{"id":2959,"date":"2018-05-19T20:18:32","date_gmt":"2018-05-19T18:18:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.psises.it\/?p=2959"},"modified":"2020-03-24T10:42:14","modified_gmt":"2020-03-24T09:42:14","slug":"invidia-unemozione-inconfessabile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.psises.it\/?p=2959","title":{"rendered":"INVIDIA: un&#8217;emozione inconfessabile"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.psises.it\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/invidia.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-2960\" title=\"invidia\" src=\"http:\/\/www.psises.it\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/invidia-276x300.jpg\" alt=\"\" width=\"276\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.psises.it\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/invidia-276x300.jpg 276w, https:\/\/www.psises.it\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/invidia.jpg 385w\" sizes=\"auto, (max-width: 276px) 100vw, 276px\" \/><\/a>In psicologia <em>l\u2019invidia nasce da un confronto tra noi e gli altri ed \u00e8 sgradevole sia per chi la \u201cprova\u201d che per chi la \u201criceve\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Nel sociale, il pubblico non la gradisce ed \u00e8 quasi sempre negata. E\u2019 inconfessabile. E\u2019 ripugnante. E\u2019 vissuta in solitudine. Per questo \u00e8 cos\u00ec importante avere uno spazio per parlarne e capirla meglio.<\/p>\n<p>L\u2019invidia \u00e8 un sentimento molto comune e presente a tutte le latitudini. <em>Le neuroscienze provano che \u00e8 qualcosa di simile ad un dolore fisico<\/em>.<\/p>\n<p><em>Per il cattolicesimo \u00e8 uno dei sette peccati capitali. <\/em><\/p>\n<p><em>Per il buddismo \u00e8 il fattore mentale che porta all\u2019odio. <\/em><\/p>\n<p><em>Per l\u2019islam appartiene a chi non professa l\u2019islam. <\/em><\/p>\n<p>Spesso l\u2019invidia \u00e8 confusa con la gelosia, l\u2019avidit\u00e0 e il rancore ma \u00e8 un\u2019emozione ben precisa e va studiata da pi\u00f9 punti di vista.<\/p>\n<p>Secondo una possibile interpretazione l\u2019invidia colpisce: <strong><em>\u201cL\u2019inferiore che non vuole stare al suo posto\u201d, il \u201csubalterno\u201d per status o per possibilit\u00e0 che ambisce a migliorare ma incanala questo desiderio nel modo errato.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Sintomi che segnalano l\u2019invidia:<\/strong><\/span><\/p>\n<p><em>&#8211; Si \u201cevita di cooperare\u201d per non portare vantaggi alle persone che ci circondano.<\/em><\/p>\n<p><em>&#8211; C\u2019\u00e8 qualcosa che non ci piace in una persona ma \u201cnon si riesce ad individuare cosa\u201d \u2026 talora dietro questa vaghezza si cela l\u2019invidia.<\/em><\/p>\n<p><em>&#8211; Si diventa improvvisamente \u201ccritici\u201d nei confronti degli altri.<\/em><\/p>\n<p><em>&#8211; Si comincia ad usare \u201cepiteti poco gentili\u201d nei confronti di qualcuno (collega) che ha fatto carriera o che \u00e8 riuscita a realizzare con successo un progetto.<\/em><\/p>\n<p><em>&#8211; si cercano \u201cgiustificazioni ai successi degli altri\u201d, ipotizzando possibili privilegi speciali.<\/em><\/p>\n<p><em>&#8211; ci si sente \u201csfortunati e criticati\u201d, si desidera che le persone vicine la smettano di esprimere pareri sulla nostre scelte.<\/em><\/p>\n<p>Dante, nella divina commedia dove mette gli invidiosi? In purgatorio. Non li descrive con quell\u2019aura di irreparabilit\u00e0 dei dannati, crede che forse sanzionandoli si possano salvare ( anche se in pochi!!) Le pene a cui li sottopone sfiorano la crudelt\u00e0.