{"id":284,"date":"2011-10-09T17:45:23","date_gmt":"2011-10-09T17:45:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.psises.it\/?p=284"},"modified":"2020-03-24T10:42:25","modified_gmt":"2020-03-24T09:42:25","slug":"dietro-le-rispettabili-facciate","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.psises.it\/?p=284","title":{"rendered":"Distimia: \u201cdietro le rispettabili facciate\u201d."},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.psises.it\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/famiglia.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-287\" title=\"IT2 0861 - HELLO2\" src=\"http:\/\/www.psises.it\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/famiglia-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.psises.it\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/famiglia-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.psises.it\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/famiglia.jpg 800w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>La <a href=\"http:\/\/www.psises.it\/?tag=distimia\"><strong>distimia<\/strong><\/a> (o <strong>disordine distimico<\/strong>) \u00e8 una forma di <a href=\"http:\/\/www.psises.it\/?tag=disagio\">disagio<\/a> depressivo minore nel senso che comporta una minore compromissione delle relazioni sociali e dell&#8217;attivit\u00e0 lavorativa.<\/p>\n<p>Si presenta con disturbi lievi ma con andamento cronico; solitamente (causa la relativa levit\u00e0 degli effetti). E\u2019frequente che il malato non ne sia consapevole in quanto convinto che il disagio quotidiano sia parte integrante, da sempre, del suo carattere.<\/p>\n<p>Generalmente il soggetto distimico riesce ad espletare le proprie funzioni lavorative e ad avere rapporti sociali, ma in modo nettamente diminuito e con uno sforzo notevole anche nelle cose pi\u00f9 &#8220;normali&#8221; e di cui le persone con le quali si relaziona, spesso anche i familiari stessi, ben difficilmente si rendono conto. L&#8217;atteggiamento quasi perennemente cupo, triste e taciturno pu\u00f2 facilmente causare stizza, se non rabbia, nel prossimo che lo considera solo un fastidioso pessimista che si crede assuma volontariamente codesto atteggiamento per cause che non vuole esprimere, ed infatti o non esistono o sono sopravvalutate negativamente, e questo il distimico lo sa, ma anche il chiedere aiuto \u00e8 una di queste difficolt\u00e0 che sente insormontabili. In questo modo si innesca un circolo vizioso che rafforza nel distimico la bassa <a title=\"Autostima\" href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Autostima\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">autostima<\/a>, l&#8217;insicurezza e l&#8217;autopercezione negativa accrescendo lo sconforto e l&#8217;<a title=\"Introversione\" href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Introversione\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">introversione<\/a>.<\/p>\n<p>Questa categorizzazione tratta dal DSM IV \u00e8 sicuramente quanto di pi\u00f9 \u201csoporifero\u201d per un <a href=\"http:\/\/www.psises.it\/?tag=psicoterapeuta\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">psicoterapeuta<\/a> sistemico relazionale. La letteratura sistemica \u00e8 sempre stata restia a trattare temi direttamente o indirettamente diagnostici e ancora di pi\u00f9 ad inquadrare i disturbi nevrotici nonostante i sintomi spesso siano delle importanti metafore sul piano relazionale.<\/p>\n<p>Da sempre spostare il focus sul piano delle relazioni \u00e8 un\u2019operazione che richiede coraggio ma anche delicatezza.<!--more--><\/p>\n<p>Nel <strong>distimico<\/strong>, dal punto di vista relazionale, le origini della <a href=\"http:\/\/www.psises.it\/?tag=famiglia\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">famiglia<\/a> si possono iscrivere in una situazione in cui vi \u00e8 un buon funzionamento delle funzioni genitoriali e da una coniugalit\u00e0 disfunzionale caratterizzata dalla difficolt\u00e0 della coppia genitoriale di risolvere i suoi conflitti. Un ragionevole interesse e coinvolgimento verso i figli da una parte, ed una conflittualit\u00e0 coniugale abbastanza intensa dall\u2019altra, costituisce la cornice entro la quale la coniugalit\u00e0 disfunzionale altera, rovina la relazione con i figli.