{"id":3584,"date":"2017-06-04T12:23:06","date_gmt":"2017-06-04T10:23:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.psises.it\/?p=3584"},"modified":"2020-03-24T10:42:15","modified_gmt":"2020-03-24T09:42:15","slug":"premio-concorso-artistico-letterario-espressioni-di-cura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.psises.it\/?p=3584","title":{"rendered":"PREMIO CONCORSO ARTISTICO LETTERARIO: ESPRESSIONI DI CURA"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-3585\" src=\"http:\/\/www.psises.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/18765879_1368340883265205_1326569061512589037_n-217x300.jpg\" alt=\"\" width=\"217\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.psises.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/18765879_1368340883265205_1326569061512589037_n-217x300.jpg 217w, https:\/\/www.psises.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/18765879_1368340883265205_1326569061512589037_n.jpg 694w\" sizes=\"auto, (max-width: 217px) 100vw, 217px\" \/>Il\u00a0giorno 30 maggio 2017 si \u00e8 tenuta presso la Sala Convegni del CENTRO DI RIFERIMENTO ONCOLOGICO di Aviano in provincia di Pordenone la Premiazione del Concorso Artistico-Letterario intitolato Espressioni di cura &#8211; Parole e immagini per narrare la malattia oncologica.<\/p>\n<p>Il racconto da me scritto in Febbraio Il Mio Infinito si \u00e8 classificato primo nella categoria &#8220;Operatori e Caregiver&#8221;. Ringrazio Il Cro di Aviano per la possibilit\u00e0 datami in questa V Edizione e la Giuria per aver letto la grande emozione contenuta nello scritto. Vi riporto di seguito un piccolo estratto della premiazione.<br \/>\n<strong>Motivazione: Per come l&#8217;autore affronta apertamente un percorso di malattia, accogliendo diverse storie con sguardo delicato e coinvolgente.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Riporto adesso un estratto del mio intervento:<\/p>\n<p><em><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-3586\" src=\"http:\/\/www.psises.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/18767719_1466866743372217_6816215917811423750_n-204x300.jpg\" alt=\"\" width=\"204\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.psises.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/18767719_1466866743372217_6816215917811423750_n-204x300.jpg 204w, https:\/\/www.psises.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/18767719_1466866743372217_6816215917811423750_n.jpg 541w\" sizes=\"auto, (max-width: 204px) 100vw, 204px\" \/>Ringrazio il CRO per questa opportunit\u00e0, siamo nel Tempio della Cura e della Ricerca per migliorarla e questo rende ancora pi\u00f9 emozionante questo momento. Raccontare e donarsi. Sono uno psicoterapeuta che vive di solito chiuso nella stanza di terapia e raccoglie storie. Rispetto alla Medicina Narrativa considererei le Narrazioni di Studio di II livello e cio\u00e8 non quelle su cui si \u00e8 lavorato oggi, quelle dei gruppi di malati oncologici che si trovano per narrare la propria esperienza che definirei di I livello, ma quelle dei familiari del malato oncologico che arriva in terapia o che durante un percorso terapeutico affronta la subentrata malattia di un parente. ed \u00e8 in questo livello che nasce la storia Il mio Infinito. La dedica della vittoria \u00e8 per mia figlia Ginevra che ha tolto un giorno allo studio universitario per essere qui e che mi ha dato la possibilit\u00e0 di parlare nel racconto\u00a0dell&#8217;amore\u00a0tra padre e figlia e quindi del nostro amore. Dovete sapere che lo scorso anno ho attraversato un momento particolare della vita, uno di quei momenti che definisco strettoie, che a causa di un embolia polmonare silente mi hanno costretto a una settimana di ospedale e a rischiare di perdere la vita. Quindi mi sono immaginato verso la fine del racconto come avesse potuto essere il momento di morire e lasciare il mondo con la figlia al capezzale.\u00a0<\/em><em><br \/>\nNel racconto si vive il contrasto tra la storia del paziente con il quale abbiamo accompagnato la giovane figlia alla morte per un cancro \u00a0incurabile e a questo padre il mio abbraccio di vicinanza in questo momento e l&#8217;ipotetica perdita contraria, pi\u00f9 normale, ma non per questo priva di sofferenze, quella di una figlia che vede spegnere il padre. <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-3587\" src=\"http:\/\/www.psises.