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Dante li raffigura mentre:<\/strong><\/span><\/p>\n<p><em>&#8211; si sostengono tra loro,<\/em><\/p>\n<p><em>&#8211; sono appoggiati ad un monte,<\/em><\/p>\n<p><em>&#8211; indossano abiti ruvidi e pieni di nodi,<\/em><\/p>\n<p><em>&#8211; con le palpebre cucite da un filo di ferro.<\/em><\/p>\n<p>Il sentimento di Dante \u00e8 ambivalente: ha compassione per la loro pena ma manifesta una quasi totale estraneit\u00e0 all\u2019invidia. In generale, l\u2019invidia \u00e8 un\u2019emozione vissuta in solitudine: tutti si difendono dall\u2019idea di provare questo sentimento.<\/p>\n<p><strong>Hidehiko Takahashi<\/strong> neurologo psichiatra dell\u2019istituto di scienze radiologiche di Tokyo ha individuato le aree coinvolte (corteccia cingolata dorsale anteriore) nell\u2019insorgere dell\u2019invidia, scoprendo che sono le stesse che si \u201caccendono\u201d quando si prova un intenso dolore fisico. Hanno sottoposto 19 volontari ad una risonanza magnetica mentre osservano un filmato in cui erano \u201criprodotti\u201d loro stessi e altri personaggi: quest\u2019ultimi impersonavano ruoli tali da suscitare invidia per abilit\u00e0, qualit\u00e0 e status sociale. In breve erano belli, ricchi e capaci di godersi la vita.<\/p>\n<p>Una successiva domanda del ricercatore \u00e8 stata:<em> \u201cCosa succede nel cervello quando si prova un sentimento opposto all\u2019invidia come il piacere? Quali aree cerebrali si attivano quando proviamo piacere per le disgrazie altrui specie se ricche e famose?\u201d<\/em><\/p>\n<p>L\u2019area \u00e8 quella dello striato ventrale. Quest\u2019area \u00e8 associata al piacere e all\u2019appagamento ed \u00e8 la stessa di quando mangiamo cioccolato e facciamo sesso o di quando vediamo scene divertenti. \u00c8 probabile che vi possa essere in soggetti predisposti, anche la possibilit\u00e0 che si crei dipendenza verso queste forme di \u201cpiacere\u201d.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>L\u2019Invidia \u00e8 un freno all\u2019evoluzione?<\/strong><\/span><\/p>\n<p>Secondo Matthew Liebermann \u2013 del dip. di psicologia dell\u2019universit\u00e0 della California \u2013 dato che le aree cerebrali coinvolte nella percezione del dolore e del piacere sono le medesime, si ipotizza che dal punto di vista evoluzionistico abbiano la stessa importanza in termini di sopravvivenza.<\/p>\n<p><em>&#8211; la percezione del dolore fisico, \u00e8 uno stimolo per la ricerca del superamento di esso.<\/em><\/p>\n<p><em>&#8211; la percezione del piacere, \u00e8 uno stimolo per la ricerca dell\u2019appagamento di esso.<\/em><\/p>\n<p>La mancanza di cibo, acqua, il freddo e altre situazioni spiacevoli spingono l\u2019individuo verso una soluzione:<\/p>\n<p>&#8211; questo comportamento di sopravvivenza \u00e8 fondamentale per la selezione della specie<\/p>\n<p>&#8211; lo stesso si pu\u00f2 dire per la ricerca del piacere<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Qual \u00e8 il nesso tra l\u2019invidia e altri sentimenti sociali con i fattori evoluzionistici?<\/strong><\/span><\/p>\n<p>Nei mammiferi la sopravvivenza dei cuccioli \u00e8 strettamente dipendente dal rapporto, bonding-aggregazione, con i genitori e gli altri membri del gruppo. (a differenza di altre specie non sono in grado di procurarsi cibo, acqua, calore per molto tempo dopo la nascita) Vi \u00e8 l\u2019ipotesi che i bisogni sociali o social need, siano pi\u00f9 importanti in termini evoluzionistici, dei bisogni fisici o physical need. Per Liebermann le relazioni con gli altri membri del gruppo sono importantissime perch\u00e9 rappresentano fattori di sopravvivenza positivi.