emilio santoroOggi vi propongo un romanzo di un amico di Psises Emilio Santoro.

Emilio Santoro ha studiato Fisica nucleare e subnucleare presso La Sapienza Roma. E’ dirigente di Ricerca e Direttore Responsabile dell’impianto TRIGA RC-1 presso ENEA (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile). Ha grande passione per il teatro e per la scrittura. Questo è il suo primo libro.

Nota di presentazione del romanzo “Se questo è l’infinito” di Emilio Santoro

In quale modo ci si può accorgere di essere “predestinati”? Il protagonista di questo racconto è un astrofisico italiano che compensa le frustrazioni legate allo stato della ricerca con la passione per il teatro, per il quale scrive e nel quale recita. Egli è anche convinto che al fondo ultimo della realtà sia ben nascosto un terribile inganno. Da oltre trent’anni indaga per averne prova. Una prova dimostrabile.

Dall’altra parte dell’oceano, una bellissima e famosa pop star californiana che da anni è all’apice del successo mondiale si trova a vivere una profonda crisi, personale e professionale, con l’inaridirsi della propria vena artistica e il fallimento della vita sentimentale. Sente il bisogno di provare nuovi stimoli, per ritrovarsi e per tentare di ritrovare anche la propria ispirazione… magari partecipando alla realizzazione di un film, come il suo entourage vorrebbe proporle.

E un film alla fine verrà infatti prodotto, basato proprio su un lavoro teatrale scritto e rappresentato dall’astrofisico in un piccolo teatro di Roma, assieme alla sua compagnia amatoriale, con una connessione di eventi che si concatenano in una maniera molto simile ai “sei gradi di separazione”.

Quante probabilità ci sono che le storie dei due possano attraversarsi? Qualcosa che si avvicina a zero. Eppure, in modo del tutto verosimile e naturale ma con una evidenza sempre più legata a una misteriosa necessità “che le cose accadano secondo un copione già scritto”, le “linee di universo” dei due personaggi che tracciano il loro distante vissuto, alla fine si intesseranno legandosi a un bacio di scena che diventerà il simbolo di una ricerca sul rapporto fra la realtà e la finzione della rappresentazione cinematografica.

Da qui le premesse di una storia d’amore, un amore al quale nessuno dei due protagonisti vuol cedere, intensa nella sua seduzione ed esplosiva nella passione che si vorrebbe poter controllare. Perché dietro l’inganno del libero arbitrio si nasconde un nemico invincibile…

Commento dell’autore sul romanzo “Se questo è l’infinito”

Al di là del racconto, il romanzo è un ricco contenitore di citazioni. A parte la ricerca quasi spasmodica e disperata della Bellezza da parte del protagonista Dario, rincorsa per 750 pagine (che in realtà sono circa 1600 nella versione tipografica standard), in tutto il testo si respirano molti miti, da quello platonico della caverna, con una serrata analisi del concetto di realtà sviluppato in modo simbolico e originale nel rapporto fra verità e finzione traslato nel contesto teatrale e cinematografico, a quello più sprofondato nel sottotesto di Prometeo. Anche qui c’è infatti la ricerca di una “spiegazione ultima” da “rubare” agli dei e da consegnare al bisogno di sapere di Dario, come accade al titano nel suo tentativo di sfidare le forze divine.

C’è anche un’appassionata ricerca della contrapposizione. Non solo tra realtà e finzione, ma per esempio tra l’essere un Nessuno e l’essere famoso a dimensioni planetarie. Oppure tra l’essere innamorato e il volersi convincere dell’irrealizzabilità dell’amore; tra la ragione e il cuore… Quasi un divertissement dell’autore nello studio delle dinamiche tra opposti. C’è infatti molto dualismo in tutte le relazioni dei personaggi. Lo stesso Dario è combattuto in modo dicotomico nelle sue scelte, sia di studio che affettive.

E poi c’è una intensa, sconvolgente storia d’amore che nella sua “impossibilità” realizza la convinzione del protagonista che nulla accada per caso, che il libero arbitrio sia una sorta di inganno dietro cui si nasconde la realtà vera. Dario non crede più alle ombre della caverna di Platone. Vuole potersi girare e osservare, vuole uscire all’aperto e accecarsi di Bellezza.

È proprio il suo incontro‒scontro con la protagonista, la grande, bellissima e famosissima pop star americana a fornirgli l’energia necessaria per indagare l’inganno della realtà.

 

Chi è Emilio Santoro (approfondimento curriculum vitae)

Emilio è un fisico nucleare, dirigente di ricerca dell’ENEA, con incarichi di insegnamento universitari. Ha pubblicato articoli scientifici per riviste internazionali e nazionali e si occupa di divulgazione scien­tifica. È stato membro del Comitato Tecnico Scientifico del bimestrale ENEA “Energia, Ambiente e In­novazione”.

Ha presentato, nell’Anno Internazionale della Fisica (2005), un progetto seriale di Tea­tro‒Scienza presso un teatro romano, “Il Giallo della Fisica”, anche con l’aiuto di monologhi origi­nali da lui scritti e recitati da attori professionisti.

Nel 1991 ha pubblicato una raccolta di racconti intitolata “L’immagine latente”.

Nel 1993 è stato finalista al Premio Palazzo al Bosco col romanzo “«Gua…»”, pubblicato nello stesso anno per i tipi della Silver Press di Genova perché risultato poi vincitore del Premio Lette­ra­rio “L’incontro”. Questo romanzo ha poi vinto altri due premi di narrativa.

Due produzioni cinematografiche, nel 2000, si sono mostrate interessate alla riduzione cinema­tografica del suo romanzo. Una di queste l’ha opzionato per un anno e ne sono state tratte due sceneggiature, cui egli ha collaborato insieme con i registi.

Ha vinto premi di narrativa per racconti, uno dei quali pubblicato sulla rivista “Inchiostro” (“Freddo”, anno 3 ‒ Numero 3/4 ‒ Giugno/Agosto 1997)

Ha collaborato alla stesura della sceneggiatura di una fiction seriale andata in onda su Rete4 alla fine degli anni novanta.

Ha scritto quattro commedie rappresentate presso un teatro di Roma (una di queste è caricata su YouTube, intitolata: “Adele ed Elio e il naufragio dell’umanità”, prodotta da un produttore cine­matografico). Recita a teatro da tredici anni e ha partecipato come coprotagonista a una docu‒fiction della RAI, di cui è stato anche consulente scientifico, sulla “Fisica di Dante”, andata in onda sul canale RAI Scuola nel 2014, periodicamente ritrasmessa.

È autore di un romanzo epistolare pubblicato sul sito di self‒publishing “Ilmiolibro”, intitolato “Ti pensavo brezza ed eri uragano” (2006).

Se questo è l’infinito” è il suo ultimo romanzo, una storia d’amore che gioca sul rapporto tra predeterminazione e libero arbitrio.

Ha terminato di scrivere il copione “India Hotel”, commissionato dal direttore artistico di un teatro di Roma e tratto dal suo romanzo “«Gua…»”, per una riduzione teatrale.