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Buonasera a tutti, su richiesta di alcuni partecipanti alla giornata di oggi con la Prof.ssa Anna Oliverio Ferraris, vi pubblichiamo le domande fatte durante l’incontro.

Domande poste (o che avremmo voluto porre) alla Oliverio:

I non detti, le realtà negate, le omissioni, le bugie sembra producano delle grandi sofferenze, dei traumi, delle lacerazioni nell’anima. Mi chiedevo se da queste si può guarire o restano ferite profonde?

Lo svelamento di un segreto alleggerisce le tensioni psichiche che una persona può vivere ? Oppure lo si fa per colpire, per sadismo? A volte può essere considerato un atto di pentimento?

I non detti e i segreti svelati ai terapeuti possono essere ancora considerati tali? in tal caso per “risolvere” è sempre necessario parlarne con gli attori coinvolti nel segreto, cioè con il sistema coinvolto? O è sufficiente averne parlato in psicoterapia?

Veniamo alla prima storia e a Franca e il suo particolare pavimento. Chi le ha dato l’idea di questo particolare elemento narrativo? C’è un personaggio della sua storia di vita a cui si è ispirata?

Lettura di pagina 13. E’ Franca che parla. “La maggior parte delle persone preferisce i colori tenui, smorzati. Che mosceria! Sai com’é la gente, non osa, ha paura. Invece io ho sempre pensato che nella vita bisogna osare! Accidenti, si vive una volta sola! Bisogna lanciarsi! Seguire l’impulso, fare le cose che piacciono. Guai avere paura di essere diversi dagli altri. Lo sai che mi sono sempre piaciute le soluzioni un po’ pazze, le stravaganze, le follie. Le follie sono il sale della vita, diceva mia nonna che ha avuto “ mariti e tanti amanti! Non ne sei convinta anche tu?” E’ convinta anche lei?

“A volte devi compiere qualcosa di imperdonabile per sentirti vivo.” E’ una realtà che ritroviamo spesso in psicoterapia: crede che sia necessariamente vera?

In “Segreti di famiglia” si parla di lutti irrisolti. Una madre ingombrante con il suo lutto. Muore il figlio preferito. Gli altri figli subiscono… Capita spesso di lavorare sulle elaborazioni del lutto. In terapia troviamo che un lutto può lasciare una ferita che sanguina per anni. Le chiedo una sua riflessione su questo punto.

Ancora un passaggio di Franca – la verità amore mio amore è che c’è sempre qualcuno a cui fai del male senza volere. Una frase forte ma inevitabilmente vera?

Spesso succede che quando si rivela un segreto è come se l’intimità sia violata e ci si allontana dal sistema di relazioni. Come mai?

Una parte di “Segreti di famiglia” che mi ha fatto riflettere: “noi scaviamo e scaviamo alla ricerca della verità, come se bastasse raggiungerla per essere felici. Meglio ingannarsi, qualche volta. Che male c’è a vivere nel proprio sogno? Il mondo reale è così poco ospitale…” Cosa ne pensa?

Segreti di famiglia “Tra fratelli l’amore va a braccetto con il risentimento che in un batter d’occhio i sentimenti forti si trasformano in emozioni sfuggenti, che in men che non si dica l’ammirazione si tramuta in distacco e che la solidarietà non esclude la rivalità.” Quanto è vero questo passaggio?

L’aspetto normativo di alcuni genitori nell’educare i propri figli mi lascia perplessa nella misura in cui si pretende da loro che già dai primi mesi di vita dormano da soli nelle proprie camere, nei primi anni di vita facciano le vacanze con i nonni che siano seduti composti e che rinuncino alla relazione con la mamma, fatta in primis di vicinanza e attaccamento. Cosa ne pensa?

Esiste indicativamente un’età in cui ci possano essere i primi approcci con internet e social attraverso tablet, telefonini?

In “Testimonianze” il terzo racconto si parla di abuso. “Il lupo cattivo non poteva più nuocerle, si era chiusa in se stessa.” Ci sarebbe da dire tantissimo su queste situazioni e sui risvolti psicologici. Le chiedo un piccolo commento data la sua notevole esperienza in questo settore.

Sempre in “Testimonianze”, Pensando al tempo della nostra giustizia nelle situazioni con minori. Mi aveva colpito questo passaggio: pag. 89. Parla Marta la mamma a cui il giudice ha Tolto i 2 figli: “Più il tempo passa e più tu perdi il tuo ruolo. Agli occhi dei tuoi figli conti sempre meno e loro lo sanno che possono disobbedire, infischiarsene di te e soprattutto che tu sei lì a pietre la loro presenza. Non sei più la loro mamma, sei una donna disperata che pende dalle loro labbra, che cerca il loro consenso, il cui equilibrio mentale dipende da un loro sorriso … Le pare giusto tutto questo? Che senso ha una giurisprudenza del genere?”

La storia più dura quella che mi ha fatto più male, quella dell’infermiera: “Non dipende da me” . Questo ricordo che emerge, ben rimosso, proiettato su un cane Osvaldo il fratello. Storie di orfanotrofio, di miseria e di abbandono. 

Nel racconto “Sorpresa”, La storia di una donna che ottiene ciò che vuole: Un bambino. Ce ne sono molte ma nella storia principale sconvolge l’età del papà, 13 anni. E’ un’invenzione narrativa o nasce da una realtà?

Nel racconto“La caduta” vorrei leggere questo passaggio: leggere pag 214. “La persona reagisce ad uno stress troppo grosso per lei comportandosi come se quell’esperienza non fosse avvenuta è come se lei non vi fosse per nulla coinvolta. Dissocia se stesa dalla realtà del proprio dolore, dal terrore, dall’umiliazione, dal senso di colpa e anche dal disgusto di sé che proverebbe se riconoscesse ciò che ha fatto, ma a un prezzo: Il Sè si scinde e il processo di dissociazione diventa parte dell’identità della persona, riattivandosi a volte, anche a distanza di molto tempo…” In un caso di scissione così massiccia, troveremo che la protagonista cominci a bere come suo padre…ciò vuol significare che non c’è via di scampo?

In questi giorni una paziente venendo a conoscenza della sua conferenza, purtroppo impossibilitata a partecipare,  mi ha pregato di chiederle quale potesse essere l’età giusta in cui diventa opportuno evitare che il genitore del sesso opposto possa essere visto senza indumenti dai figli. Leggendo il libro in “Testimonianze” a pagina 100 ho trovato la stessa domanda: “E’ giusto che un padre continui a presenziare alle docce della figlia di dodici anni come se ne avesse soltanto due?”

La storia “La donna che scambio suo marito per un gatto” come nasce l’idea del titolo alla storia e come mai questo titolo all’intero libro?

Leggendo il suo libro ho percepito uno stile narrativo nel quale i racconti non si fermano al sintomo ma intrecciano la vita intera del soggetto, relazioni, contesto, ambiente circostante, emozioni reciproche. Si sente anche l’emozione del terapeuta. Questa particolarità è costruita o involontaria?

La prefazione del libro parla di Hitchcock famoso regista e di come egli riesca a trasferire sullo schermo attraverso un linguaggio cinematografico, le tensioni, le paure, i fantasmi che inconsapevolmente sua madre gli aveva trasmesso negli anni della sua infanzia. Sarei curioso di ascoltare il suo parere su queste inconsce eredità.

Come detto in conferenza vi consigliamo il libro che contiene otto piacevoli storie interessantissime sia a livello psicologico che da un punto di vista narrativo.