{"id":3004,"date":"2014-11-23T11:47:38","date_gmt":"2014-11-23T10:47:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.psises.it\/?p=3004"},"modified":"2020-03-24T10:42:16","modified_gmt":"2020-03-24T09:42:16","slug":"premio-letterario-psises-2014-terzo-classificato-due-partecipanti-ex-equo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.psises.it\/?p=3004","title":{"rendered":"PREMIO LETTERARIO PSISES 2014: TERZO CLASSIFICATO (due partecipanti ex-equo)"},"content":{"rendered":"<p>Abbiamo avuto difficolt\u00e0 quest&#8217;anno nella decisione dei vincitori. Gli scritti hanno tutti vinto erano veramente emozionanti e coloro che hanno scritto hanno regalato parti di s\u00e9, come il premio auspica, oltre ogni aspettativa. La giuria ha deciso di regalare il terzo posto sul podio a due scritti. Vi riportiamo di seguito in ordine alfabetico, foto ed estratto dagli scritti. Complimenti ai due concorrenti, grazie per l&#8217;emozione, per aver partecipato, per aver narrato.<\/p>\n<p><strong>III CLASSIFICATO PREMIO LETTERARIO PSISES 2014 \u00a0EX EQUO: <\/strong><\/p>\n<p><strong><a href=\"http:\/\/www.psises.it\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/STEFANO.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-3006\" title=\"STEFANO\" src=\"http:\/\/www.psises.it\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/STEFANO-300x224.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"224\" srcset=\"https:\/\/www.psises.it\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/STEFANO-300x224.jpg 300w, https:\/\/www.psises.it\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/STEFANO-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.psises.it\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/STEFANO.jpg 1100w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>IL SESTO GRADINO DI Stefano Bolognesi<\/strong><\/p>\n<p><strong><\/strong>E&#8217; la storia degli ultimi momenti di una coppia che si separa visti dagli occhi di lui. Sofferenza, amore, tormento, rabbia, dolore, in un vortice di emozioni che non trovano pace. Leggendo ti sembra di essere trasportato dai ricordi, piccoli viaggi nel tempo, momenti di una storia finita.<\/p>\n<p>BREVE ESTRATTO DALLO SCRITTO:<\/p>\n<p>Sei di sotto, che fai la valigia. Sento i tuoi passi, calpestano veloci il pavimento delle camere, del corridoio, del bagno. Raccogli nervosa le tue cose e la tua vita, che io non conosco pi\u00f9. Le porterai altrove, le darai ad altri che io non conoscer\u00f2, che io non potr\u00f2 guardare di sbieco: ma non ti interessa, vuoi solo fuggire ed andartene da qui. Hai chiamato tua mamma ad aiutarti, ed io mi sono nascosto in mansarda; non voglio mi legga dentro. Troppo orgoglio sedimentato tra me e tua madre. Una guerra di sentimenti freddi che ha lasciato poco spazio a tutto il resto.<\/p>\n<p>Sono durati una settimana i tuoi propositi, le tue nuove promesse. Le scuse erano venute da un\u2019altra bocca, gli occhi che mi chiedevano di essere ancora noi due, gi\u00e0 ieri erano di un altro colore. Ti ho chiesto perch\u00e9 ancora quello sguardo velato: &#8220;Mi manca lui&#8221;. L\u2019ultima, tremolante tela di ragno alla quale restavo attaccato, andata. Sar\u00e0 durissima, con mamma e pap\u00e0. Mi prende d\u2019improvviso un grande senso di colpa. Non sar\u00e0 il figlio ad allietare i genitori coi pranzi alla domenica in famiglia, colle chiacchiere senza pretese, le discussioni banali sulla politica e lo sport, i complimenti per il brasato. Non ci saranno i grandi annunci, quelli che aspettano da una vita: niente nipotino, niente primi passi o abbozzi di parole, battesimi, compleanni, primi giorni di scuola.<\/p>\n<p>Ancor pi\u00f9 terribile \u00e8 stato affrontare lo zio. Non mi volevo mostrare fragile in sua presenza\u2026 Mi ha guardato con la fronte bassa, con timore. Io non ho retto e ho pianto. Quando mia mamma ha finito le poche parole necessarie a spiegargli, mi ha detto solo: &#8220;Lo immaginavo, non venivi da troppi giorni. Coraggio&#8221;.