{"id":2474,"date":"2014-01-11T15:38:48","date_gmt":"2014-01-11T14:38:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.psises.it\/?p=2474"},"modified":"2020-03-24T10:42:18","modified_gmt":"2020-03-24T09:42:18","slug":"jessica-idea-diffusa-costruzione-narrativa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.psises.it\/?p=2474","title":{"rendered":"Jessica: idea diffusa o costruzione narrativa?"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.psises.it\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/il+rosso+e+il+blu_136853.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-2475\" title=\"il+rosso+e+il+blu_136853\" src=\"http:\/\/www.psises.it\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/il+rosso+e+il+blu_136853-300x133.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"133\" srcset=\"https:\/\/www.psises.it\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/il+rosso+e+il+blu_136853-300x133.jpg 300w, https:\/\/www.psises.it\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/il+rosso+e+il+blu_136853.jpg 560w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Nei giorni scorsi ho terminato un libro sulla scuola<em> Il Rosso e Il Blu<\/em> di Marco Lodoli. Vi avevo gi\u00e0 parlato alcuni mesi fa del film (http:\/\/www.psises.it\/?p=2365), molto bello, tratto da questo piccolo libro. L&#8217;autore, insegnante delle superiori, porta il lettore a riflettere su un mondo in continua e velocissima evoluzione: quello della scuola&#8230; Scuola intesa come ragazzi, che ne sono la parte vitale e come insegnanti, facilitatori (almeno sulla carta) di apprendimento e maturazione.<\/p>\n<p>Vi riporto un passaggio tratto dal libro:<\/p>\n<p><em>Un giorno, a mezz&#8217;ora dalla fine delle lezioni, una ragazza &#8211; sembrano pi\u00f9 sveglie, le ragazze, pi\u00f9 sincere &#8211; ha cominciato a dire che l&#8217;unica cosa importante sono i soldi. Non \u00e8 un&#8217;affermazione nuova, anzi direi che i miei allievi sono piuttosto ossessionati dal valore del denaro, che sta senz&#8217;altro al primo posto nella loro brutale gerarchia. Come al solito io ho ribattuto che i soldi sono importanti, ma non sono tutto nella vita, e soprattutto che non devono occupare il primo posto nella fantasia di un adolescente. A diciasette anni altre devono essere le preoccupazioni e le gioie: l&#8217;amore, lo studio, l&#8217;impegno, l&#8217;amicizia, le avventure del cuore e della mente, e cos\u00ec via. Ma poi uscendo dal solito tracciato pedagogico, ho voluto capire meglio: &#8220;Perch\u00e8, cara Jessica i soldi sono cos\u00ec decisivi? Spiegamelo, io non lo capisco&#8221;. La risposta \u00e8 stata immediata, diretta, sorprendente. &#8220;Perch\u00e9 i soldi sono il contrario della realt\u00e0. Non \u00e8 vero che i soldi permettono di avere pi\u00f9 fette della torta, questa torta \u00e8 marcia e nessuno la desidera. Pi\u00f9 sei ricco, pi\u00f9 puoi rimanere fuori dal mondo. Meglio ancora: puoi abitare in un mondo a parte, tutto fantastico, tutto inventato e vulnerabile&#8221;. <\/em><\/p>\n<p><em>Il contrario della realt\u00e0, e cio\u00e8?