d. Etichettare in maniera pregiudizievole veicola sempre un messaggio negativo che sembra presupporre differenze intrinseche, biologiche, di origine, di differenze morali e culturali tutto ci\u00f2 porta alla creazione di gerarchie sociali, etiche, fisiche e psicologiche. Queste gerarchie elitarie legittimano gli atti denigratori, le stigme sociali.<\/p>\n<p>Il <em>Costruzionismo Sociale<\/em> ha evidenziato come il linguaggio crea la realt\u00e0,<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>ci\u00f2 \u00e8 assolutamente importante da considerare se vogliamo tracciare una linea di demarcazione tra linguaggi tossici e linguaggi virtuosi. Prevalentemente gli hate speech trovano contesti fertili nei discorsi religiosi, politici,<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>ideologici sottolineando cos\u00ec la difesa di interessi di parte. Un aspetto estremamente pericoloso \u00e8 che creano proselitismo, modo questo per esprimere i propri sentimenti di disprezzo e le proprie funzioni aggressive.<\/p>\n<p>Ingenuamente si \u00e8 pensato che la diffusione dei sentimenti di ostilit\u00e0 fosse incrementata dalla rete, ma ha semplicemente contribuito ad una maggiore visibilit\u00e0 e viralit\u00e0. Questo non basta sicuramente a spiegarli, \u00e8 vero che protegge, attraverso i falsi profili, \u00e8 vero che quando non abbiamo davanti l\u2019interlocutore ci sentiamo pi\u00f9 corazzati, pi\u00f9 protetti, ma questo non basta. Molto spesso vittime di questi sentimenti denigratori sono le donne, le minoranze, individui con particolari caratteristiche fisiche.<\/p>\n<p>Si stigmatizzano individui, gruppi, comportamenti, o affetti ma a differenza degli insulti che colpiscono l\u2019individuo in particolare, questi linguaggi hanno la caratteristica di colpire un insieme, un sistema di individui, un gruppo sociale. A fare la differenza ci sono anche le intenzioni con cui si dicono certe parole cos\u00ec come anche il contesto e gli interlocutori. Ci\u00f2 che magari non \u00e8 offensivo per noi e il nostro contesto, lo pu\u00f2 diventare per altri se decontestualizzato. Al contrario un termine di per s\u00e9 offensivo, pu\u00f2 essere impiegato in modo non offensivo dai diretti interessati, questa \u00e8 una forma di riappropriazione culturale ed \u00e8 un modo di desemantizzazione.<\/p>\n<p>In altri casi ancora non siamo consapevoli di quanto alcune parole possono essere offensive, semplicemente perch\u00e9 non abbiamo una determinata caratteristica per cui venire insultati. Giudicare dall\u2019esterno pertanto \u00e8 sempre molto inappropriato. Un effetto poco considerato delle parole \u00e8 l\u2019accumulo, la ripetitivit\u00e0, lo stillicidio pertanto \u00e8 un errore valutare la singolarit\u00e0 di una parola. E&#8217; necessario considerare quanto di sotteso ci pu\u00f2 essere che provoca ferite profonde nella persona con la gravante che non lasciando evidenti ferite, sono sempre difficili da essere colte.<\/p>\n<p>Oltre gli aspetti legislativi che possono essere degli strumenti importanti e correttivi per contrastare l\u2019<i>hate speech<\/i> e prevenire le conseguenze a volte drammatiche, \u00e8 importante creare narrazioni differenti efficaci per contrastare i discorsi denigratori che veicolano violenza, questo perch\u00e9 i discorsi di odio costruiscono dei mondi narrativi a cui il gruppo si identifica perpetrando atteggiamenti stereotipati e discriminazioni. A tal proposito \u00e8 importante contrapporre narrazioni di segno opposto che smontino la logica della separazione di \u201cnoi\u201de \u201cloro\u201d favorendo la convivenza delle differenze in un unico sistema. Importante creare un sistema di dialogo, un sistema di narrazioni alternative che connetta e che mette in relazione.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Bibliografia:<\/p>\n<p>Faloppa F. Gheno V. Trovare le parole. Abbecedario per una comunicazione consapevole, edizioni gruppo Abele, 2021<\/p>\n<p>Faloppa F., Odio. Manuale di resistenza la violenza delle parole. Utet, 2020<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>The hater:\u00a0L\u2019odio nelle parole La visione, qualche tempo fa, del film \u201cThe hater\u201d,\u00a0 ha fatto emergere la necessit\u00e0 di parlare della violenza verbale diffusa sui social, parlando di come arginare questo pericoloso fenomeno.\u00a0 The Hater \u00e8 un film che vede protagonista un giovane studente con grandi ambizioni, che per raggiungere i suoi obiettivi si fa [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6,662],"tags":[9,136,856,855,851,852,848,846,853,849,850,569,847,854],"class_list":["post-4071","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-articoli","category-psicologia","tag-adolescenti","tag-aggressivita","tag-costruzionismo-sociale","tag-diffamazione-sui-social","tag-discorsi-di-odio","tag-film-sullodio","tag-hate-speech","tag-hater","tag-incitamento-allodio","tag-leoni-da-tastiera","tag-odio-sui-social","tag-suicidio","tag-the-hater","tag-violenza-verbale"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.psises.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4071","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.psises.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.psises.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.psises.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.psises.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=4071"}],"version-history":[{"count":10,"href":"https:\/\/www.psises.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4071\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4087,"href":"https:\/\/www.psises.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4071\/revisions\/4087"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.psises.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=4071"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.psises.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=4071"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.psises.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=4071"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}