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/18882238_1368161843283109_3178913125794937731_n-169x300.jpg\" alt=\"\" width=\"169\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.psises.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/18882238_1368161843283109_3178913125794937731_n-169x300.jpg 169w, https:\/\/www.psises.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/18882238_1368161843283109_3178913125794937731_n.jpg 540w\" sizes=\"auto, (max-width: 169px) 100vw, 169px\" \/><\/em><\/p>\n<p>Per finire vi riporto una parte del racconto per come letto dalla lettrice in foto, che ha emozionato il pubblico presente:<\/p>\n<div class=\"page\" title=\"Page 5\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p><em>&#8230; Mi risveglio, apro gli occhi e c\u2019\u00e8 mia moglie in piedi accanto al letto che mi guarda, mi chiama come fa da alcuni giorni. Vorrei risponderle, non immaginate quanto. Vorrei abbracciarla, baciarla, sentire il suo profumo, ridere e parlare con lei per ore. Vorrei raccontarle del mio sogno, di quanto trovo bello dormire e sognare, dirle che non soffro forse grazie alla morfina che in questi giorni rende i miei sogni viaggi speciali. Vorrei chiederle se mentre dormivo mi ha lavato il viso, rinfrescato e accarezzato, se fosse stata lei la brezza marina del sogno. Mi piacerebbe dirle di portare le mie ceneri in Sardegna nel posto in cui volarono le ceneri di Chiara, un luogo che non ho mai visto ma che oggi ho sognato e immaginato fantastico, meravigliosamente unico. Chiudo gli occhi e mi chiedo se trover\u00e0 la mia lettera di addio, scritta prima di aggravarmi, quando ero ancora attivo, riuscivo a parlare e scrivere. Non pu\u00f2 non aprire quel contenitore, ci sono le carte pi\u00f9 importanti della casa, degli uffici e delle auto, gli oggetti per cui ci siamo sacrificati, con tante ore di lavoro. Ci piaceva lavorare, ci dava significato. Non ho rimpianti, \u00e8 andata cos\u00ec, ma se tornassi indietro, mi ritaglierei pi\u00f9 tempo per noi, per stare insieme e vivere altro. Che cosa posso aver scritto nella lettera per te? Come posso non ricordare di una lettera cos\u00ec importante? Sono confuso, affaticato. Potrei riprendere a dormire, per sognare e sentirmi protetto come nell\u2019utero materno, ma mi sforzo di riaprire gli occhi e guardarti ancora, nel tentativo di portati via con me per raggiungere insieme il mio infinito, quello di Chiara, di mia madre e di mio padre, quello che i cattolici chiamano Paradiso. Apro gli occhi e ti vedo piangere; vicino a te un\u2019infermiera che ti accarezza e sembra dirti qualcosa, ha gli occhi lucidi. Richiudo gli occhi e sento dall\u2019altro capo del letto un pianto leggero e dei capelli che sembrano accarezzarmi il viso. Che strano dopo giorni sento un profumo per me speciale, unico, forse lo sto immaginando. Sar\u00e0 mia figlia? Non ne sono sicuro. Mi bacia.<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-3588\" src=\"http:\/\/www.psises.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/IMG_3721-169x300.jpg\" alt=\"\" width=\"169\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.psises.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/IMG_3721-169x300.jpg 169w, https:\/\/www.psises.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/IMG_3721-576x1024.jpg 576w, https:\/\/www.psises.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/IMG_3721-768x1365.jpg 768w, https:\/\/www.psises.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/IMG_3721.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 169px) 100vw, 169px\" \/>Riapro gli occhi per l\u2019ultima volta e la guardo pian piano sfumare: \u00e8 lei, il mio infinito.<\/em><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il\u00a0giorno 30 maggio 2017 si \u00e8 tenuta presso la Sala Convegni del CENTRO DI RIFERIMENTO ONCOLOGICO di Aviano in provincia di Pordenone la Premiazione del Concorso Artistico-Letterario intitolato Espressioni di cura &#8211; Parole e immagini per narrare la malattia oncologica. 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