<\/p>\n<p>Poi arrivi tu, mi stringi forte. Provo a restare rigido, non ce la faccio. Non capisco cosa provo, vorrei urlare la rabbia, baciarti, prenderti a schiaffi e implorarti. Troppe cose, invece respiro il tuo odore. Ti distacchi senza guardarmi e vai. Ti sento mentre afferri la valigia, apri la porta e te la richiudi alle spalle. Intanto io scendo qualche gradino lentamente, ti sto ad ascoltare. Avvii la macchina, mentre il cancello si apre col suo solito clangore sordo. Lo attraversi e le sospensioni rimbalzano soffiando; esci per sempre. Ora ascolto solo il silenzio della casa. E resto immobile sul sesto gradino.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>III CLASSIFICATO PREMIO LETTERARIO PSISES 2014 \u00a0EX EQUO:<\/strong><\/p>\n<p><strong> <a href=\"http:\/\/www.psises.it\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/paola.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-3007\" title=\"paola\" src=\"http:\/\/www.psises.it\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/paola-290x300.jpg\" alt=\"\" width=\"290\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.psises.it\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/paola-290x300.jpg 290w, https:\/\/www.psises.it\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/paola.jpg 799w\" sizes=\"auto, (max-width: 290px) 100vw, 290px\" \/><\/a>QUANDO CI SIAMO CONOSCIUTI di Paola Lusvardi<\/strong><\/p>\n<p>E&#8217; il diario di giornate cariche di ansia, per una relazione che senti in pericolo e non vuoi che ti sfugga di mano. I pensieri ad alta voce di una donna in dubbio, che vorrebbe ma non pu\u00f2, tra illusione e realt\u00e0.<\/p>\n<p>BREVE ESTRATTO DALLO SCRITTO:<\/p>\n<p>Io ero una ragazza fragile, tu un ragazzo sicuro di te&#8230; entrambi in cerca d\u2019amore, del Grande Amore e con una ferita nel cuore. E forse \u00e8 proprio il dolore che ci ha uniti.\u2028In fondo io mostravo una fragilit\u00e0 che tu portavi nel cuore. Ma mentre io mi sentivo rassicurata dal fatto che tu non la mostrassi, tu ti sentivi forte nel vedere che per me eri un punto di riferimento. Di quello avevamo bisogno.\u2028Tu dovevi prenderti cura di qualcuno ed io di \u201cessere curata\u201d da qualcun altro.<\/p>\n<p>Chi ha pi\u00f9 denaro ha il diritto di fare il bello e il cattivo tempo. Il creare un impero economico fa di loro persone superiori, dei \u201csignori\u201d. Ma per cosa questi averi? Per i propri figli, per il loro futuro? No, no di certo. Servono per essere Eterni. Per avvicinarsi a Dio, per fare ci\u00f2 che gli altri non possono fare.<\/p>\n<p>Quello che all\u2019inizio era un fastidio, per la tua eccessiva fusionalit\u00e0 ora \u00e8 diventato un adattamento di sopravvivenza. I tuoi problemi, sempre pi\u00f9 grandi dei miei non mi permettono di esprimermi con serenit\u00e0. Le tue ansie le tieni per te o le dici ogni tanto, a richiesta. Per non crearti fastidio cerco di sottostare ad ogni tuo capriccio.<\/p>\n<p>Ci sono uomini che sposano una donna e la considerano la loro regina per tutta la vita. Alcune donne vedono nel proprio marito l\u2019eroe delle favole.\u2028Io ero la tua regina ora sono la tua pesantezza. Tu eri il mio salvatore ora sei l\u2019uomo da salvare. Sei talmente fragile che hai dovuto creare una corazza cos\u00ec dura di fronte con la quale mi sono pi\u00f9 volte ferita, tentando di abbatterla.\u2028Non so se sono pi\u00f9 gravi le mie ferite o la durezza della tua corazza.<\/p>\n<p>&#8230; e poi alla fine della storia, come spesso accade nelle coppie in crisi\u2026<\/p>\n<p>&lt;&lt; Ciao Amore! Tutto bene?&gt;&gt;<\/p>\n<p>&lt;&lt; Si, ti devo dire una cosa&#8230; &gt;&gt;<\/p>\n<p>&#8230;neanche mi guarda in faccia &#8230;<\/p>\n<p>lo dico o taccio? E da dove comincio&#8230;<\/p>\n<p>&lt;&lt;Dimmi che c\u2019\u00e8?!&gt;&gt;<\/p>\n<p>&lt;&lt; Aspettiamo un bambino&gt;&gt;.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Abbiamo avuto difficolt\u00e0 quest&#8217;anno nella decisione dei vincitori. Gli scritti hanno tutti vinto erano veramente emozionanti e coloro che hanno scritto hanno regalato parti di s\u00e9, come il premio auspica, oltre ogni aspettativa. 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