<\/p>\n<p>Se le responsabilit\u00e0 di accudimento, protezione sono distribuite all\u2019interno di un gruppo, la possibilit\u00e0 di sopravvivenza del singolo \u00e8 superiore. Il comportamento cooperativo, empatico \u00e8 un fattore evoluzionistico essenziale in quanto fa crescere il gruppo. Pertanto, le spinte evoluzionistiche hanno selezionato individui in cui:<\/p>\n<p><em>&#8211; i meccanismi neurali alla base di comportamenti sociali cooperativi ed empatici fossero gli stessi del piacere.<\/em><\/p>\n<p><em>&#8211; i comportamenti legati all\u2019invidia fossero gli stessi del dolore.<\/em><\/p>\n<p>Lo scopo qual \u00e8? Tenere unito il gruppo per garantirne la sopravvivenza.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>I volti dell\u2019invidia<\/strong><\/span><\/p>\n<p><em>a. Emulazione: sentimento basato sulla percezione dell\u2019eccellenza di qualcuno, sull\u2019ammirazione per lo stesso, sul desiderio di somigliare, imitare o addirittura superare quella persona<\/em><\/p>\n<p><em>b. Ferita naricisistica: \u00e8 la sensazione che manchi qualcosa, si collega a sentimenti di inferiorit\u00e0 o di autostima ferita. Se \u00e8 lieve viene vissuta come delusione. Se \u00e8 grave porta a sentimenti di mortificazione e umiliazione<\/em><\/p>\n<p><em>c. Bramosia: desideri di possedere qualcosa che gli altri possiedono<\/em><\/p>\n<p><em>d. Rabbia verso chi possiede:<\/em><\/p>\n<p>&#8211; quando \u00e8 lieve si manifesta come infelicit\u00e0 e scontentezza<\/p>\n<p>&#8211; in quelle moderate come risentimento rancoroso<\/p>\n<p>&#8211; in quelle gravi si estrinseca come dispetto, malignit\u00e0, malevolenza, desiderio di fare del male, di colpire colui che \u201cpossiede la cosa invidiata\u201d<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>L\u2019invidioso<\/strong><\/span><\/p>\n<p>Persona che desidera possedere ci\u00f2 che altri hanno e che ritiene per un complesso di fattori, di non poter avere. L\u2019invidia \u00e8 indirizzata verso persone affini o simili per genere, et\u00e0, professione. L\u2019invidia si scatena verso persone vicine piuttosto che per personaggi famosi.<\/p>\n<p>Dal latino \u201cinvidere\u201d cio\u00e8 guardare di traverso, in modo maligno. Lo sguardo \u00e8 la rappresentazione dell\u2019invidia. Gli occhi dell\u2019invidioso sono caratteristici:<\/p>\n<p><em>&#8211; Scrutano<\/em><\/p>\n<p><em>&#8211; Spiano<\/em><\/p>\n<p><em>&#8211; Osservano<\/em><\/p>\n<p><em>&#8211; Fissano<\/em><\/p>\n<p><em>&#8211; Ammirano<\/em><\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>L\u2019invidia \u00e8 maschile o femminile?<\/strong><\/span><\/p>\n<p>Le culture e le societ\u00e0 scoraggiano nelle donne un\u2019atteggiamento fortemente competitivo (che di fatto \u00e8 il lato positivo dell\u2019invidia) fomentando questo sentimento che rimosso viene fuori deviato e potente come tutto ci\u00f2 che non \u00e8 permesso di esprimere.<\/p>\n<p>Un\u2019altra forma di invidia \u00e8 quella che si manifesta in modo sfuggente e si nasconde dietro la maschera dell\u2019ammirazione, del complimento, dell\u2019adulazione. Pur nutrendo una profonda invidia si adula molto la persona invidiata. Come se la lusinga, aiutando a partecipare al successo altrui, mitigasse l\u2019invidia.