{"id":3691,"date":"2018-07-07T14:01:11","date_gmt":"2018-07-07T12:01:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.psises.it\/?p=3691"},"modified":"2020-03-24T10:42:14","modified_gmt":"2020-03-24T09:42:14","slug":"sulla-psicologia-oncologica-lelaborazione-del-lutto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.psises.it\/?p=3691","title":{"rendered":"Sulla psicologia oncologica e l\u2019elaborazione del lutto."},"content":{"rendered":"<p>Le ho definite <b>\u201cStrettoie\u201d<\/b> e probabilmente terr\u00f2 questa parola come titolo del libro che raccoglier\u00e0 i racconti scritti in questi anni sulla malattia.<\/p>\n<p>In questo articolo porto alcune riflessioni che spero possano aiutare il sistema di sofferenza formato dalla persona che scopre di avere un problema (\u201cil nuovo amico sempre con me\u201d come lo ha definito di recente una paziente), la famiglia, gli amici e i conoscenti e l\u2019equipe medica.<\/p>\n<p>Vorrei partire dalla <b>prevenzione<\/b>. \u00c8 stata il cavallo di battaglia della medicina e della psicologia negli anni \u201880. Avere una buona attenzione al proprio corpo (autopalpazione del seno, attenzione alla modifica dei nei o al sangue nelle feci e ad altri sintomi predittivi) e a livello pi\u00f9 sistemico una sanit\u00e0 che investe in screening, sono sicuramente un investimento per \u00a0la completa e tempestiva guarigione. Durante un recente incontro il Presidente della Lilt, Prof. Schitulli, per anni oncologo di fama consigliava alle donne screening annuali aldil\u00e0 dei protocolli regionali figli di politiche economiche. Come dire sulla salute non si risparmia.<\/p>\n<p>Il secondo punto di riflessione \u00e8 la <b>comunicazione della diagnosi<\/b>. Oggi i medici, affiancati da colleghi psico-oncologi trasmettono l\u2019informazione (l\u2019esito istologico) rispettando l\u2019unicit\u00e0 della persona coinvolta e la sensibilit\u00e0 dei familiari. Questo buon inizio non basta, il sistema di malattia pu\u00f2 andare in crisi in qualsiasi momento del percorso di guarigione e manifestare malessere che andrebbe letto, accolto e contenuto. In pi\u00f9 un sistema di guarigione tonico che riesce ad evitare il blocco emozionale e le ansie conseguenti, collabora al meglio per una soluzione positiva e definitiva. Ricordo a riguardo il prof. Veronesi che diceva che a parit\u00e0 di stadio della malattia oncologica, l\u2019esperienza clinica e le statistiche evidenziavano un valore differenziale importante, nella positivit\u00e0 che malato e famiglia avevano dimostrato nel percorso di cura.<\/p>\n<p>Terzo punto di riflessione i <b>bambini presenti nel sistema di malattia<\/b>, sia quando questi sono attori principali del percorso, sia quando sono parte della famiglia che affronta un percorso di cura. Queste situazioni hanno bisogno di un\u2019attenzione agli aspetti psicologici che tenga conto sia del momento ma anche degli sviluppi successivi. Spesso si \u00e8 pronti e supportati nel momento di crisi, difficilmente si trova sostegno negli anni successivi. Aver attraversato una \u201cstrettoia\u201d anche quando si \u00e8 stati supportati, non sempre garantisce nel tempo che l\u2019esperienza e la ferita conseguente non possa riaprirsi. Alle volte i genitori di bambini guariti, nel momento post stress manifestano sintomi che li portano a mettere in dubbio la relazione.<\/p>\n<p>Quarto punto di riflessione la parte sempre sottovalutata di <b>\u201celaborazione del lutto\u201d<\/b>. Con elaborazione del lutto intendo un pi\u00f9 o meno breve percorso psicologico con sedute in cui si affronta il dolore della perdita. Purtroppo non sempre le persone si rendono conto di avere bisogno e sul momento i meccanismi di difesa psicologici possono ingannare parenti e amici, che tenderanno a credere nella ripresa. Purtroppo una mancata elaborazione del lutto porta nel tempo conseguenze disastrose a livello psicologico. Vorrei fare una piccola parentesi sulla definizione di lutto psicologico: considero lutto anche l\u2019aver avuto un grosso problema (per esempio un infarto, un incidente, una separazione affettiva subita etc.) e anche in questi casi consiglio una elaborazione psicologica del lutto della perdita.<\/p>\n<p>Quinto punto di riflessione il <b>momento della fine.<\/b> Quando purtroppo l\u2019equipe medica sente che il limite scientifico \u00e8 stato raggiunto possono essere attivate modalit\u00e0 per rendere unica un\u2019esperienza che sia pur nella sua tragicit\u00e0 pu\u00f2 essere vissuta come indimenticabile e rendere, ove possibile, ancora pi\u00f9 infinito e indelebile il ricordo di chi ci lascia.<\/p>\n<p>Sesto e ultimo punto di riflessione la possibile<b> magia di ridefinire la relazione con chi ci lascia.<\/b> Anche quando ci sono delle rabbie reciproche nelle relazioni di perdita, per esempio un figlio che porta rabbia e rancore verso un padre, per come narra quella relazione e per i fatti del passato, un ascolto empatico, decodificante del messaggio che sottende dolore e rabbia, pu\u00f2 avvicinare nell\u2019ultimo momento e rendere finalmente visibile l\u2019amore maltrattato, ignorato, offeso&#8230;<\/p>\n<p>Di questo se l\u2019emozione e la situazione lo permetteranno parler\u00f2 a Milano presso la Libreria Bocca il giorno 22 luglio. Attendo come sempre vostri commenti, critiche e suggestioni sulla casella di posta info@pasqualetarantini.it)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le ho definite \u201cStrettoie\u201d e probabilmente terr\u00f2 questa parola come titolo del libro che raccoglier\u00e0 i racconti scritti in questi anni sulla malattia. 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