<\/p>\n<p>Il modo attraverso cui la relazione con i <a href=\"http:\/\/www.psises.it\/?tag=figli\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">figli<\/a> (futuri distimici!) \u00e8 rovinata \u00e8 la \u201cTriangolazione manipolatoria\u201d (Minuchin 1974) il quale non \u00e8 altro che il coinvolgimento dei figli nei giochi relazionali dei genitori. I genitori emettendo messaggi pi\u00f9 o meno diretti \u00a0ai figli, sollecitano la loro alleanza nel gioco che li mette l\u2019uno contro l\u2019altro, offrendo in cambio una relazione privilegiata.<\/p>\n<p>Per ci\u00f2 che concerne il nutrimento emotivo ed affettivo del \u201cfiglio triangolato\u201d non vi sono gravi conseguenze, perch\u00e9 questo \u00e8 appunto garantito. Infatti i figli si sentono riconosciuti,\u00a0 valorizzati ed amati in particolar modo dal genitore \u201calleato\u201d, o da entrambi, se la triangolazione non \u00e8 estremamente rigida.<\/p>\n<p>Il figlio distimico-triangolato sperimenter\u00e0 maggiori difficolt\u00e0 in ambito delle funzioni socializzanti sia nel versante delle norme che in quello delle protezioni, infatti dal punto di vista relazionale l\u2019ansia pervasiva accusata, pu\u00f2 essere interpretata come come una risposta di fronte a situazioni conflittuali dove attrazione ed evitamento sono presenti in proporzioni variabili.<\/p>\n<p>Nel <strong>depresso<\/strong> (<a href=\"http:\/\/www.psises.it\/?tag=depressione\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">depressione<\/a> maggiore), sempre dal punto di vista relazionale, il contesto relazionale \u00e8 caratterizzato da una coniugalit\u00e0 armoniosa ed una genitorialit\u00e0 disfunzionante. La coppia \u00e8 molto affiatata, i figli trattati in modo inadeguato, talora disprezzati o svalutati e inoltre non sono \u201ctriangolati\u201d in quanto non considerati \u201csufficientemente attraenti\u201d per partecipare ai giochi, come invece accade per i distimici.<\/p>\n<p>La genitorialit\u00e0 di un depresso si basa pi\u00f9 su richieste e persino sullo sfruttamento che sulla valorizzazione di un ruolo riconosciuto al figlio. Spesso nelle descrizioni dei figli prevale un\u2019aria narcisistica e le comunicazioni sono spesso cariche autosufficienza; sotto un\u2019apparenza benevola che quasi mai trascura i bisogni materiali dei figli,\u00a0 \u00e8 celato un atteggiamento critico e di disprezzo. Sono \u201cesseri perfetti\u201d e i figli sono un vago passatempo finch\u00e9 rispondono alle proprie aspettative, ma si disinteressano appena mostrano difficolt\u00e0 o carenze.<\/p>\n<p>I \u201c<strong>distimici\u201d <\/strong>talora appaiono polemici ed affezionati alle discussioni, i <strong>\u201cdepressi\u201d<\/strong> al contrario sono soggetti ipersocievoli con una grande abilit\u00e0 nel dare una buona impressione, nel risultare simpatici. Sono propensi all\u2019accettazione delle norme e ad auto incolparsi se queste non funzionano. Si sentono sottoposti ad un eccesso di norme, ad una responsabilit\u00e0 esagerata che pu\u00f2 rivestire diverse di genitorialit\u00e0. Nei percorsi terapeutici s\u2019incontra una feroce resistenza del <em>\u201cdistimico\u201d<\/em> e del <em>\u201cdepresso\u201d<\/em> e del suo entourage ad accettare la dimensione relazionale dei suoi sintomi, ostacolo che nasce dallo stesso complesso ipernormativo che esige un\u2019osservanza assoluta della <strong><em>\u201crispettabilit\u00e0 delle apparenze\u201d<\/em><\/strong>.<\/p>\n<p>Un approccio sistemico mette in luce caratteristiche relazionali peculiari tipiche del paziente che si definisce \u201c depresso\u201d:<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Stabilisce una relazione di <a href=\"http:\/\/www.psises.it\/?tag=coppia\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">coppia<\/a> stabile<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Buon adattamento sociale, infatti mantenendo le abitudini sociali e culturali tra le quali il fidanzamento con annesse legalizzazioni (convivenze, matrimoni ed altri rituali)<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 E\u2019 presente una certa immaturit\u00e0 relazionale (che per altri pazienti porta ad insuccessi relazionali) che\u00a0 spinge a cercare un partner quasi in modo compulsivo, una iperconiugalit\u00e0 complessa imbevuta di dipendenza che porta ad una complementariet\u00e0 rigida.