Secondo lei dottore, ho ragione a pensare che io e mio marito saremmo dovuti venire prima?

Come potrete verificare recandovi in mattinata nel tribunale più vicino a voi, separarsi oggi è la normalità.

Prima di vedere cosa succede alla coppia che va in crisi, bisogna ribadire che il percorso terapeutico di coppia serve a chiarire la relazione e non come spesso si crede ad incollare i cocci in maniera approssimativa.

Succede oggi sempre più spesso che le coppie nella speranza inconsapevole o nella consapevolezza che non chiarire risolve il problema, aspettino inerzialmente eventi esterni che possano aiutare a risolvere la crisi.

Questo crea quel lento allontanamento che porta le coppie quando finalmente arrivano dal consulente, a non saper spiegare come e da quando si sono allontanati. Si arriva quindi dopo anni di lontananza emotiva e dopo che ci sia uno o più persone presenti nel sistema. In questo tipo di situazioni può succedere che la domanda non detta al terapeuta è da parte di uno dei due partner “mi aiuti a dire che è finita, senza che lui (o lei) abbia reazioni esagerate”. In altre occasioni uno dei due partner ha una strategia non dichiarata del tipo:  “le porto il mio partner in terapia così che lei lo prende in carico e che io mi liberi dall’oppressione e dal senso di colpa per la sua profonda tristezza.

I  giovani consulenti sognano terapie di coppia in cui si possa lavorare su riavvicinamento affettivo e intimità. Sono rare queste situazioni perché come dicevamo si sottovalutano i segnali di pre-crisi.

Vi elenco alcune situazioni importanti che le coppie sottovalutano:

il dormire in tempi e spazi diversi;

i tempi dilatati tra i rapporti;

la perdita di complicità e di gioco;

il ridere insieme e aver voglia di condividere;

nei primi anni dei figli lo stress situazionale;

le relazioni invischiate (cioè mamma e papà entrano nelle decisioni della coppia o abitano nella stessa casa) con le famiglie di origine;

il lasciar perdere il momento del confronto in nome del quieto vivere (ho paura di litigarci);

il darsi per scontati (decido io per lui);

la dipendenza economica e affettiva dal partner;

la perdita di dolcezza e intimità;

la perdita di uno dei partner di gioia di vivere e voglia di fare progettare.

 

Oggi ci sono inoltre segnali (relativamente nuovi) dovuti alle nuove tecnologie o a modalità di comportamento diffuse che a volte si tende a ignorare:

il codice tenuto segreto del proprio cellulare;

il chattare continuo;

la cena con gli amici con orari di rientro discutibili;

la perdita di momenti di relazione con i figli a vantaggio di corsi e palestre (devo sentirmi bene);

le critiche al fisico del partner.

Attenzione i segnali sono possibili indicatori, non è detto che la loro presenza crei necessariamente una pre-crisi.