<\/em><\/p>\n<p><em> &#8220;E&#8217; semplice, le faccio l&#8217;esempio della mia famiglia. Mio padre guadagna mille e cento euro al mese. Ne paga seicento di affitto per la casa in cui viviamo, uno schifo di casa. Per andare avanti ha dovuto chiedere prestiti alle finanziarie, alla banca, agli amici. Ora deve lavorare giorno e notte, spezzarsi la schiena per mantenerci, dormire poco e preoccupato. Noi siamo dentro alla realt\u00e0, ma la realt\u00e0 non \u00e8 mai bella. Lei professore ci ha spiegato gli scrittori realisti e neorealisti: e questi scrittori cosa raccontano? Miseria, degradazione, squallore. Questa \u00e8 la realt\u00e0. Chi ha molti soldi, invece , pu\u00f2 vivere da un&#8217;altra parte, lontano dalla minaccia della realt\u00e0. si pu\u00f2 creare le sue favole. Una bella barca per viaggiare sul mare con gli amici, locali notturni dove si ride e si scherza, abiti incredibili per travestirsi, una villa con la piscina e il muro alto, affinch\u00e9 la realt\u00e0 non possa entrare. Io voglio i soldi per scappare da questa morsa. Voglio essere ricca per andare pi\u00f9 lontano dalla realt\u00e0&#8221;. <\/em><\/p>\n<p><em>Io ho cercato di replicare, di difendere la vita per quello che \u00e8, con le sue pene e le sue meraviglie autentiche, dunque necessarie per comprendere meglio chi siamo, cosa vogliamo, dove ci dirigiamo. <\/em><\/p>\n<p><em>&#8220;Tutte chiacchiere, professore, tutte bugie. Oggi la realt\u00e0 non piace a nessuno, neanche a lei che scrive romanzi o poesie. Neanche lei, come tutti gli artisti grandi o piccini, ama la realt\u00e0, altrimenti non avrebbe passato tanti anni in mondi paralleli, che non si incrociano mai con le cose pesanti della vita. Mio padre ha obbedito alla realt\u00e0, perch\u00e9 non poteva fare altrimenti, perch\u00e9 \u00e8 un poveraccio. Ma se avesse potuto sarebbe fuggito anche lui, e un po&#8217; ci prova ancora. La domenica va in chiesa, prega Dio, s&#8217;inventa per due ore un cinema marziano e ci si ripara dentro. Oppure guarda la televisione fino a stordirsi, quando pu\u00f2. Mia madre beve per non pensare. Ognuno cerca una scappatoia dalla pesantezza della realt\u00e0, dai debiti, dalle malattie, dai turni di lavoro. E i soldi sono la stessa cosa, ma molto meglio. Chi \u00e8 carico di soldi pu\u00f2 fregarsene di tutto. Per questo piacciono tanto a noi ragazzi, non l&#8217;ha capito? Perch\u00e8 noi non vogliamo pi\u00f9 scendere a patti con le cose reali, vogliamo vivere il pi\u00f9 possibile dentro una bella finzione, come quelli che recitano a teatro. Che dovremmo fare, altrimenti? Lottare per cinquanta euro in pi\u00f9, sbatterci nella politica per avere un&#8217;altra briciola di pane secco? Per carit\u00e0. I soldi sono esattamente uguali ai sogni, ma durano di pi\u00f9 e portano pi\u00f9 lontano. Lo so, noi che abitiamo in periferia, che siamo figli di disgraziati, tanti soldi non ne avremo mai. Per\u00f2 finch\u00e9 ho diciassette anni ci voglio sperare. Voglio augurarmi tutto il bene possibile. E tutto il bene possibile \u00e8 stare fuori dalla realt\u00e0, fuori dallo schifo, dalle guerre, dalla miseria, dalla sconfitta. I soldi sono come Dio e come l&#8217;arte, anche meglio. Portano in fretta altrove. E io voglio stare lass\u00f9, felice e indifferente&#8221;. <\/em><\/p>\n<p><em>Poveri gli ultimi, allora, perch\u00e9 solo loro \u00e8 il regno della realt\u00e0. Bisogna mettersi seriamente al lavoro per aggiustarla meglio possibile, questa realt\u00e0 italiana, per renderla vivibile, apprezzabile, addirittura amabile. E&#8217; un&#8217;impresa improba, ma bisogna riparare subito le falle: la nave \u00e8 gi\u00e0 inclinata e le poche scialuppe di salvataggio sono tutte piene, di ricchi o di spaesate illusioni.<\/em><\/p>\n<p>Senza parole? A cosa vi fa pensare&#8230;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nei giorni scorsi ho terminato un libro sulla scuola Il Rosso e Il Blu di Marco Lodoli. Vi avevo gi\u00e0 parlato alcuni mesi fa del film (http:\/\/www.psises.it\/?p=2365), molto bello, tratto da questo piccolo libro. 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