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Ipersocialit\u00e0 che rende estremamente sensibili alle pressioni ambientali<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 I <a href=\"http:\/\/www.psises.it\/?tag=genitori\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">genitori<\/a> del \u201cdepresso\u201d attribuiscono ai loro figli la causa dei loro mali: se discutono \u00e8 colpa loro ecc.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Disuguaglianza nella coppia che non \u00e8 triangolante com\u2019\u00e8 per il \u201cdistimico\u201d ma \u00e8 affettivamente poco nutriente<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Nutrizione affettiva scarsa, scarso riconoscimento, apprezzamento e valorizzazione e conseguente aspettativa che non apprezza lo sforzo bens\u00ec lo si considera sempre insufficiente<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 I fratelli dei \u201cdepressi\u201d spesso ricevono un trattamento psico-affettivo differente per ragioni che possono dipendere dal ciclo vitale dei genitori, dal sesso o da fattori diversi che si intersecano nella vita<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Eccesso di norme a livello cognitivo dove valori e credenze assunti rigidamente da tutti nascondono un culto per le apparenze, \u201cci\u00f2 che \u00e8 bene\u201d,\u201c ci\u00f2 che deve essere\u201d che non ammette critiche o incrinature; i rituali esprimono a livello pragmatico quello che si evidenzia a livello cognitivo cio\u00e8 una rigidit\u00e0 (codice non scritto di riunioni p.e. pranzi domenicali, visite prestabilite,ecc.)<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Clima emotivo familiare \u201ccorretto\u201d con cordialit\u00e0 nelle relazioni superficiali sebbene intrise di freddezza<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Invischiamento apparente che non corrisponde alla situazione relazionale a livello pi\u00f9 profonda specie nelle relazioni tra i sottosistemi (coppia genitoriale molto coesa rispetto a cui i figli si collocano ad una distanza considerevole<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Sicuramente \u00e8 diffusa l\u2019idea che il \u201cdepresso\u201d sia una persona oppressa dalla tristezza e dalla solitudine a cui \u00e8 ridotta a causa della \u201cmalattia\u201d. Se per\u00f2 spostiamo l\u2019attenzione sullo stesso paziente in momenti di remissione della sintomatologia, noteremo una persona particolarmente preoccupata di rispondere alle aspettative degli altri. Da qui ne deriva che l\u2019eccesso delle richieste e la rigidit\u00e0 delle norme presenti nella famiglia d\u2019origine, crea quella situazione di ipersocialit\u00e0 sopra esposta.<\/p>\n<p>In questi giorni dove ancora si vive profondamente la perdita di un genio, Steve Jobs, sento di poter paragonare la biologia al nostro<em> hardware<\/em>, quando mangiamo, quando respiriamo \u2026 ed anche quando pensiamo e sentiamo. Ma se la biologia \u00e8 il nostro hardware il <em>software<\/em> corrisponde alle nostre relazioni che sono fondamentali per determinare gli stati d\u2019animo.<\/p>\n<p>Qualora la nutrizione relazionale (amore) fosse deficitaria, costituisce pattern patogeni che si collegano alla distimia e alla depressione.<\/p>\n<p>Maturana afferma che siano animali amorosi, che l\u2019amore \u00e8 l\u2019esperienza relazionale che definisce la condizione umana e che ci ammaliamo quando l\u2019amore viene intralciato. Non dovrebbe essere difficile?!<\/p>\n<p>Bibliografia:<\/p>\n<p>J. L. Linares, C. Campo (2000) \u201cDietro le rispettabili apparenze<\/p>\n<p>DSM IV<\/p>\n<p>Maturana H. (1996) \u201cBiologia del amor\u201d Semanrio tenutosi nella Societ\u00e0 catala de Terapia Familiar, Barcelona<\/p>\n<p>Vella G. Loriedo C. (1990) \u201cLa prospettiva relazionale della depressione\u201d<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La distimia (o disordine distimico) \u00e8 una forma di disagio depressivo minore nel senso che comporta una minore compromissione delle relazioni sociali e dell&#8217;attivit\u00e0 lavorativa. Si presenta con disturbi lievi ma con andamento cronico; solitamente (causa la relativa levit\u00e0 degli effetti). 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