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Perch\u00e9 l\u2019invidia \u00e8 sgradevole? Perch\u00e9 ci si vergogna ad ammetterla? Perch\u00e9 \u00e8 socialmente inaccettabile? <\/strong><\/span><\/p>\n<p>Forse perch\u00e8 chi manifesta invidia riconosce implicitamente la superiorit\u00e0 (o l\u2019idea della superiorit\u00e0) dell\u2019invidiato: difficile ammettere di non valere molto.<\/p>\n<p><strong>Aristotele<\/strong> sosteneva che \u201cnoi invidiamo coloro il cui successo risuona come un rimprovero fatto a noi\u201d. Per alcuni studiosi l\u2019invidia si origina da una \u201cComparazione di poteri\u201d tra s\u00e9 e gli altri. Secondo altri studiosi l\u2019invidia nasce invece da un sentimento di profonda frustrazione di chi non \u00e8 appagato dal proprio status (sociale, economico, psico-fisico, sentimentale ecc.). E invece di migliorare il proprio status si affida al livore verso gli altri, mettendo in atto strategie infide per abbassare la loro reputazione: denigrare, criticare, svalutare,insultare,picchiare, ingiuriare, sporcare, ecc.<\/p>\n<p>Qual \u00e8 il punto comune di queste possibili interpretazioni? L\u2019invidia \u00e8 il sentimento pi\u00f9 o meno consapevole di sentirsi inferiore, da meno rispetto a qualcuno e il porre s\u00e9 stessi come termine di paragone, non considerando che c\u2019\u00e8 chi \u201csta sotto\u201d nella scala sociale o lavorativa. Generalmente non si considerano le diversit\u00e0, le diverse competenze, le diverse risorse e le soggettivit\u00e0 che nella valutazione e nella lente che usiamo per interpretare il mondo. Nella vita talora si \u00e8 primi, talora si \u00e8 secondi o terzi o ultimi.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>L\u2019invidia pu\u00f2 diventare una patologia ?<\/strong><\/span><\/p>\n<p>Esiste una forma di invidia definita patologica o maligna che comporta la regressione del sentimento al suo stato primordiale cio\u00e8 uno stato fatto di ostilit\u00e0, odio intenso, avversione e aggressivit\u00e0 molto esplicita. Chi ne soffre considera l\u2019oggetto desiderato\/invidiato come qualcosa che gli \u00e8 stato rubato. \u00c8 una visione distorta della realt\u00e0 che conduce a reazioni aggressive non necessariamente sul piano fisico, bens\u00ec sul piano psicologico. \u00c8 patologica quando occupa gran parte dei pensieri. L\u2019autrice dell\u2019articolo, Daniela de Vito, \u00e8 una psicologa e psicoterapeuta che si occupa anche degli aspetti patologici dell\u2019invidia.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Conclusione<\/strong><\/span><\/p>\n<p>Negli USA \u00e8 normale\u00a0identificarsi con il vincitore. D\u2019altra parte, nelle culture latine chi riesce di pi\u00f9 fa risuonare l\u2019altrui \u201cinsufficienza\u201d. Questa differenza \u00e8 dovuta anche alle premesse culturali e ideologiche degli anglosassoni: con la riforma protestante luterana, hanno gettato le basi del protocapitalismo trasformando l\u2019invidia in\u00a0competitivit\u00e0. E proprio la trasformazione dell\u2019invidia in una forma positiva di competitivit\u00e0 pu\u00f2 forse essere una delle strade per il suo superamento.<\/p>\n<p><em>Bibliografia: Mente e Cervello &#8211; Wikipedia &#8211; Seminario dott. Daniela De Vito presso Accademia della Narrazione 2007<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In psicologia l\u2019invidia nasce da un confronto tra noi e gli altri ed \u00e8 sgradevole sia per chi la \u201cprova\u201d che per chi la \u201criceve\u201d. Nel sociale, il pubblico non la gradisce ed \u00e8 quasi sempre negata. E\u2019 inconfessabile. E\u2019 ripugnante. E\u2019 vissuta in solitudine. 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